La protagonista di questa nuova puntata di "A Nudo" è Tiziana, che ci racconta un problema comune a molte donne della sua età, che per lei è un problema troppo difficile da affrontare da sola.
La lettera di Tiziana
Da quando sono in menopausa fare sesso fa male. Mio marito non capisce e io non glielo so spiegare. Ho 51 anni. Da circa un anno la menopausa ha cambiato il mio corpo in un modo che non mi aspettavo. La secchezza vaginale rende i rapporti dolorosi, a volte molto. Non è una cosa che si vede dall'esterno, quindi mio marito non capisce perché mi tiro indietro. Gli ho detto che fa male ma lui pensa che basti aspettare un po' di più, andare più piano. Non è quello il problema. È una cosa fisica che non si risolve con la buona volontà. Mi sento a disagio a parlarne con il medico, come se fosse una cosa di poco conto. E mi sento sola in questa cosa perché nessuna delle mie amiche ne parla mai.
Rosamaria Spina, autrice del libro "Il BDSM. Dominare e lasciarsi dominare" di Armando Editore.
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La risposta della sessuologa Rosamaria Spina
Cara lettrice,
nella sua lettera ci sono due dolori che sembrano intrecciarsi. Il primo è quello fisico, legato ai rapporti sessuali. Il secondo è quello di sentirsi poco compresa dalla persona con cui condivide la propria vita. E, molto spesso, in situazioni come questa, il secondo finisce per pesare quasi quanto il primo, se non, addirittura, di più.
La menopausa è una fase di grandi cambiamenti biologici e fisiologici. Tra questi, la diminuzione degli estrogeni può rendere i tessuti vaginali più sottili, meno elastici e meno lubrificati. Per molte donne questo significa sperimentare dolore durante i rapporti, anche quando il desiderio è presente, anche quando il partner è delicato e anche quando c'è un buon clima emotivo.
È importante dirlo con chiarezza, perché ancora oggi molte donne finiscono per pensare che il problema dipenda da loro, dal loro atteggiamento o dalla loro disponibilità.
Non è così.
Il dolore non è una mancanza di impegno. Non è qualcosa che si supera semplicemente rilassandosi di più o aspettando qualche minuto in più prima della penetrazione. È un sintomo fisico che merita di essere riconosciuto e trattato.
Nella sua lettera, però, c'è un passaggio che mi sembra particolarmente significativo. Lei scrive: "Mi sento a disagio a parlarne con il medico, come se fosse una cosa di poco conto."
Mi domando quante donne si riconoscerebbero in questa frase.
Per molto tempo la sessualità femminile, soprattutto dopo una certa età, è stata raccontata come qualcosa che inevitabilmente dovesse passare in secondo piano. Come se il desiderio, il piacere e il benessere sessuale diventassero aspetti marginali della salute.
Oggi sappiamo che non è così.
Provare dolore durante i rapporti non è un dettaglio. È una condizione che può avere un impatto importante sulla qualità della vita, sull'intimità di coppia e perfino sull'immagine che una donna ha del proprio corpo. Proprio per questo merita di essere affrontata con il proprio ginecologo o con uno specialista in sessuologia, perché oggi esistono diverse possibilità terapeutiche che possono migliorare significativamente la situazione, sia da un punto di vista fisico che da uno psicosessuologico.
Vorrei soffermarmi anche sul rapporto con suo marito.
Lei racconta che lui pensa basti andare più piano o aspettare di più. È possibile che questa convinzione nasca non dalla mancanza di interesse, ma dal fatto che molte persone immaginano il dolore durante i rapporti come la conseguenza di una scarsa eccitazione.
Nella menopausa, invece, il problema può essere diverso.
Ed è qui che, spesso, nasce un'incomprensione: chi non prova quel dolore tende a cercare una soluzione basandosi sulla propria esperienza, ma non sempre ciò che funziona in altre situazioni può funzionare anche in queste.
Mi sembra evidente che suo marito non ha ancora compreso che lei non si sta sottraendo al rapporto e non si sta sottraendo a lui.
Si sta sottraendo al dolore. Sono due esperienze profondamente diverse.Dal punto di vista psicologico, inoltre, il dolore tende a produrre un effetto che osserviamo frequentemente anche in altre difficoltà sessuali. Se ogni rapporto viene associato alla possibilità di soffrire, il cervello comincia ad anticipare quella sofferenza ancora prima che il rapporto inizi. L'attenzione si concentra sui segnali del corpo, aumenta la tensione muscolare e diventa sempre più difficile vivere l'intimità con spontaneità.
Non è una questione di volontà. È il modo in cui il nostro organismo cerca di proteggerci da qualcosa che percepisce come potenzialmente nocivo.
Per questo motivo affrontare la questione il più presto possibile è molto importante non solo per ridurre il sintomo fisico, ma anche per evitare che il dolore finisca con l'occupare sempre più spazio nella vita sessuale individuale e della coppia, prendendo il posto del desiderio e dell’eccitazione stessa.
Lei scrive anche un’altra frase che dovrebbe far molto riflettere: "Nessuna delle mie amiche ne parla mai."
Può darsi che nessuna lo viva. Ma può anche darsi che molte lo vivano senza raccontarlo.
La sessualità in menopausa continua a essere un argomento di cui si parla poco, spesso per imbarazzo o perché si teme che venga considerato un problema "normale" con cui rassegnarsi a convivere. Eppure, il silenzio non rende meno reale quello che le persone stanno vivendo.
Forse è proprio questo il rischio più grande: convincersi che, siccome se ne parla poco, allora non valga la pena chiedere aiuto.
In realtà, la salute sessuale continua a essere parte della salute, anche dopo la menopausa. Proprio per questo il punto non è come imparare a sopportare questo dolore, ma se si vuole riconoscere il diritto di considerarlo, finalmente, un problema di salute che merita la stessa attenzione, la stessa cura e la stessa legittimità di qualsiasi altro sintomo che il suo corpo comunica. Proprio per questo esistono figure professionali attente e competenti che potrebbero supportarla in questa sua ricerca di una risoluzione e non perché è suo marito che glielo chiede, ma per riconosce a se stessa il diritto di poter vivere la sua sessualità e il suo benessere come più ritiene appagante e libero da vincoli esterni.
Ultimo aggiornamento: martedì 18 agosto 2026, 10:58
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