Dpfp, Bankitalia e Corte dei Conti sulla manovra 2027: debito alto e pochi margini per la manovra

Si muovono i primi passi verso il Documento programmatico di finanza pubblica (Dpfp) e la manovra 2027, con le audizioni nelle commissioni Bilancio congiunte di Camera e Senato. Dalla Corte dei Conti all’Ufficio parlamentare di bilancio, le istituzioni si confrontano sullo stato dell’economia, le previsioni macroeconomiche e le misure necessarie a sostenere la crescita.

Il ministro Giorgetti in audizione alle commissioni bilancio di Camera e Senato sul Documento programmatico di finanza pubblica: "La credibilità finanziaria del Paese, ancora più in una fase come questa, è una risorsa che va assolutamente preservata con l'auspicabile più ampio consenso delle forze parlamentari. L'Italia ha dimostrato in questi anni di saper rispettare gli impegni assunti nell'ambito delle nuove regole europee di bilancio - ha aggiunto - e di voler mantenere un percorso di finanza pubblica sostenibile senza rinunciare tuttavia a mettere in luce alcuni nodi irrisolti della nuova governance economica che solo con la sua concreta applicazione potevano emergere".

"Una cosa che non potete contestare al governo, soprattutto l'opposizione, è che gonfiamo i numeri. Non sono mai venuto qua a raccontarvi Pil o numeri di fantasia. Al contrario, abbiamo sempre dovuto adeguare al rialzo le previsioni del governo".

E aggiunge che: "Lo scenario si conferma contraddistinto da un'elevata incertezza, le tensioni geopolitiche, l'andamento del prezzo dell'energia, le politiche commerciali, le condizioni finanziarie possono modificare rapidamente le prospettive economiche e di conseguenza incidere significativamente sugli andamenti di finanza pubblica. Le recenti tensioni sui mercati dei titoli sovrani mostrano quanto rapidamente le condizioni di finanziamento possono dissentire dalla comune percezione della sostenibilità delle finanze pubbliche di un Paese".

"La procedura europea di approvazione della richiesta di attivazione della clausola di salvaguardia nazionale, come delineata dal regolamento sul braccio preventivo della nuova governance, non è ancora conclusa, dovendosi attendere la formale approvazione del Consiglio: è in questo contesto e all'interno di tale procedura che deve essere letto il contenuto programmatico del Dpfp. La composizione della manovra sarà quindi definita alla luce del completamento della procedura europea - ha aggiunto - ed elementi saranno forniti nel Documento programmatico di bilancio (Dpb) che, a breve, il Governo trasmetterà al Parlamento e alle Autorità europee".

"Vorremmo che ci sia la possibilità di utilizzare la Nec anche per andare incontro alle esigenze delle famiglie che hanno avuto questo tipo di shock. Se in Europa dicono no, non c'è problema, le famiglie sopportino, secondo me è una scelta sbagliata. Ambiremmo che nei confronti delle famiglie si possa fare qualcosa. Non so l'esito, è in corso una trattativa con gli uffici della commissione Ue e sono impegnato a dare un'interpretazione ragionevole alla Nec perché vivo in mezzo alle persone normali e porto i ragionamenti che arrivano da esperienze concrete, può darsi che tra due settimane avrà una conformazione oppure no, ma spero che le richieste condivise da tanti altri paesi vengano recepite"

La crescita dell'1% è un fallimento? Anche io vorrei una crescita del 3-4%, la crescita media dell'Eurozona è dell'1%, la vecchia Europa fa fatica a crescere. La situazione internazionale è tale per cui oggettivamente non dico che mi accontento, ma è un mezzo miracolo che, nonostante i nuvoloni che ci sono attorno, vada ancora così. L'iperammortamento sarà non solo prorogato ma anche rafforzato, crediamo che sia, una volta che l'Europa ci ha fatto archiviare Transizione 4.0, il più potente strumento per promuovere gli investimenti".

E sull'uscita dalla procedura di infrazione: “Uscita procedura prossimo anno? Non dico più niente. In base ai nostri dati potremmo uscire. Da piccolo mi hanno insegnato a rispettare gli arbitri e io rispetto gli arbitri”.

"Il quadro che emerge dal Dpfp è quello di un Paese che, pur trovandosi ad affrontare un contesto internazionale complesso e condizioni finanziarie meno favorevoli, ha continuato a crescere, sostenuto dalla domanda interna e dalla solidità del mercato del lavoro, e può contare su un percorso di finanza pubblica prudente e credibile. La sfida rimane quella di contemperare due esigenze imprescindibili: da un lato, la prosecuzione del percorso di consolidamento dei conti pubblici al fine di preservare la fiducia dei mercati; dall'altro, l'utilizzo degli spazi disponibili per sostenere, con interventi selettivi, gli investimenti, la competitività e le esigenze concrete di famiglie, lavoratori e imprese. È un equilibrio che richiede prudenza, ma soprattutto capacità di individuare con chiarezza le priorità", ha concluso

