Emergenza loculi? Via ai lavori nel cimitero entro il 15 settembre, saranno pronti a fine ottobre

Il Comune è già corso ai ripari per cercare di tamponare l’emergenza loculi nel cimitero di Brindisi. Ad annunciarlo è l’assessore ai Lavori pubblici ed ai Cimiteri Cosimo Elmo. Resta, tuttavia, il problema strutturale dei pochissimi spazi a disposizione e la conseguente necessità di realizzare un impianto di cremazione. Cosa che, tuttavia, si scontra, secondo il sindaco Giuseppe Marchionna, anche con una certa riluttanza, principalmente di tipo culturale.

La soluzione a breve termine

«C’è - conferma l’assessore Elmo - un’emergenza loculi nel cimitero di Brindisi. Come amministrazione abbiamo già predisposto una delibera per la costruzione di nuovi loculi e, verosimilmente, tra procedure di gara e tutto il resto, i lavori dovrebbero cominciare il 15 di settembre. L’ultimazione dovrebbe avvenire entro 30 giorni, perché parliamo di loculi prefabbricati». I nuovi spazi a disposizione, una volta terminati i lavori, saranno cento. «Nel frattempo - prosegue l’assessore - purtroppo le tumulazioni possono avvenire soltanto sottoterra».

Gli scenari a lungo termine

Per il momento, invece, non si intravede all’orizzonte nessuna prospettiva rispetto alla realizzazione di un nuovo cimitero. «Ma - ricorda Elmo - per quanto riguarda il forno crematorio, noi lo abbiamo inserito, come partenariato pubblico-privato, all’interno del Piano triennale delle opere pubbliche. Devo dire che questa è una cosa che portiamo avanti dai tempi del sindaco Mennitti. Aspettiamo che qualche privato manifesti il proprio interesse e faccia la sua proposta». Il sindaco Marchionna, dal canto suo, si dice dispiaciuto del fatto che a Brindisi «ancora non si riesce a parlare di impianto di cremazione, credo per una questione culturale». La realizzazione dei nuovi loculi, sottolinea infatti, «è una soluzione immediata ma il problema è di prospettiva e si risolve solo con un impianto di cremazione. Del resto, questa è una opzione prevista anche dalla religione cattolica».

La comunicazione alle agenzie funebri

Questa situazione di emergenza, che ha costretto il Comune a intervenire, nasce da una crisi comunicata ufficialmente nei giorni scorsi. Il cimitero di Brindisi è arrivato alla saturazione totale, spingendo il municipio a informare le agenzie funebri dell’impossibilità di procedere con nuove tumulazioni nel capoluogo. Una comunicazione che ha di fatto imposto alle famiglie di guardare verso il cimitero di Tuturano. Si legge infatti nella circolare comunale: “Attualmente, e fino a nuove comunicazioni da parte del Rup, nel cimitero comunale di Brindisi non sono disponibili loculi comunali. Gli stessi sono presenti nel cimitero comunale di Tuturano”. Il disagio è evidente e si ripercuote soprattutto sulle fasce più fragili della popolazione. La prospettiva di dover tumulare un proprio caro fuori città comporta difficoltà logistiche non indifferenti, specialmente per i familiari anziani. Il Comune ha comunque promesso che, una volta ultimati i lavori, i feretri potranno essere traslati presso il cimitero di Brindisi su istanza dei congiunti, pur con l'applicazione delle tariffe previste.

Tuturano ed i suoi limiti

Tuttavia, anche l’alternativa di Tuturano appare debole: gli spazi disponibili nella frazione brindisina sono stimati in appena ottanta unità, un numero esiguo se confrontato con la mortalità annua locale, che supera le 900 unità. Il tema è dunque destinato a restare caldo. La capogruppo del Pri, Veronica Mastrogiacomo, ha chiesto chiarimenti immediati attraverso un'interrogazione, denunciando come la scarsa disponibilità sia spesso legata a procedure di estumulazione lente, che lasciano liberi solo i loculi nelle file più alte, creando barriere architettoniche per i visitatori meno giovani. Sul piano della visione politica, l'ex assessore Oreste Pinto ha ricordato come il problema fosse noto da tempo, sottolineando che in passato era stata pianificata una strategia basata su ampliamenti e sull’introduzione dell’impianto di cremazione, progetto poi arenatosi. Per Pinto, le soluzioni rimangono quelle di un nuovo cimitero, magari sul modello dei parchi europei, e la necessità che il Comune si faccia carico dei costi di traslazione se lo spostamento a Tuturano è forzato dalla carenza del servizio.