Vigilanza rafforzata agli obiettivi sensibili di tutto il progetto ET, dagli infopoint, alla miniera agli addetti e le ditte collegate, e videosorveglianza. È quanto ha deciso ieri il Comitato provinciale per l’Ordine e la sicurezza convocato in Prefettura a Nuoro dal prefetto Alessandra Nigro, e richiesto dal procuratore generale di Cagliari Luigi Patronaggio, a cui ha partecipato il procuratore di Nuoro, Daniele Rosa. Una prima e immediata risposta che arriva dopo l’attentato incendiario contro le auto dei ricercatori dell’Ingv e i colpi di pistola, cinque, esplosi contro la casa che i due avevano in affitto a Lula. Per ora, ma l’opzione è già stata vagliata dagli organi di pubblica sicurezza, non sarà predisposto un presidio fisso aggiuntivo delle forze dell’ordine nella miniere di Sos Enattos, in stile No Tav.
Le indagini
L’indagine ai piedi del Montalbo corre su due binari paralleli e che per ora non si sono ancora incrociati. Ma non è escluso che lo faranno. Da una parte c’è il fascicolo aperto tre anni fa con l’ipotesi di Terrorismo, dopo la bomba inesplosa trova a Sos Enattos. Fascicolo che per competenza è seguito dalla Direzione distrettuale antimafia di Cagliari, sui cui lavorano con il massimo riserbo i carabinieri del Ros. Dall’altro, c’è il fascicolo più recente, quello aperto dalla Procura di Nuoro all’indomani dell’incendio che sabato ha distrutto le auto di Carlo Giunchi e la compagna, Spina Cianetti, ricercatori dell’Ingv, dove l’ipotesi di reato è quella di danneggiamento, e che segue in prima persona il procuratore capo dell’ufficio requirente barbaricino, Daniele Rosa. In questo caso operano i militari del reparto Investigativo del comando Provinciale di Nuoro, con gli uomini della compagnia di Bitti. E sulle indagini, l’idea che si sono fatti gli investigatori è quella che chi ha agito quasi certamente non era da solo. Si attendono risposte dai bossoli raccolti dopo i cinque colpi di pistola esplosa contro la casa, ora all’esame dei Ris di Cagliari.
Fabio Ledda
Mariangela Dui
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