Selargius.
11 ottobre 2026 alle 00:40
Il centauro 25enne ha vinto il titolo di velocità dopo tanti sacrificiUn sogno che passo dopo passo sta diventando realtà. Quello del bambino che a tre anni imparava l'equilibrio su una bicicletta messa sotto dal papà e a quattro riceveva in regalo una mini-moto, disegnava moto alla materna e sognava Valentino Rossi. Oggi Roberto Ferrara ha 25 anni ed è campione italiano di corsa in moto, nel podio del Virus Power National Trophy 1000, la classe regina della Coppa Italia velocità.
Il titolo è arrivato pochi giorni fa a Misano. Campionato perfetto per continuità: cinque round e altrettanti podi. «Un’emozione dietro l’altra, ci speravo e alla fine il risultato è arrivato», racconta con gli occhi che ancora brillano.
Il trionfo
Dietro c'è una storia di sacrifici lunga vent'anni. Papà Omar, ex pilota amatoriale che andava in pista con gli amici, è stato il primo a metterlo sulle due ruote. «A tre anni mio padre mi ha messo su una bicicletta, è lì che ho imparato a tenere l'equilibrio», ricorda il ragazzo. Al quarto compleanno la mini-moto che fa esplodere la passione. A cinque anni il primo trofeo regionale, nel 2009 l'esordio nel nazionale minimoto. Poi lo stop più duro: dal 2013 al 2021 niente moto, il budget non basta. «Mi sono dovuto fermare perché i soldi non bastavano». In quegli anni iniziava a lavorare come meccanico nell'officina di famiglia, e ogni euro viene messo da parte per continuare a correre.
Tenacia
La ripartenza nel 2021 è da campione: dopo anni di stop torna nella Coppa Italia per amatori, vince a Vallelunga a giugno e il 26 settembre a Misano si laurea campione italiano. Nel 2023, a 21 anni, il salto. Dopo la fase amatoriale approda nel campionato dedicato alla velocità.
Da lì la crescita fino al tricolore 1000 di quest'anno con il nuovo team. Festa prima a Misano, e ora si organizza con preparativi in grande a Selargius, insieme a papà Omar, mamma Ilaria Putzu, la fidanzata Virginia - sempre presenti ad ogni sua gara oltremare - zii, amici storici e il suo fan club.Il sogno resta il campionato oltre lo Stivale. Un sogno che lo accompagna da bambino e diventato ormai una missione: «spero che qualche team mi cerchi per fare il salto al Mondiale», dice il 25enne.
Poi il messaggio ai suoi coetanei che resta quello di sempre, anche quando correva da amatore: «Il brivido di correre va circoscritto alle gare. In strada massima prudenza. Io addirittura non ho neanche la patente per guidare la moto in strada, la uso solo in pista. E quando sono in macchina non corro».
C’è anche il plauso del sindaco Gigi Concu, che si è congratulato pubblicamente con il 25enne al rientro da Misano: «Speriamo che la sua storia possa essere d’esempio a tanti altri giovani, che sia uno stimolo per impegnarsi in ciò in cui si crede e per inseguire i propri sogni, anche quando sembrano forse impossibili».
RIPRODUZIONE RISERVATA
Questo contenuto è riservato agli utenti abbonati
Per continuare a leggere abbonati o effettua l'accesso se sei già abbonato.
• Accedi agli articoli premium
• Sfoglia il quotidiano da tutti i dispositivi

