Comprava la droga con la carta del reddito di cittadinanza, arrivando persino a consegnarla direttamente agli spacciatori perché potessero prelevare i soldi. È uno dei sistemi di pagamento scoperti dai carabinieri nell'ambito di un'indagine che ha portato a 24 misure cautelari tra le province di Catanzaro e Vicenza. Al centro dell'inchiesta, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro, un'organizzazione criminale con base a Cortale, attiva nello spaccio di stupefacenti in gran parte della provincia.
L'operazione è stata chiamata «Social Card» proprio per il particolare sistema utilizzato da alcuni clienti per acquistare gli stupefacenti. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, le carte prepagate legate al reddito di cittadinanza venivano usate per i pagamenti e, in alcuni casi, affidate direttamente ai pusher, che prelevavano autonomamente il denaro dovuto. Diverse carte sono state sequestrate. L'inchiesta è partita dall'analisi del cellulare di una persona arrestata per spaccio ad Amaroni. Gli accertamenti hanno portato alla scoperta di un gruppo criminale organizzato, con compiti precisi per ciascun componente: dai corrieri ai grossisti, fino agli spacciatori e agli addetti al recupero dei crediti.
La rete si estendeva dall'entroterra catanzarese alla costa ionica, coinvolgendo anche Girifalco, Squillace, Soverato e Botricello.Tra i beni sequestrati figura anche un'attività commerciale utilizzata come deposito e punto di riferimento per lo spaccio. Ai clienti veniva consentito di consumare cocaina nella cucina sul retro del locale. Durante le indagini sono stati sequestrati oltre quattro chili di cocaina, 6,7 chili di marijuana e 300 grammi di hashish, per un valore complessivo stimato in 500mila euro. Recuperati anche una pistola con matricola abrasa, predisposta per il montaggio di un silenziatore, e dieci proiettili. Secondo gli investigatori, il gruppo riusciva a riorganizzarsi rapidamente anche dopo gli arresti, continuando a gestire lo spaccio sul territorio. Il gip di Catanzaro, su richiesta della Dda, ha disposto 12 custodie cautelari in carcere, 9 arresti domiciliari e 3 obblighi di presentazione alla polizia giudiziaria. Le accuse contestate a vario titolo comprendono associazione finalizzata al traffico di droga, detenzione e spaccio di stupefacenti e detenzione illegale di armi e munizioni.
Ultimo aggiornamento: mercoledì 14 ottobre 2026, 08:13
© RIPRODUZIONE RISERVATA