VIDEO. De Bruyne, come va al centro del Napoli e i 'cutback' del Como: Sky Sport Tech Show

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27 ott 2026 - 10:34

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Nuova puntata del nuovo appuntamento Sky dedicato all’analisi dei temi tecnico-tattici dell’ultima giornata di Serie A. Ogni lunedì, alle 17.45 LIVE su Sky Sport 24 e disponibile anche On Demand. Tra i temi dell'ottava giornata: il cambio di sistema di Spalletti anti-contropiede, i principi del Frosinone di Alvini, i "mezzi spazi" del Como che fanno felice Fabregas. E poi il Napoli: è a firma Allegri il cambiamento tattico della settimana

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JUVE, QUELLA PUNIZIONE GIÀ VISTA

  • Partiamo dalla Juve. Quello che vedete è il gol dell'1-0 con cui McKennie sbocca la partita di Lecce. Posizone all'apparenza poco pericolosa, ma la Juve ha un piano: i due sul pallone "fingono" di discutere, Douglas Luiz batte quasi a sorpresa, McKennie si inserisce e segna in una situazione di quattro contro tre (overload, vale a dire superiorità numerica). Una scena già vista…

GLI HIGHLIGHTS DI LECCE-JUVENTUS

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  • Il precedente è quello contro il Rennes in Europa League: posizione simile, ancora la "finta discussione" (che vedete cerchiata in alto) e altra superiorità in area. Da lì nasce un rigore e, dunque, un gol.

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UN NUOVA JUVE ANTI-CONTROPIEDE

  • Ma contro il Lecce nella Juve c'è stato anche e soprattutto un cambio di sistema per dare più solidità sui contropiedi subiti (lo ha detto Spalletti, "con questo nuovo modo abbiamo trovato più quadratura, è fondamentale non prendere certe ripartenze e non avere spazi dentro il campo"). Si parla sostanzialmente di un 352 o 532, comunque con tre centrocampisti. I numeri confermano: prima di Lecce la Juve aveva subito 4 gol su 8 da contropiede… Contro il Lecce qualcosa è cambiato. 

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  • Basti vedere le situazioni su palle perse centrali e pericolose: qui è Woltemade che la perde (foto sopra), ma ci sono le posizioni di Douglas Luiz e Koopmeiners a dare copertura (foto sotto). I centrocampisti sono tre, uno era salito (McKennie), ma ci pensano i due rimasti a garantire sicurezza. E appena rientrato anche McKennie si ricompone la linea.

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  • Seconda situazione; questa volta chi si stacca è Koopmeiners (foto sopra), ma c'è Douglas Luiz che occupa il centro del campo, più McKennie che si stringe immediatamente ed esce in pressione (i due cerchiati nella foto sotto). Così la Juve chiude ancora gli spazi centrali. Tradotto: con uno in più a centrocampo gli spazi si accorciano, proprio come vuole Spalletti.

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  • E infatti tornando ai numeri, contro il Lecce (certo, conta sempre anche il peso dell'avversario), sono cambiati i dati: gli Expected Goals si sono dimezzati da 0.15 a 0.07, così come la percentuale sul totale si è abbassata notevolmente.

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QUI FROSINONE, UNA SQUADRA CHE "DETERMINA"

  • Lo ha detto il suo allenatore Alvini, "le partite vogliamo determinarle e non lasciarci trascinare". Questo ne è un esempio chiarissimo e il Frosinone ce lo offre in appena 21 secondi di partita contro l'Atalanta. Pressione. Alta. In sei. C'è, ovviamente, anche un errore di Ederson che favorisce il gol. Sì, ma è un errore provocato

GLI HIGHLIGHTS DI ATALANTA-FROSINONE

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  • E stessa così qui, Raimondo (bomber stagionale sorprendentemente non a segno nel 4-4) pressa forte. Ne nasce una palla rubata e il gol di Schmid.

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  • Oppure altra testimonianza di quello che vuole Alvini: la presenza. Sulla terza rete di Calò sono in sette a circondare l'area. Dicevamo: presenza e voglia di determinare le partite.

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  • Certo, possono sempre esserci errori, come sulla gestione del possesso. Qui sono Kvernadze e Terzic (foto in alto, i due seguiti dalla "scia") a fare lo stesso movimento verso l'interno e, soprattutto, a farlo troppo presto. A quel punto la squadra si sbilancia e lascia scoperta la difesa, che non sa se accorciare su Gaetano o proteggere il centro dell'area. Qui arriva il gol subìto. Insomma, il Frosinone rischia qualcosa ma perché gioca secondo i suoi principi.

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COMO, MEZZI SPAZI E CUTBACK

  • Intanto, cos'è il "mezzo spazio"? Immaginate il campo diviso in 5 corsie verticali: il mezzo spazio è quella zona che sta tra la corsia centrale e quella laterale. L'half space. Lì il Como di Fabregas ama muoversi e attaccare. Pure col Sassuolo è successo spesso e spesso finendo da Douvikas, servito sempre con un cutback, cioè il passaggio basso arretrato per il giocatore a rimorchio. Qui due situazioni evidenziate: l'immagine di sopra è l'azione di un palo colpito, sotto c'è il gol dell'1-0.

GLI HIGHLIGHTS DI COMO-SASSUOLO

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  • Half space e cutback, di nuovo. Sopra si vede come il Como "attacca" quella zona partendo direttamente da una fase di pressione: palla rubata, passaggio a rimorchio (cutback) e 2-0 di Douvikas.

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IL CROSS PIÙ EFFICACE

  • Quella del mezzo spazio è una zona assist che il Como cerca molto spesso, così come tante altre squadre che fanno un calcio propositivo e moderno. Basti pensare che anche Guardiola la chiamava la 'zona assist per eccellenza'. Uno studio Uefa ha anche evidenziato come il cutback non sia il tipo di cross più frequente (28%, il classico cross teso arriva nel 48% dei casi), ma è il più efficace, visto che nessuno (38%) porta così spesso al tiro del compagno.

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A NAPOLI DIRIGE KDB

  • Ma veniamo a quello che forse è il cambiamento tattico della settimana: KDB al centro del suo Napoli, come voleva Allegri. Partiamo da un passo indietro e da una fotografia della partita di Champions col Bodo: qui De Bruyne non tocca palla, ma è lì dove deve essere, con compiti da regia, pronto a farsi dare il possesso.

GLI HIGHLIGHTS DI NAPOLI-ROMA

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  • La stessa cosa si è rivista contro la Roma: costruzione 3+2 con De Bruyne che si abbassa tra i due centrali, Di Lorenzo stringe dentro, McTominay va avanti e Anguissa va anche più avanti di McTominay. Così le mezzeali del Napoli diventano più offensive: sopratutto McTominay può fare quel che gli riesce meglio, cioè il centravanti aggiunto.

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  • E poi c'è la versione senza palla: con questo nuovo posizionamento di De Bruyne il Napoli difensivamente diventa un 442. McTominay può alzarsi e pressare quasi da seconda punta accanto a Hojlund, mentre KDB e Anguissa diventano i due centrocampisti centrali, e le ali diventano esterni di centrocampo.