Donna sfregiata con l’acido, arrestato un 22enne: «Pagato per aggredirla». Il Dna sui vestiti e quei 3.500 euro in contanti

Potrebbe essere arrivato in Italia con un obiettivo preciso: aggredire una donna con l'acido, incassare il denaro e poi fuggire. È l'ipotesi sulla quale stanno lavorando gli investigatori dopo l'arresto di un cittadino macedone di 22 anni, accusato dell'aggressione avvenuta lo scorso 26 giugno a Scorzè, nel Veneziano. Un possibile attacco su commissione sul quale restano ancora diversi aspetti da chiarire.

A carico del giovane è stata emessa un'ordinanza di custodia cautelare, notificata nel carcere di Venezia, dove il 22enne si trovava già dal 27 giugno. Era stato fermato alla stazione di Venezia Santa Lucia in esecuzione di un mandato d'arresto europeo emesso dall'autorità giudiziaria della Macedonia del Nord per furto aggravato.

L'aggressione con l'acido

La vittima aveva appena lasciato la propria automobile per andare a trovare i genitori quando è stata avvicinata da un giovane. Secondo quanto ricostruito, l'uomo avrebbe pronunciato alcune parole che la donna non è riuscita a comprendere, quindi le avrebbe scagliato contro una bottiglietta contenente liquido corrosivo. La sostanza l'ha raggiunta in diverse parti del corpo, provocandole ustioni di secondo grado al volto, al collo, alla parte superiore del torace e alle braccia. L'aggressore è poi scappato a piedi.

Il Dna sui vestiti abbandonati durante la fuga

Le indagini sono state condotte dai Carabinieri di Scorzè e dal Nucleo Operativo della Compagnia di Mestre, con il supporto del Ris di Parma. Un elemento importante sarebbe arrivato da una maglietta e un berretto, ritrovati il giorno successivo all'aggressione e che sarebbero stati abbandonati durante la fuga. Il Dna rinvenuto sugli indumenti è stato sottoposto ad analisi e confrontato con quello dell'indagato.

Gli investigatori avrebbero inoltre riscontrato sul corpo del 22enne ustioni compatibili con il contatto con una sostanza corrosiva.

Anche le immagini delle telecamere di videosorveglianza avrebbero fornito elementi utili: alcuni nei presenti sul volto del sospettato sarebbero chiaramente riconoscibili nei filmati acquisiti durante le indagini.

L'ipotesi dell'aggressione su commissione e i 3.500 euro

È però il possibile movente a rappresentare uno degli aspetti più delicati dell'inchiesta. L'ipotesi degli investigatori è che il giovane possa essere arrivato in Italia appositamente per commettere l'aggressione e successivamente lasciare il Paese, agendo su commissione in cambio di denaro. Al momento del fermo il 22enne aveva con sé circa 3.500 euro in contanti. Una somma sulla quale sono ancora in corso approfondimenti per verificarne la provenienza e accertare se possa avere un collegamento con l'aggressione.

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Ultimo aggiornamento: martedì 25 agosto 2026, 19:26

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