Dopo aver spostato la cerimonia di
insediamento dalla capitale Bogotà alla città di Cali, nel cuore
del Valle del Cauca, il leader ultraconservatore Abelardo de la
Espriella ha annunciato una nuova rottura del protocollo
tradizionale e terrà il suo primo discorso come presidente di
fronte a un battaglione militare e non davanti alle Camere
riunite.
La decisione conferma la volontà del nuovo presidente di
imprimere una drastica svolta rispetto al corso politico del
predecessore progressista, Gustavo Petro, ed è stata comunicata
all'ultimo momento anche per questioni di sicurezza. 'El Tigre'
de la Espriella aveva manifestato fin dall'inizio la sua
intenzione di ricevere la fascia presidenziale direttamente in
una caserma della città di Popayán, capitale del vicino
distretto del Cauca, in segno di vicinanza e riconoscimento alle
Forze Armate, ma questa soluzione è stata poi scartata per le
forti polemiche suscitate e per l'opposizione dello stesso
Petro, che inoltre non assisterà alla cerimonia.
L'evento viene stimato dal governo entrante come generatore
di un impatto economico di circa 10.000 milioni di pesos (3
milioni di euro) e si inserisce nel quadro di un programma di
decentralizzazione che mira a ridurre la preponderanza politica
della capitale Bogotà, bastione progressista, a favore di città
come Cali e Barranquilla.
Il cerimoniale del passaggio di consegne prenderà il via
ufficialmente alle 15 ora locale (le 22 in Italia) nell'arena
Usc dell'Università di Cali ma le attività del presidente eletto
inizieranno già fin dal primo mattino con incontri ufficiali con
leader stranieri nel contesto di un ingente dispositivo di
sicurezza che prevede il dispiegamento di almeno 11 mila tra
militari ed agenti delle forze di sciurezza e forti restrizioni
alla circolazione.
Tra i partecipanti confermati figurano il Re Filippo VI di
Spagna, nonché i presidenti Javier Milei (Argentina), Daniel
Noboa (Ecuador), Santiago Peña (Paraguay), Laura Fernández
(Costa Rica), José Raúl Mulino (Panama), José Antonio Kast
(Cile), Nasry Asfura (Honduras), Luis Abinader (Repubblica
Dominicana) e Yamandu Orsi (Uruguay). Il governo italiano sarà
rappresentato dall'ambasciatore a Bogotà, Giancarlo Curcio,
mentre quello americano di Donald Trump, che ha apertamente
sostenuto la candidatura di de la Espriella, ha inviato una
delegazione guidata dal procuratore federale ad interim, Todd
Blanche.
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