Detenuto evaso dal carcere di Venezia. “In corso le operazioni di disinfestazione contro le cimici”

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Il 33enne avrebbe scavalcato le mura di cinta e ha fatto perdere le sue tracce. Il Sappe: “Quello che è accaduto è un fatto gravissimo, verificare le condizioni nelle quali il personale di Polizia Penitenziaria è stato costretto a lavorare”

La cella di un carcere

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Venezia, 17 settembre 2026 – Un detenuto rumeno di 33 anni, recluso nella Casa circondariale di Venezia e in attesa di giudizio per rapina, è evaso nel pomeriggio di oggi dal cortile passeggio dell'istituto penitenziario. L'uomo avrebbe scavalcato il muro di cinta, riuscendo a far perdere le proprie tracce.

Ne dà notizia il Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria, che evidenzia come l'evasione sia "avvenuta mentre nell'istituto sono in corso da giorni le operazioni di disinfestazione contro le cimici da letto. Per consentire gli interventi, i detenuti vengono spostati, una sezione alla volta, determinando inevitabilmente una complessa movimentazione all'interno del carcere".

"Quello che è accaduto a Venezia è un fatto gravissimo che non può essere derubricato a semplice episodio di cronaca - denuncia Donato Capece, segretario generale del Sappe - La sicurezza di un carcere non può essere affidata all'improvvisazione e non può essere messa in secondo piano dalle esigenze, pur necessarie, di interventi di sanificazione e disinfestazione. Se gli spostamenti dei detenuti diventano una falla nel sistema di sicurezza, significa che qualcosa nell'organizzazione complessiva non ha funzionato''.

Capece sottolinea la necessità di ''verificare immediatamente la dinamica dell'evasione e le condizioni organizzative e operative nelle quali il personale di Polizia Penitenziaria è stato costretto a lavorare. Gli agenti devono poter garantire sicurezza e vigilanza anche durante interventi straordinari che comportano la movimentazione di intere sezioni detentive. Non possiamo continuare a chiedere miracoli agli uomini e alle donne della Polizia Penitenziaria".

Sulla vicenda interviene anche Giovanni Vona, segretario per il Triveneto: ''Da giorni il personale sta gestendo una situazione particolarmente complessa, con gli spostamenti di una sezione alla volta per consentire la disinfestazione dalle cimici. È evidente che una movimentazione straordinaria di detenuti richiede un dispositivo di sicurezza adeguato, perché ogni spostamento aumenta le criticità e le possibilità che qualcuno possa approfittare di una falla. Gli agenti non possono essere lasciati soli a fronteggiare situazioni di questo genere. A Venezia servono risorse, personale e un'organizzazione capace di garantire contemporaneamente le necessarie condizioni igienico-sanitarie e la sicurezza dell'istituto. Chiediamo che l'Amministrazione penitenziaria intervenga immediatamente per accertare quanto accaduto e per adottare tutte le misure necessarie affinché episodi simili non si ripetano''.

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