PORTO SANT'ELPIDIO - Caccia all’uomo sul lungomare sud: gli operatori inseguono il ladro che assalta gli chalet. La stagione è agli sgoccioli, sdraio e ombrelloni tornano nei magazzini e alla Faleriense riaffiora puntuale l’allarme microcriminalità. Negli ultimi giorni un giovane magrebino, alto e magro, ha messo in agitazione gli operatori del litorale sud.
La dinamica
Questa è la dinamica: il ladro entra negli chalet, forza gli ingressi, rovista nelle casse per pochi spiccioli e scappa. Un copione che si ripete e che martedì sera ha fatto scattare una vera e propria caccia all’uomo. Sui gruppi WhatsApp degli operatori balneari è partito il tamtam già nel tardo pomeriggio di martedì: foto, segnalazioni, messaggi concitati, il refrain era: «Diamoci una mano». Il ragazzo è stato identificato e gli stabilimenti si sono organizzati in una sorta di cordata spontanea per provare a fermarlo, o almeno a impedirgli di colpire ancora. In serata la tensione è salita. Tra lo chalet Papalina e lo Storione alcuni gestori hanno avvistato il ladro mentre usciva da una struttura. È quindi scattato l’inseguimento: urla, corse, telefonate. Intorno alle dieci di sera girano sempre pattuglie o di Carabinieri o della Polizia, che si danno il cambio, e martedì sera i militari dell’Arma hanno messo tutto a verbale dopo il tentato raid da “Papalina”. Un ristoratore della zona si è trovato faccia a faccia con il ladro, ne è nato un diverbio acceso, è partito qualche schiaffo e poi c’è stata la fuga del giovane di colore. Circolano immagini di lui che entra ed esce dagli chalet, riprese dai cellulari. Materiale che alimenta la mobilitazione e anche qualche polemica.
La difesa
C’è chi si lamenta perché pretende un “fai da te” più funzionale, più da sceriffi, c’è chi arriva persino da Montegranaro a Porto Sant’Elpidio per difendere il suo stabilimento e quello degli amici e colleghi. Insomma, c’è un dibattito che fotografa il clima: preoccupazione, concitazione ma anche la consapevolezza che la sicurezza non può essere improvvisata. Il problema, spiegano gli operatori «è ciclico: finita la stagione, con gli chalet semichiusi e meno movimento sul lungomare, aumentano i tentativi di intrusione». E quindi tornano i piccoli furti, i danni agli ingressi, razzie di qualche lattina di birra e pochi euro, piccole cose – se vogliamo – che però pesano su chi lavora tutto l’anno per tenere in piedi le strutture.
Le guardie
«Non possiamo ritrovarci ogni settembre a fare la guardia ai nostri chalet» è lo sfogo che rimbalza tra i gestori. Le forze dell’ordine ci sono e si fanno sentire e vedere, stanno monitorando e hanno intensificato i passaggi serali. C’è anche il partenariato pubblico privato per cui il Comune ci ha messo 15mila euro per la sicurezza privata, pagata in parte con i fondi pubblici e in parte dai privati. Si punta ad affrontare il problema della microcriminalità, in modo strutturale, nella speranza di un ritorno alla normalità dopo l’estate.