Le disuguaglianze gravano sulla salute e l’invecchiamento della popolazione mette alla prova la tenuta del sistema sanitario. Un incontro pubblico con Antonella Viola sull’importanza della prevenzione e dell’assistenza territoriale
Comune di Bologna 14 ottobre 2026 10:00
“Se sei povero, vivi di meno e ti ammali di più. Quindi la prima cosa che bisognerebbe fare è combattere la povertà e le diseguaglianze a livello socioeconomico”: a spiegarlo è Antonella Viola, biologa e divulgatrice, ospite martedì 6 ottobre in Sala Borsa a Bologna per la lectio ‘Una salute per pochi? Sanità, tecnologie, “Se sei povero, vivi di meno e ti ammali di più. Quindi la prima cosa che bisognerebbe fare è combattere la povertà e le diseguaglianze a livello socioeconomico”: a spiegarlo è Antonella Viola, biologa e divulgatrice, ospite martedì 6 ottobre della biblioteca Salaborsa a Bologna per la lectio ‘Una salute per pochi? Sanità, tecnologie, accessibilità’: l’evento ha aperto il ciclo “Impatti. Dialoghi sulle grandi sfide del futuro”, promosso da Città metropolitana e Comune di Bologna nell’ambito del Piano Strategico Metropolitano, in collaborazione con Pandora Rivista ed era parte del Festival del Presente (in programma fino al 18 ottobre).
L'incontro si è tenuto nella piazza coperta di Salaborsa. Viola, professoressa ordinaria di Patologia generale all'Università di Padova, oltre che ricercatrice e autrice di numerosi libri di divulgazione, ha spiegato come l’equità nella salute dipenda in modo importante dalle condizioni socioeconomiche delle persone.
Il luogo in cui si nasce e si vive può influire sull’aspettativa di vita e sugli anni trascorsi in buona salute, mentre le persone con minori risorse economiche tendono a vivere meno e ad ammalarsi di più.
Secondo Viola, il sistema sociosanitario italiano è sottoposto a una forte tensione dovuta all’invecchiamento della popolazione e all’aumento delle patologie croniche. Per favorire il prolungamento della vita in condizioni di salute sono essenziali tanto la prevenzione quanto un ripensamento organizzativo dell’assistenza.
Rafforzare la medicina territoriale e domiciliare, valorizzando il ruolo di medici di famiglia, infermieri e assistenti sociali diventa così fondamentale per garantire servizi adeguati a tutti, continuità assistenziale e ridurre le disparità.
Questo anche in considerazione del fatto che la crescente complessità della medicina e la maggiore specializzazione legate al progresso tecnologico, se gestite male, possono accentuare ulteriormente diseguaglianze già radicate a livello sociale e territoriale.
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