Ha ribadito la propria innocenza dinanzi al giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Trani, Domenico Zeno, don Vito Martinelli, l'ex parroco della chiesa Sacro Cuore di Gesù di Corato (Bari), finito agli arresti domiciliari lo scorso 10 ottobre con l'accusa di violenza sessuale aggravata e continuata. Questa mattina si è svolto l'interrogatorio di garanzia durante il quale il sacerdote ha reso dichiarazioni spontanee. "Abbiamo scelto, come linea difensiva, che rilasciasse dichiarazioni spontanee. Durante l'interrogatorio ha affermato con fermezza la sua innocenza e l'infondatezza delle accuse che gli sono state mosse", hanno dichiarato all'AGI gli avvocati Rinaldo Alvisi e Salvatore D'Aluiso.
Le indagini
Secondo la ricostruzione accusatoria, il sacerdote avrebbe approfittato del proprio ruolo di guida spirituale e del rapporto di fiducia instaurato con un giovane per costringerlo a subire atti sessuali. Le condotte contestate nell'ordinanza cautelare riguardano il periodo compreso tra novembre 2024 e ottobre 2025. Le indagini sono state condotte dalla Squadra Mobile di Bari e coordinate dalla Procura di Trani.
Nella giornata di ieri il pubblico ministero Francesco Chiechi ha chiesto l'incidente probatorio. "Attendiamo con ansia - hanno aggiunto i difensori del sacerdote - la data dell'incidente probatorio per ascoltare la persona offesa ed espletare pienamente la nostra linea difensiva".
Cosa c'è scritto nell'ordinanza di custodia cautelare
Nell'ordinanza di custodia cautelare si specifica che gli abusi sarebbero iniziati nel 2022, durante i viaggi da Corato ad Acquaviva delle Fonti, in provincia di Bari. Alla richiesta del giovane se alcuni atti costituissero peccato, il prete avrebbe risposto di no, invitandolo poi a consultare uno psicologo per far emergere "la sua latente omosessualità". Poi, simulando approcci intimi, avrebbe iniziato a toccarlo. Da allora, atti simili si sarebbero ripetuti in più occasioni nel corso degli anni, anche nella sacrestia e nei locali della parrocchia del Sacro Cuore di Gesù, a Corato.
Il ragazzo aveva conosciuto il prete nel periodo di preparazione alla cresima e vedeva in Martinelli il suo "padre spirituale" (si legge negli atti), in quanto anche il giovane aveva deciso di entrare in seminario e diventare sacerdote. Per gli inquirenti di Trani, il racconto della persona offesa è coerente e privo di vizi, con indizi gravi a carico del sacerdote le cui condotte sono state ritenute "seriali e non occasionali". Il gip ha anche rilevato i rischi di reiterazione del reato e di inquinamento probatorio.
Martinelli, insegnante di religione al liceo, continuò a seguire il giovane nel suo percorso di ingresso in seminario. A novembre 2025, dopo il trasferimento del prete in un'altra chiesa, il ragazzo raccontò quanto accaduto al nuovo parroco e i due, si legge negli atti, informarono il vescovo di Trani della questione.
L'uso di Telegram
Secondo quanto riporta Il Corriere della Sera, il prete avrebbe chiesto al ragazzo in questione e anche a un'altra vittima di utilizzare l'app di Telegram, che permette l'autodistruzione dei messaggi.
La sospensione
L'Arcidiocesi di Trani-Barletta-Bisceglie subito dopo l'arresto aveva espresso in una nota "profondo dolore e sconcerto per i fatti contestati" a don Vito Martinelli, spiegando che l'arcivescovo Leonardo D'Ascenzo, che il 25 novembre 2025 aveva "avviato l'indagine preliminare sull'operato del Sacerdote", aveva "già disposto la sospensione immediata dell'indagato da ogni incarico pastorale, in attesa che l'iter giudiziario faccia il suo corso". Monsignor D'Ascenzo, "a nome di tutta la comunità diocesana, manifesta vicinanza e solidarietà alla presunta vittima e alla sua famiglia".
L'Arcidiocesi aveva affermato "la propria piena fiducia nell'operato della Magistratura e delle Forze dell'Ordine, offrendo la propria collaborazione per il rapido e completo accertamento della verità dei fatti" e ribadito "il proprio fermo impegno nella tolleranza zero contro ogni forma di abuso, continuando a lavorare per garantire che le parrocchie e i centri pastorali siano luoghi sicuri".