LAVARONE. Una vertenza chiusa dopo più di un decennio. La questione riguarda la zona di Malga Laghetto. Ora il Comune, archiviata la "lite", può guardare più serenamente alla riqualificazione dell'area con un hotel a cinque stelle e un villaggio, strutture che possono raddoppiare la capacità ricettiva di Lavarone.
"Si è preferito sistemare il pregresso e oggi abbiamo chiuso questa assurda causa", le parole di Claudio Stenghele, sindaco di Lavarone. "Dopo un'analisi, la decisione è stata quella di agire nell'interesse dei beni collettivi per riuscire a sbloccare questa possibilità di sviluppo del territorio sul fronte del turismo, settore vitale per la nostra comunità".
Si è così chiusa lunedì 7 settembre davanti al Commissario degli usi civici, una pagina particolarmente dibattuta e complessa della recente storia amministrativa di Lavarone. Una vicenda che ha toccato aspetti, valutazioni e decisioni di 53 anni fa.
"Abbiamo operato una scelta di grande responsabilità e visione", dice Stenghele. "Il Comune ha posto fine all'annosa questione legata agli usi civici e al progetto del nuovo compendio turistico-alberghiero di Malga Laghetto: sono stati definitivamente saldati i conti con il passato e abbiamo così blindato le prospettive di sviluppo della comunità".
Nel corso dell'udienza, il Giudice nella funzione di Commissario degli usi civici ha ribadito un principio fondamentale, cioè spetta unicamente all’ente locale la facoltà di compiere scelte strategiche e di indirizzo.
"Forti di questo principio e raccogliendo con spirito costruttivo le istanze sollevate da alcuni cittadini, l'Amministrazione comunale ha scelto di agire in piena libertà e trasparenza, riallineando ogni equilibrio amministrativo", prosegue Stenghele. "L'operazione ha ridefinito con precisione chirurgica le particelle gravate da uso civico e quelle destinate a rientrare in questo ambito per dare una risposta ampiamente esaustiva ma anche efficace a un tema che si trascinava ormai da decenni".
Una scelta, per il primo cittadino, di campo. "Un risultato che dimostra la maturità di un'amministrazione virtuosa, capace di ammettere che qualcosa del passato andava sistemato e di affrontare i nodi irrisolti anziché rimandarli. Non ci siamo nascosti dietro ai problemi, ma ci siamo spesi per risolverli alla radice con l'obiettivo di trasformare un potenziale elemento di attrito in un’opportunità di crescita per l'intero territorio".
La chiusura di questa vertenza non rappresenta però un punto d'arrivo, ma il trampolino di lancio per un nuovo modello di gestione. "L’Amministrazione intende infatti proseguire su questa strada inaugurando un percorso di rinnovata partecipazione: come annunciato, verrà istituita una Commissione consiliare dedicata agli usi civici per garantire la trasparenza della gestione pubblica".
Una questione, come anticipato, che riguarda l'area di Malga Laghetto. Siamo negli anni '70 e c'è un boom del turismo, legato in particolare agli impianti sciistici. A Lavarone, in questo caso, venne realizzato un villaggio turistico invernale composto da diversi appartamenti e un hotel. Poi, però, i tempi cambiano e la zona perde quota, esce un po' dalle rotte turistiche fino all'abbandono odierno con un eco-mostro e gli edifici in rovina.
Da più di 15 anni si parla di recuperare l'area e in questi anni ci sono stati diversi passi in avanti fino all'interesse di una società per costruire un hotel a 5 stelle e un villaggio. Ma si è aperto un lungo contenzioso perché alcune porzioni del terreno sul quale sorge l'albergo in decadimento è soggetto all'istituto degli usi civici. Un paio di cittadini si sono opposti a questa scelta con un ricorso presentato al Tar. Le pronunce sono state favorevoli al Comune di Lavarone (Qui articolo). Via libera anche dal Consiglio di Stato negli anni della Giunta guidata da Isacco Corradi, attuale vicesindaco.
Ma non è bastato e la materia è stata portata, nel dicembre scorso, alla Commissario degli usi civici sulla base di un parere, obbligatorio ma non vincolante che risale al 1973, cioè 53 anni fa. Il Comune ha studiato la situazione per risolvere la questione. Il Comune crede molto in questo progetto di riqualificazione.
"Questo passaggio evidenzia la centralità della visione dell'attuale esecutivo", continua Stenghele. "La gestione del patrimonio collettivo resterà saldamente in capo al Comune, garanzia di equità, visione d'insieme e coesione per tutte le frazioni. L'amministrazione dimostra un altissimo livello di sensibilità, attenzione e trasparenza e per questo non si ravvisa la necessità di costituire un'Asuc. L'ente pubblico possiede già tutti gli strumenti di democrazia, competenza e controllo necessari per tutelare i beni dei frazionisti".
L'intenzione è invece di costituire una nuova Commissione consiliare ad hoc. "Un vero e proprio patto di trasparenza per vigilare su ogni risorsa e su ogni malga, affinché ciò che appartiene alla comunità resti saldamente nelle mani della comunità, gestito con l'efficienza e le garanzie democratiche che solo il Comune può assicurare".
Chiuso questa lunga pagina, il territorio guarda al futuro. "Un risultato importante per garantire slancio, anche economico. La proprietà di Malga Laghetto già lavora già concretamente al nuovo progetto di quello che diverrà un vero e proprio fiore all’occhiello dell’offerta turistica di Lavarone".
Non è l'unica partita. "C'è l’ok per la nuova telecabina, il rilancio di alcune strutture alberghiere e i nuovi interventi come quello del compendio di Malga Laghetto sono solo una parte di un importante movimento economico. Segnali evidenti di un territorio che crede fortemente nelle proprie potenzialità e spinge per alzare l'asticella della qualità. Vogliamo difendere le numerose aziende storiche che rappresentano la solida base su cui rilanciare il nostro futuro. Con questo atto, Lavarone volta pagina in modo definitivo: si chiudono le divisioni del passato e si apre una stagione di certezza giuridica, sviluppo economico sostenibile e rigoroso controllo partecipato, a dimostrazione che quando un'amministrazione sceglie la via del coraggio, il futuro non subisce i problemi, ma li governa", conclude Stenghele.