Ravenna, 15 settembre 2026 – Domani fanno dieci anni. Del resto il delitto di Giulia Ballestri risale al 16 settembre 2016. Lei aveva 39 anni: e il marito da cui si stava separando – il dermatologo Matteo Cagnoni, oggi 61enne – la massacrò a bastonate nella villetta di famiglia, da anni disabitata, di via padre Genocchi.
L’imputato, condannato all’ergastolo, si trova nel carcere milanese di Bollate.
A conti fatti, avrebbe ora maturato il tempo necessario per chiedere i primi permessi premio per brevi periodi fuori dalla cella (fino a 45 giorni all’anno) visto che dietro alle sbarre si trova dalla notte tra 18 e 19 settembre 2016 quando la polizia lo fermò di ritorno alla villa dei genitori a Firenze dopo una velleitaria quanto improbabile fuga per i campi.

Matteo Cagnoni oggi ha 61 anni
Cagnoni non esce dal carcere
Il legale che ne cura gli interessi, l’avvocato Giovanni Medri, ha spiegato che al momento non gli risulta che il 61enne sia mai uscito dal carcere. È insomma plausibile che Cagnoni abbia rimandato ogni richiesta in tal senso per questioni personali o a quando, tra alcuni anni, potrebbe accedere al regime di semilibertà: cioè lavorare di giorno e rientrare la sera.
Il dermatologo potrebbe uscire nel 2037
Per il resto, l’ergastolo non prevede esattamente il fine-pena-mai: potrebbe uscire definitivamente di prigione grazie alla liberazione condizionale dopo avere scontato almeno 26 anni, un tempo che potrà scendere a 21 in caso di buona condotta e conseguente liberazione anticipata. E dato che chi lo va a trovare, ne restituisce la figura di un detenuto assolutamente ben inserito con buoni comportamenti, è in teoria possibile che Cagnoni esca nel 2037.
Dopo avere ottenuto questo beneficio, verrebbe sottoposto per cinque anni a libertà vigilata con prescrizioni e obblighi da rispettare.

Giulia Ballestri uccisa in una casa di Via Padre Gnocchi a Ravenna
Con una buona condotta: pena estinta nel 2042
Se la sua condotta permanesse buona, al termine di questo periodo la pena verrebbe considerata definitivamente estinta e Cagnoni tornerebbe a essere un cittadino libero. Anno 2042: il dermatologo avrebbe 77 anni. In ogni caso, sarà un magistrato di Sorveglianza a decidere su tutto.
Solo conti, certo. Come quelli relativi al valore della villa del delitto: è in vendita, immaginiamo a una cifra milionaria. Al momento tuttavia risulta essere ancora di proprietà della famiglia Cagnoni tanto che più di recente è stato affidato l’incarico di piazzarla sul mercato immobiliare a un’agenzia non ravennate la quale a breve dovrebbe pubblicizzare l’intenzione di cessione. Per quanto riguarda l’appartamento di via Giordano Bruno nel quale vivevano Cagnoni, la moglie e i loro tre figli fino al giorno dell’omicidio, da un paio d’anni è in affitto.
"Il tempo non attenua il dolore”
L’ultima parola di questa vicenda ci piace darla al legale che ha tutelato i familiari di Giulia, l’avvocato Giovanni Scudellari: “Il tempo, purtroppo, non modifica o attenua il dolore. Intatti rimangono lo sgomento, la rabbia e l’incredulità di una tragedia che ha sconvolto la famiglia di Giulia e l’intera città. Gli anni passano, ma il ricordo e l’immagine di Giulia rimangono sempre nel cuore di ognuno di noi”.