Maranza, arriva la stretta del governo. Meloni: "Da oggi chi sbaglia paga"

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23 luglio 2026

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Approvato in Consiglio dei ministri un disegno di legge contro la criminalità minorile. Già ribattezzato "anti-maranza", le nuove norme hanno l'obiettivo di contrastare fenomeni ampiamente diffusi come quello delle baby gang soprattutto nelle grandi città. Le nuove norme vanno a modificare l'articolo 98 del Codice penale che regola l'imputabilità dei minori. Attualmente è previsto che i ragazzi tra i 14 e i 18 anni siano ritenuti penalmente responsabili solo se, al momento del fatto, avevano la capacità d'intendere e di volere. In caso di condanna, la pena è sempre diminuita. Diversamente dagli adulti, per i quali la capacità di intendere e volere è presunta dalla legge, per i minori dai 14 ai 17 anni il giudice deve sempre accertare, caso per caso, se avessero la reale maturità per comprendere il disvalore del loro gesto. Attualmente quindi, per i minori tra i 14 e i 18 anni, l'imputabilità non è automatica. Con le modifiche del governo al Codice penale lo diventa: sarà l'incapacità di intendere e di volere a dover essere dimostrata caso per caso. Resta ferma la diminuzione della pena stabilita dall'articolo 98 che stabilisce che, oltre alla riduzione della pena principale, ci sono limiti per le pene accessorie. Se la pena detentiva è inferiore a 5 anni o si tratta di una pena pecuniaria, non si applica alcuna pena accessoria.

"Oggi il governo ha approvato un disegno di legge che cambia le regole sull'imputabilità dei minori. Comincia da un principio che noi stiamo cercando di affermare in ogni ambito: chi aggredisce, chi rapina, chi devasta deve pagare sempre, anche se ha 15 o 16 anni". Lo afferma il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in un video sui social, in merito al ddl approvato dal Consiglio dei Ministri. "Per questo abbiamo agito e continuiamo ad agire: arresto per i minorenni sorpresi con un'arma, norme severe contro la diffusione dei coltelli, pene più dure per i danneggiamenti di gruppo e oggi un passo ulteriore. Il nostro ordinamento prevede attualmente che un minore tra i 14 e i 18 anni risponda del reato solo se un giudice accerta che fosse capace di intendere di volere - spiega il premier -. Con questo provvedimento quella capacità si presume sempre, significa che si potrà ancora dimostrare il contrario davanti a un giudice, ma il punto di partenza cambia. Prima si presumeva l'incapacità, oggi si presume la responsabilità. Questa norma colpisce soprattutto chi pensa di essere intoccabile, sfrutta i minori come manovalanza per i propri affari, ma serve anche a punire quei ragazzi che pensano di poter fare come vogliono perché sanno che tanto non accadrà a loro nulla".