Delitto Concas, l’inchiesta continua  - L'Unione Sarda.it

Bari Sardo.

05 agosto 2026 alle 00:24

Alla verità mancano tasselli, i carabinieri tornano sulla scena del crimine 

I carabinieri sono tornati sul luogo del delitto. Le due Procure che coordinano l’attività investigativa, quella dei minori di Cagliari e quella di Lanusei, vogliono capire se a Circillai ci sono elementi utili alle indagini. Sono passate due settimane da quel tragico 22 luglio, giorno in cui è stato ucciso Simone Concas, il 19enne di Bari Sardo colpito con due coltellate appena fuori dal centro sportivo. Resta una vicenda piena di interrogativi e zone d’ombra, è ancora ignoto il movente dell’assassinio del cameriere.

Ieri mattina, i militari della squadriglia sono tornati lì, sulla scena del crimine. Cercavano tracce e altri elementi che potrebbero illuminare le indagini. Per ora sul registro degli indagati sono state iscritte due persone: il presunto omicida, un ragazzo di 16 anni, in carcere a Quartucciu, e il fidanzato (23) della sorella (22) di quest’ultimo al quale viene contestato il concorso in omicidio volontario.

A caccia di prove

L’obiettivo sarebbe quello di cercare ulteriori prove e l’arma del delitto, che ancora non sarebbe stata recuperata. Gli inquirenti mantengono il più stretto riserbo su un caso delicatissimo, ancora tutto da chiarire. Perché la verità più profonda, forse, è contenuta nei telefoni delle persone coinvolte. Nelle memorie digitali degli smartphone potrebbero essere annidate informazioni importanti per ricostruire i rapporti intercorsi tra Concas, la ragazza sorella del minore e il suo fidanzato. Ma sull’asfalto e nelle cunette della strada in cui Concas è stato ucciso si cercano anche tracce di sangue. Tracce che, pure se lavate, con l’ausilio dei mezzi scientifici tornerebbero visibili. Le ricerche in particolare si sono concentrate nel tratto tra l’uscita dall’area parcheggi, dove la 22enne è stata investita dalla Renault Clio di Concas, e il punto in cui il cameriere (quel giorno libero dal servizio) si è accasciato. Un lembo d’asfalto che Concas ha percorso senza zoccoli, poi ritrovati sulla pedaliera della sua auto, nel tentativo di scappare dal punto in cui si era scatenata una furiosa lite, appunto culminata con l’investimento della ragazza.

Indagini serrate

Nel frattempo, cresce il numero di persone (informate sui fatti) sentite a verbale dai carabinieri della compagnia di Lanusei. Nella sfera investigativa resta anche un’altra incognita: sulla scena dell’omicidio c’erano anche altre persone oltre a quelle note? È pure su questo dettaglio (rilevante) che si concentrano le indagini dei carabinieri. Il presunto killer, assistito dall’avvocato Marcello Caddori (l’altro indagato è difeso dall’avvocato Fabrizio De Murtas), ha inferto a Concas due coltellate. La prima gli ha perforato il ventricolo sinistro, con la lama penetrata dal lato destro, con l’aggressore che avrebbe colpito da posizione frontale. La seconda, dopo una leggera torsione di lato, gli ha bucato il polmone. Sono questi i risultati dell’autopsia eseguita dall’anatomopatologo Roberto Demontis con l’ausilio del medico legale Danilo Fois e a cui ha assistito anche Antonio Nieddu in qualità di consulente della famiglia del presunto killer.

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