Dalle coperte lasciate sporche di cacca al furto del libro firma, ora

UDINE. C’è un limite all’inciviltà, anche a 2.500 metri di quota. E al bivacco Luca Vuerich questo limite sembra che qualcuno lo abbia abbondantemente superato. Basta pensare che qualcuno ha preso le coperte portate in quota con cura e destinate a scaldare gli alpinisti, e le ha usate per pulirsi il sedere dopo essere andato in bagno. È uno dei casi che si sono trovati davanti Luciano ed Elvira che da 15 anni custodiscono il bivacco e che ora hanno deciso di chiuderlo a chiave.

Chi vuole entrarci dovrà contattarli telefonicamente e loro forniranno il codice della cassetta dove si trovano le chiavi. Una scelta amara che però è arrivata dopo danni e comportamenti che hanno poco a che fare con il rispetto della montagna. Sui social la maggior parte approva la decisione. Troppo frequenti gli episodi di inciviltà.

Il bivacco Luca Vuerich si trova sulla linea di cresta principale del gruppo del Montasio ad oltre 2500 metri di quota e permette ora di realizzare un’alta via alpinistica concatenando tutte le vette del Montasio e Jof Fuart senza di fatto scendere di quota.

Un luogo di emergenza e pensato per chi ama e rispetta la montagna che però negli ultimi anni è stato purtroppo troppe volte teatro di gravi episodi.  “Ci hanno portato via anche il libro delle firme” racconta Luciano. “In un'altra occasione – continua - hanno addirittura spaccato la cassetta delle offerte. Così non è possibile continuare”.

Nel bivacco sono presenti otto posti letto e Luciano e Elvina li hanno sistemati con materassi realizzati su misura e coperte acquistate proprio per rendere più confortevole la permanenza. “Abbiamo cercato di dare il massimo fin dal primo momento” ci dicono, ma l'impegno è stato “ripagato” con qualcuno che ha usato le coperte utilizzate per pulirsi dopo essere andato in bagno.

In passato, ci raccontano sempre i gestori, il bivacco è stato occupato da venti persone salite per fare festa. “Dormivano due persone per ogni letto e altre sistemate direttamente sul pavimento. Il bivacco è per gli alpinisti non per persone che cercano di fare casino e salgono per fare fotografie ai tramonti” spiega Luciano.

Sul tavolo interno, per evitare che si rovini, era stata messa una tovaglia di plastica. Anche quella, però, è finita nel mirino dell'incuria: tagliata e danneggiata, fino al punto in cui qualcuno ha appoggiato sopra una pentola bollente rovinandola completamente.

Non un episodio di mancanza di rispetto, non due, e nemmeno tre. Ora la prova delle chiavi. “Vedremo come andrà questa sperimentazione” ci dice Luciano. Il bivacco non è chiuso ma per entrarci basta chiedere il codice per recuperare la chiave. “Ma se anche questa soluzione dovesse fallire, siamo pronti a decisioni più drastiche”.