El Niño, aumentano le malattie respiratorie: cosa sta succedendo e rischi per l'Europa

Gli incendi boschivi in Indonesia sembrano non dare tregua al Paese. Secondo i dati pubblicati dal governo, dall'inizio dell'anno gli incendi hanno bruciato circa 202.000 ettari di terreno. Una situazione che si aggrava dando un'occhiata ai numeri diffusi questo giovedì dal Ministero della Salute indonesiano, secondo cui le persone affette da infezioni respiratorie riconducibili agli incendi è salito a 113.336, rispetto alle 50.891 registrate all'inizio del mese di settembre.

Gli incendi stanno interessando vaste porzioni di foresta e torbiera in tutto l’arcipelago indonesiano, causando un’impennata delle emissioni, in particolare nelle province più colpite delle isole di Sumatra e del Borneo.

La portavoce del Ministero della Salute, Widyawati, durante una conferenza stampa, ha dichiarato che più di 12,5 milioni di persone sono state esposte allo smog provocato dagli incendi in sette province. Il Ministero ha inoltre stanziato 1 milione di mascherine, 277 concentratori di ossigeno, 36 bombole di ossigeno e quasi 4.900 tute protettive, insieme ad altre attrezzature, per le aree interessate. «Il processo di dispiegamento di ulteriore personale medico e di varie forniture è in corso. Continueremo a monitorare quali aree necessitano di più operatori sanitari e a inviarli lì», ha concluso la portavoce.

Le conseguenze sulla salute

La coltre di smog sta mettendo a rischio la salute di milioni di persone e animali, tra cui gli oranghi che rientrano tra le specie a rischio di estinzione. In base a quanto riportano i media locali, lo smog prodotto dagli incendi si è diffuso anche nei Paesi limitrofi, tra cui Malesia, Singapore e Filippine, dove l'aria ha raggiunto livelli quattro volte superiori alla soglia raccomandata dall'Organizzazione Mondiale della Sanità.

Oltre ai rischi per la salute, gli incendi hanno causato anche un enorme aumento delle emissioni di carbonio. Secondo il Fire Emissions Watch, le emissioni in atmosfera in Indonesia hanno già registrato le 12,82 megatonnellate, quasi 100 volte superiore alla quantità emessa dal Paese in tutto il 2025.

Inoltre, secondo i dati della Nasa, le attuali condizioni di siccità sarebbero paragonabili a quelle registrate nel 2015, anno in cui sempre a causa del El Niño si erano verificati violenti incendi. «Questi incendi, che bruciano in terreni umidi e asciutti, sono a combustione lenta, altamente inquinanti e notoriamente difficili da estinguere perché covano a basse temperature e spesso si propagano sottoterra attraverso vasti depositi di torba.

Secondo una stima, gli incendi di torba generano una quantità di particolato fine tre volte superiore rispetto ad altri incendi di foreste tropicali, cinque volte più anidride solforosa, tre volte più carbonio organico e il doppio di metano e monossido di carbonio», spiega la Nasa.

«La costruzione su larga scala di canali di irrigazione e il drenaggio delle torbiere negli anni 90, nell'ambito di un progetto per la creazione di immense risaie , hanno contribuito all'infiammabilità odierna della regione, abbassando significativamente la falda acquifera nelle zone umide», ha affermato Mark Cochrane, ecologo presso il Center for Environmental Science dell'Università del Maryland, che ha condotto ricerche sul campo sugli incendi di torba in Indonesia per quasi un decennio.

Nei giorni scorsi le autorità hanno annunciato che sei oranghi sono stati tratti in salvo nella zona occidentale dell'isola del Borneo. «Il gruppo dei sei oranghi è composto da due madri con i rispettivi piccoli e da due esemplari giovani», ha fatto sapere l'agenzia di stampa indonesiana Antara, precisando che i sei primati sono stati ritrovati all'interno di piantagioni gestite dalle comunità locali e che un incendio divampava a circa 200 metri dal luogo del salvataggio impedendo loro il ritorno nel proprio habitat naturale. I sei oranghi sono stati trovati nella stessa zona ma in due momenti diversi, quattro sono stati messi in salvo venerdì scorso e altri due martedì.

I rischi per l'Europa (e il resto del mondo)

L'impatto degli incendi indonesiani, tuttavia, non si limita ai confini dell'arcipelago. Secondo gli scienziati, gli effetti saranno visibili anche a livello globale. Dai dati diffusi dal sistema europeo Copernicus, tra il 1 e il 7 settembre gli incendi in Indonesia hanno prodotto circa 19,7 milioni di tonnellate di CO2, oltre un terzo delle emissioni globali generate dagli incendi nello stesso periodo. Il dato ha portato l’Indonesia a superare temporaneamente la Russia, diventando il Paese con le maggiori emissioni da incendi al mondo.

Per l'Europa quindi il rischio riguarda soprattutto l'aggravarsi della crisi climatica, che in questi mesi ha già mostrato i suoi effetti sul continente registrando spesso temperature superiori ai 40°C. La stagione degli incendi del 2026 è stata infatti particolarmente intensa anche in Europa: al 10 settembre, secondo il Joint Research Centre della Commissione europea, nel continente erano già andati in fumo oltre 658.000 ettari.

Gli aiuti internazionali

Ieri il Giappone ha inviato tre elicotteri CH-47 Chinookper contribuire al contenimento degli incendi boschivi. Gli elicotteri dovrebbero presto partecipare a operazioni aeree antincendio, supportando le forze indonesiane nell'accesso ad aree difficilmente raggiungibili dalle truppe di terra. Anche la Malesia si è detta pronta a fornire i propri velivoli per aiutare il Paese, con cui condivide il confine nel Borneo.

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