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- “Dobbiamo evitare che parta un’epidemia di difterite. In Sicilia la copertura vaccinale è la più bassa d’Italia”
Per l’infettivologo Matteo Bassetti c’è il rischio di un focolaio dopo il caso della bimba morta a Palermo. “Quello che va fatto è rintracciare tutti i contatti della piccola e arrivare al paziente 0”
L'infettivologo Matteo Bassetti

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Roma, 22 agosto 2026 – In Sicilia la percentuale di adesione al ciclo vaccinale completo di tre dosi contro polio, difterite, tetano, pertosse, epatite B è dell’85,13%, la più bassa in Italia, contro la media nazionale del 94,46%. È quanto emerge dall’ultimo report (riferito al 2024 e relativo alle vaccinazioni in età pediatrica per i nati nel 2022) diffuso dal ministero della Salute.
Nove punti percentuali di scarto che possono fare la differenza. Tra la vita e la morte. Un rischio troppo spesso sottovalutato dai genitori, come dimostra il recente caso della piccola Anna Rosa Bartolotta, la bimba di 4 anni morta per difterite a Palermo. La piccola non era stata vaccinata, come i suoi fratelli.
"La Sicilia è la regione in Italia con la minor copertura vaccinale per tutte le malattie infettive, compresa la difterite, questo è un campanello d'allarme che deve suonare forte per le autorità sanitarie della Regione” avverte Matteo Bassetti, professore di Malattie infettive all'Università di Genova. “Si deve fare di più per la popolazione, in questi anni sono prevalsi pensieri anti-vaccini e anti-scienza e la Regione deve intervenire per invertire la rotta. Altrimenti questa bambina è morta invano” aggiunge l’infettivologo.
Bassetti sottolinea la necessità di spiegare ai genitori l'importanza dei vaccini per i figli e le conseguenze se non si fanno. “Dobbiamo fare in modo che non parta un’epidemia di difterite – aggiunge l’infettivologo –. Io mi vergogno come italiano perché sono epidemie da terzo mondo, da paesi non evoluti. Il ministero della Salute deve partire con una campagna pesante di informazione sulla prevenzione vaccinale. Come al solito in Italia deve scapparci il morto per smuovere le coscienze”.
Il merito all’ipotesi di un focolaio di difterite, paventato dopo la morte della piccola Anna Rosa e la conferma della positività del cuginetto, Bassetti spiega: “Il rischio c’è ma è basso. Quello che va fatto è rintracciare tutti i contatti della piccola e arrivare al paziente 0. Potrebbe esserci qualcuno portatore sano del Corynebacterium diphtheriae e occorre identificarlo e poi anche i suoi contatti. È chiaro – continua l’infettivologo – che tutto questo è accaduto perché il batterio può passare da una persona a una altra e non dare sintomi e segni in chi è vaccinato, ma in chi non lo è può dare una malattia vera e propria. Purtroppo nei bambini molto piccoli la malattia può diventare devastante. Questo caso di Palermo è l'esempio di come una malattia infettiva in chi è immunizzato rimane confinata nelle vie aree superiori ma in chi non lo è ci sarà una malattia difficile. Inoltre, c'è un rischio anche per gli adulti – se vengono a contatto con il batterio – se non sono vaccinati".
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