Da Muravera per assistere i pazienti  - L'Unione Sarda.it

Orroli.

29 luglio 2026 alle 00:46

Jacopo Salvatore Bulla copre il vuoto d’organico in Diabetologia al Poliambulatorio 

Da Muravera al Poliambulatorio di Orroli per colmare un vuoto nell’assistenza sanitaria del territorio. Il medico specialista Jacopo Salvatore Bulla ha deciso di occuparsi per otto ore al mese, due ore a settimana, di un servizio altrimenti scoperto, quello della diabetologia. Circa 70 minuti di viaggio all’andata, altrettanti al rientro. Ma «non sono un eroe», sottolinea.

La passione

La passione e l’amore per il suo lavoro hanno già portato Bulla a lavorare in zone dove i problemi della sanità sono evidenti e tangibili: Sorgono, Gavoi, Laconi, Burcei. Ma anche in istituti penitenziari quali Badu ’e Carros e Uta. Inoltre da qualche tempo presta servizio a Sadali. E del resto nel suo paese natale la situazione non è molto diversa da quella che vive l’ospedale San Giuseppe Calasanzio di Isili. «Sono una persona curiosa», sostiene, «e mi è sempre piaciuto conoscere i territori della nostra Isola. Le comunità dell’interno affrontano le difficoltà legate alla distanza ma custodiscono una straordinaria ricchezza fatta di tradizioni, cultura e senso di appartenenza».

Il problema

La Diabetologia del Poliambulatorio era scoperta da novembre e i pazienti hanno dovuto affrontare numerose difficoltà, soprattutto quelle della lontananza e della spesa per raggiungere altre sedi. Così il sindaco Alessandro Boi ha contattato Lucia Cambilargiu , referente del distretto, la quale ha chiesto nuovo bando per coprire il servizio. Andato deserto. A quel punto si è scelta una strada diversa. «Ho rintracciato personalmente il dottor Bulla», specifica il primo cittadino,«e lui si è reso subito disponibile pur essendo impegnato in altre sedi». Un benestare accolto con entusiasmo nel distretto, sempre più impegnato nella ricerca di personale per coprire i vuoti creati dalla mancanza di medici.

L’assistenza

«Credo profondamente che ogni cittadino abbia diritto alla stessa qualità di assistenza sanitaria indipendentemente da dove viva», sostiene lo specialista, «ma perché questo diritto sia realmente garantito non basta la buona volontà dei professionisti». Manca «un accordo integrativo regionale per la specialistica ambulatoriale che preveda incentivi specifici per le sedi disagiate. Valorizzare chi sceglie di lavorare in questi territori non significa fare un favore ai medici ma creare le condizioni affinché i cittadini possano continuare ad avere accesso a cure di qualità, senza che il luogo di residenza diventi un fattore di disuguaglianza».

Il territorio

Ora i residenti hanno di nuovo un servizio fondamentale in un territorio nel quale il diabete è diffuso e soprattutto sono presenti tanti anziani. «Ho trovato persone che hanno bisogno di essere ascoltate», conclude Bulla. Vista la difficile situazione in tanti territori, il giusto riconoscimento economico a renderebbe più sostenibile nel tempo un impegno tanto gravoso.

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