Danno erariale, pagano sette medici  - L'Unione Sarda.it

Asl 5.

25 luglio 2026 alle 00:41

Problemi durante la nascita di due gemellini, risarcimenti a carico anche dei sanitari 

La Corte dei Conti prende atto della definizione del procedimento per danno erariale a carico di sette medici del Reparto di pediatria e neonatologia dell’Ospedale San Martino di 15mila euro pro capite, pari al 50 per cento per aver scelto il rito abbreviato. L’accusa contestata ai professionisti (che non hanno avuto alcun procedimento penale) è «di aver posto un approccio terapeutico tardivo, insufficiente e non conforme alle Linee guida, tanto da causare a due gemelli nati prematuramente una serie di gravissimi problemi che portarono all’invalidità civile totale con diritto all’attribuzione dell’indennità di accompagnamento».

La storia

A giugno 2016 i genitori dei due gemelli avanzarono la richiesta di risarcimento danni che l’Azienda sanitaria decise di definire con una transazione «abbattendo i presumibili oneri derivanti da una pronuncia giudiziale di circa il 50 per cento». Una causa praticamente persa, le tre consulenze medico legali non lasciavano vie d’uscita: «Chiara e netta la responsabilità a carico del personale dell’Azienda sanitaria».

L’accordo

L’accordo si chiudeva con il versamento ai genitori dei piccoli da parte della società AmTrust Europe, compagnia assicurativa dell’Ats Sardegna, di 2.350.000 e di 350mila euro a carico dell’Asl 5 a titolo di autoassicurazione. Ipotizzando un danno erariale, nel 2023 la Gestione liquidatoria Ats della Regione, segnalava alla Procura regionale della Corte dei conti la vicenda per l’eventuale recupero dei 350mila euro. Da qui la chiamata in giudizio dei sei medici (il settimo non si è costituito). I sei medici che hanno optato al rito abbreviato chiudendo così la vicenda con la riduzione del 50%: 15mila euro a testa, anziché 50mila.

La storia

Il 20 dicembre 2015 alle 23.45 la madre dei due gemelli si presenta al Primo soccorso ostetrico del “San Martino” dove viene sottoposta agli esami in base ai quali i sanitari alle 2.50 del 21 decisero di intervenire con il taglio cesareo. I due gemelli - questa la ricostruzione riportata nella sentenza - nacquero quindi prematuramente alle 3.51. Dai controlli risultava una forte carenza dell’enzima G6PD (condizione nota con il nome di “favismo”) che ha da subito creato una serie di problemi e di interventi dei medici del reparto. La sentenza, sulla base delle consulenze mediche, analizza i fattori di rischio, gli esami e sottolinea che «si sarebbe reso necessario un rapido e tempestivo trattamento e quindi la necessità di un immediato trasferimento in ambiente idoneo dove sia possibile attuare un monitoraggio continuo durante e dopo l’intervento, dove si possano porre in atto tutte le manovre rianimatorie necessarie».

I sanitari del reparto del San Martino decidono di effettuare un nuovo tentativo ma i valori non cambiano. Finché il 31 dicembre viene contattata per una consulenza la Puericultura dell’Università di Cagliari e alle 6 viene richiesto il trasferimento al Policlinico di Monserrato che certifica lo stato gravissimo che porterà i gemelli all’invalidità civile permanente.

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