Dai drink a base di fiori al 'cuoco contadino', nell'Agribar l'estro dei giovani - Campania - Ansa.it

(di Angelo Cerulo) Drink, alcolici e analcolici, a base di essenze di fiori presentati in bicchieri decorati con fiori. Curcuma, Rosa, Lisianthus alcune delle varietà alla base delle bevande. Si chiama "Bicchieri in fiore e fiore liquido" la proposta presentata da Annachiara Iodice, 26 anni, di Donne Coldiretti all'"Agribar" allestito dall'organizzazione professionale agricola nell'ambito della decima edizione del 'Bufala Fest' in corso in piazza Municipio a Napoli.
"Seguiamo la stagionalità - spiega la giovane impegnata nell'azienda di famiglia - e utilizziamo, per le decorazioni, anche fiori essiccati ed eduli. E' un progetto avviato nell'era covid ma concretizzatosi da un paio di anni". E' una delle curiosità con protagonisti soprattutto i giovani dell'Agribar di 'Casa Coldiretti' - con il coordinamento di Teresa Di Nardo (segretaria di Giovani e Donne Coldiretti Campania) - che propone, nella logica della convivialità e dei prodotti a 'chilometro zero', anche minicorsi di degustazione formaggi a cura di ONAF Napoli, workshop di Terra Felix, laboratori no-stop e momenti dedicati alla mozzarella di bufala, vini Campi Flegrei e Ischia e APROL Campania, 'Millefiori in Casa Coldiretti' (laboratorio di miele) e numerose altre attività anche artigianali.
Sulla scia dell'imprenditorialità portata avanti dalle giovani generazioni un protagonista nell'Agribar è Giuseppe Iovino, 31 anni, agrichef Coldiretti o, meglio, 'cuoco contadino', della rete di 'Campagna Amica' espressione dell'organizzazione. Insieme col padre Antonio porta avanti a Pozzuoli l'agriturismo di famiglia, "Il Gruccione', in località Monte Spina. "E' importante per me stare nella Coldiretti - spiega - perché vuol dire impegnarsi sulla scia di concetti come garanzia, fiducia". E, rispondendo ad una domanda sul gran numero di agriturismi, afferma: "Troppi? Il consumatore sa dove andare, i veri sono pochi, gli altri avranno vita corta...".
Un'avventura la sua cominciata nell'azienda vitivinicola (Falanghina e Piedirosso) della famiglia: "Utilizziamo prodotti a... centimetro zero provenienti tutti dalla nostra terra seguendo la stagionalità". Circa 3 ettari vitati a Monte Spina, l'azienda utilizza melanzane, pomodorini cannellini flegrei, peperoncini verdi e altre varietà ortofrutticole. "L'agriturismo si chiama 'Il Gruccione' - spiega - il nome di un uccello migratore variopinto che si ferma anche nella nostra zona".
Puntando sui piatti di terra ("ma non tralasciamo proposte col pesce azzurro"), il 'cuoco contadino' presenta spaghetti con alice e mandarino, parmigiana 'rivisitata' (melanzane dorate e fritte, salame, provola), patate, maialino in crosta di pistacchi. E il padre Antonio, 57 anni, aggiunge: "Il mio sogno era quello di abbinare il vino alla cucina. E' stata un'impresa anche dal punto di vista burocratico...Senza dimenticare la situazione particolare di Pozzuoli. Servono tenacia, passione, essere presenti sul territorio: mai abbandonare la nave".

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