La novità riguarda soprattutto chi continua a usare, magari senza farci troppo caso, telefoni con software fermo da anni. Il rischio è concreto: non riuscire più ad aprire WhatsApp, inviare messaggi o recuperare le conversazioni se non ci si muove per tempo.
La lista dei dispositivi che perderanno la compatibilità con WhatsApp ad agosto 2026, secondo quanto riportato da Techbit sulla base delle indicazioni del Centro assistenza WhatsApp, comprende vari modelli Apple e Android usciti da tempo dal normale ciclo degli aggiornamenti.
Tra gli iPhone non più compatibili ci sono iPhone 6, iPhone 6 Plus, iPhone 5s, iPhone 5c, iPhone 5 e iPhone 4s: telefoni che in qualche caso sono ancora in uso, magari come secondo dispositivo, ma che ormai non reggono più gli standard richiesti dall’app.
Sul fronte Android, l’elenco indicato comprende Samsung Galaxy Ace 4, LG Optimus L3 II, Sony Xperia M, Huawei Ascend Mate e HTC Desire 500. Sono modelli legati a una stagione precisa del mercato mobile, tra il 2012 e il 2014. Oggi, però, fanno fatica a tenere il passo con le versioni più recenti dei servizi digitali.
Per chi li usa ancora ogni giorno — anche solo per messaggi, foto di famiglia o gruppi di lavoro — il blocco può arrivare all’improvviso. “Non pensavo che il telefono fosse così vecchio”, è una frase che nei negozi di assistenza si sente spesso.
Nuovi requisiti WhatsApp: Android 5 oggi, Android 6 dall’8 settembre e iOS 15.5 dal 30 novembre
Al momento WhatsApp funziona sugli smartphone con Android 5.0 e versioni successive. Per gli iPhone, invece, serve iOS 15.1 o una versione più recente. È la soglia minima che permette all’app di ricevere aggiornamenti, correzioni di sicurezza e funzioni legate a messaggi, chiamate e backup. Chi usa un telefono fermo a una versione precedente può già vedere avvisi dentro l’app o avere problemi di accesso.
Il calendario prevede però altri due passaggi. Dall’8 settembre 2026, secondo le informazioni disponibili, WhatsApp supporterà solo dispositivi con Android 6 e versioni successive. Dal 30 novembre 2026, invece, sugli iPhone servirà almeno iOS 15.5. Sono date da tenere a mente, soprattutto per chi usa un telefono aziendale vecchio o un dispositivo passato da un familiare. Spesso ci si accorge del problema solo quando si prova ad aggiornare il sistema e l’aggiornamento non c’è più.
Perché Meta ferma il supporto: sicurezza, aggiornamenti e pochi utenti
La decisione di interrompere il supporto non riguarda un singolo modello, ma nasce da una verifica periodica fatta da Meta, la società che controlla WhatsApp, Facebook e Instagram. Come spiega il Centro assistenza WhatsApp, ogni anno vengono controllati i dispositivi con software obsoleto e quelli usati da una quota ormai ridotta di utenti. Quando un sistema operativo non permette più di garantire protezione e stabilità, l’app viene esclusa dagli aggiornamenti.
Il nodo principale è la sicurezza. Le versioni più recenti di WhatsApp usano funzioni che richiedono componenti aggiornati, protocolli moderni e strumenti che sui vecchi telefoni spesso non ci sono più. Senza patch, chat, file e contatti possono essere esposti a rischi maggiori. C’è poi un aspetto pratico: tenere in vita l’app su piattaforme usate da pochissime persone rallenta il lavoro sulle versioni destinate alla maggioranza degli utenti. Una scelta tecnica, quindi. Poco visibile, ma molto concreta.
Prima del blocco: controllare il sistema, salvare le chat e cambiare telefono
Chi possiede uno dei modelli indicati dovrebbe prima di tutto controllare la versione del sistema operativo nelle impostazioni del telefono. Su Android il percorso può cambiare a seconda del produttore, ma di solito si trova in “Informazioni sul telefono”. Su iPhone bisogna entrare in “Impostazioni”, poi “Generali” e “Info”. Se è disponibile un aggiornamento, meglio installarlo collegando il telefono al Wi-Fi e alla corrente.
Il passaggio più importante resta il backup delle chat WhatsApp. Su Android va controllato il salvataggio su Google Drive; su iPhone, invece, il riferimento è iCloud. Conviene verificare data e ora dell’ultimo backup, senza affidarsi soltanto all’opzione automatica. Foto, vocali e documenti possono occupare molto spazio, quindi potrebbe essere necessario liberare memoria prima di avviare il salvataggio.
Se il telefono non può essere aggiornato, la strada più sicura è trasferire l’account su un dispositivo più recente, usando lo stesso numero e seguendo la procedura guidata dell’app. Meglio farlo prima del blocco: dopo, recuperare tutto può diventare più complicato.