Camera dei deputati - Audizione del ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti sul Dpfp

Camera dei deputati - Audizione del ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti sul Dpfp (LaPresse)

Le posizioni sul documento di programmazione

Bankitalia: investimenti prioritari per difesa ed energia. In un contesto internazionale instabile, l’economia italiana ha mostrato una tenuta superiore alle attese. Il Pil è cresciuto nella prima parte del 2026 e dovrebbe continuare a espandersi, seppure a ritmi contenuti, frenato dal rincaro dell’energia e dall’aumento dei costi di finanziamento. Restano elevati i rischi legati al conflitto in Medio Oriente, alle tensioni geopolitiche e ai mercati finanziari. Per consolidare la crescita, secondo Bankitalia, è fondamentale migliorare la composizione della spesa pubblica: le nuove risorse per difesa ed energia, così come quelle destinate al sostegno dell’economia, dovrebbero privilegiare gli investimenti rispetto alla spesa corrente, selezionando progetti ad alto rendimento che il settore privato difficilmente realizzerebbe.

La Banca d’Italia avverte inoltre che l’elevato debito pubblico rappresenta un fattore di vulnerabilità in caso di cambiamenti nella propensione al rischio dei mercati. La prudenza di bilancio e le regole europee contribuiscono a mantenere stabili le aspettative degli investitori, ma individuare coperture per contenere il disavanzo permetterebbe di ridurre più rapidamente il rapporto debito-Pil.

Corte dei Conti: documento interlocutorio, manca la programmazione. I magistrati contabili giudicano prudente e attenta ai vincoli europei la cornice delineata dal Dpfp, ma ne sottolineano i limiti: mancano una definizione dettagliata delle politiche settoriali e la quantificazione degli effetti finanziari delle misure previste dalla prossima manovra. Insufficienti anche le indicazioni sulle scelte relative alle spese per energia e difesa, che dovrebbero essere indirizzate prevalentemente agli investimenti. Queste lacune rendono difficile valutare la tenuta complessiva dei conti e la coerenza con le priorità del Governo.

La Corte considera urgente rafforzare l’avanzo primario, previsto al 2,4% del Pil nel 2029, evitando compensazioni generalizzate in caso di shock energetici. Le riduzioni delle accise, pur immediate, sono giudicate costose e distorsive perché non distinguono in base al reddito: meglio interventi mirati a favore delle famiglie meno abbienti e delle imprese più esposte ai costi di trasporto ed energia. La Corte richiama inoltre l’attenzione sulla crescita della spesa per interessi, che aumenterebbe di oltre 20 miliardi nel triennio 2027-2029, raggiungendo il 4,6% del Pil nel 2028-2029. Le prestazioni sociali risentiranno degli effetti dell’inflazione, mentre la spesa sanitaria, pur aumentando in valore assoluto, è prevista in lieve calo rispetto al Pil. Tra le priorità, il completamento delle riforme e degli investimenti del Pnrr e il sostegno a sanità, istruzione, formazione e ricerca.

Upb: margini di bilancio ridotti e stime ottimistiche dal 2028. L’Ufficio parlamentare di bilancio considera plausibili le previsioni di crescita per il 2026-2027, ma lievemente ottimistiche per il biennio successivo. Stima un aumento del Pil dell’1,1% nel 2026, dello 0,8% nel 2027, dello 0,7% nel 2028 e dello 0,6% nel 2029. Il debito rispetto al Pil inizierebbe a scendere soltanto nel 2029, un anno dopo quanto previsto dal Governo.

Secondo l’Upb, i margini per nuove misure sono limitati e, dal 2027, eventuali interventi aggiuntivi dovrebbero essere compensati con tagli di spesa o maggiori entrate. L’utilizzo integrale delle risorse disponibili riduce inoltre la capacità di rispondere a shock imprevisti. Attenzione anche alle maggiori spese per la difesa oltre il 2028: senza coperture, potrebbero tradursi in disavanzi e debito più elevati. L’effetto espansivo complessivo della manovra sul Pil è stimato in 0,3 punti percentuali.

Istat: energia e inflazione minacciano crescita e redditi. L’Istat segnala che un rallentamento della discesa dei prezzi energetici potrebbe ridurre la crescita del Pil di 0,2 punti nel 2027 e di 0,4 nel 2028. L’inflazione in ripresa richiede attenzione alle retribuzioni: nel 2026 gli aumenti contrattuali sono stimati al 2,5%, contro un’inflazione acquisita del 3%. Il deficit scenderebbe dal 3,1% del Pil nel 2025 al 2,9% nel 2026, ma la spesa per interessi salirebbe dell’11%, al 4,2% del Pil.

Il Cnel, infine, sostiene che crescita e risanamento debbano procedere insieme, attraverso riforme e una flessibilità europea mirata, in un quadro internazionale che impone prudenza.