ESCLUSIVA - Durante: "Endrick-Milan? Fenomenale, ma serve altro"

Alexandre Pato (ex attaccante AC Milan) ha parlato del tentativo di Gerry Cardinale per prendere Endrick dal Real Madrid nell'ultimo calciomercato estivo dal palco del 'Festival dello Sport' di Trento

Pato rivela: "Cardinale voleva Endrick al Milan". Poi la confessione su Ancelotti oggi al Brasile

Il Milan scende in campo questa sera alla Red Bull Arena contro il Salisburgo per la seconda giornata di Europa League, ma i fari della dirigenza rossonera restano sempre accesi anche sulle future finestre di mercato. Tra i profili più chiacchierati dell'ultimo periodo c'è senza dubbio Endrick, gioiello del Real Madrid che proprio ieri ha cambiato la sfida di Champions League contro la Roma.

Forte è stato l'accostamento dell'attaccante ai colori rossoneri, così come alla Roma di Gasperini. Per fare chiarezza sulla reale fattibilità di questa operazione e per tracciare un bilancio sul calcio carioca, la redazione di PianetaMilan.it ha intervistato in esclusiva Sabatino Durante, uno dei massimi conoscitori delle dinamiche calcistiche del Brasile.

Fotomontaggio di Endrick con le maglie di Real Madrid, Milan e Roma per l'intervista di calciomercato.

L'analisi tattica - Il ruolo di Endrick: "Ha bisogno di centralità"

Endrick ieri ha dimostrato ancora una volta le sue qualità contro la Roma. Al Milan o alla stessa Roma di Gasperini potrebbe trovare lo spazio ideale per consacrarsi?

"Endrick è un centravanti, o al massimo seconda punta: si esprime meglio nella parte centrale dell'attacco. Il Milan ha già una prima punta, questo ragazzo ha bisogno di giocare. Ma anche la Roma ha due attaccanti centrali come Malen e Castro. Endrick può fare l'esterno, anche se non fa la fase difensiva (cosa che in Italia è fondamentale), ma ha il bisogno di giocare centralmente. Se non ci fosse Pio Esposito, andrebbe bene all'Inter. Prendere Endrick per fare l'attaccante esterno la vedo un'operazione molto complicata. Se deve venire a fare un ruolo non suo o stare in panchina, è meglio che resti al Real. Endrick può diventare un fuoriclasse, ma deve giocare per maturare".

Se dipendesse da lei, quale destinazione sceglierebbe per il classe 2006?

"Se fossi il procuratore di Endrick, non lo manderei né al Milan e né alla Roma. Se non dovessero esserci i margini per restare nel Real Madrid, lo manderei a giocare in squadre più piccole, tipo Bologna e Parma, per fare alcuni esempi italiani. Deve essere protagonista in una squadra. Ha qualità eccelse, il problema è che deve giocare con grandissima continuità. Milan e Roma non sono adatte per Endrick in questo momento. La Fiorentina ha preso Pellegrino per 25 milioni, ma perché non ha provato a prendere Endrick dal Real in prestito, magari con un incentivo? Anche Mastantuono non è forte come il brasiliano".

La crisi del mercato brasiliano: "Prezzi gonfiati e poca umiltà"

Prima del guizzo all'Olimpico, Endrick stava faticando a trovare spazio con Mourinho (che però ha speso belle parole per lui). Colpa della presenza di giocatori fortissimi come Vinicius e Mbappé o Endrick è andato troppo presto al Real Madrid?

"Stiamo parlando del Real Madrid, che ha in rosa alcuni dei calciatori più forti al mondo. Il problema arriva direttamente dalle squadre brasiliane, visto che chiedono l'impossibile per giocatori non ancora pronti a giocare a determinati livelli. In Europa si gioca un calcio diverso, sia fisicamente che tecnicamente. Ma è colpa anche di club come Real Madrid e Chelsea, che hanno inflazionato il mercato comprando diversi calciatori brasiliani a prezzi carissimi. Penso anche a club italiani, come la Fiorentina che ha speso 15–17 milioni per Viery".

A proposito del mercato brasiliano, ci può dare una spiegazione sulla crisi che sta attraversando?

"Le squadre brasiliane non pensano al futuro dei ragazzi, ma solo ai loro introiti. Non puoi pretendere 50 o 60 milioni di euro per un calciatore che ha sì qualità, ma che non è pronto per giocare in un grandissimo club. Questi ragazzi hanno bisogno di giocare, perché non sono pronti per giocare come titolare nei top team team. In Brasile sono ancora convinti di essere il 'paese del calcio', ma non è più così."

Occasioni per il futuro del Milan: da Wesley a Kaiki Bruno

Il Milan ha una storia gloriosa legata ai campioni brasiliani (da Kakà, Cafu e Serginho fino a Thiago Silva). C'è qualche giovane spendibile in orbita rossonera?

"A oggi non ci sono calciatori brasiliani pronti per giocare in squadre come il Milan. Il mercato brasiliano attuale non è da Serie A, da noi si gioca in maniera completamente diversa, con un calcio estremamente tattico e posizionale. E se anche ci fossero profili pronti, costerebbero troppo per le nostre tasche. Tra i pochi futuribili cito Wesley o Kaiki Bruno. Guardate Alisson Santos al Napoli: ha fatto benissimo, ma giocava già in Europa. È un ragazzo che, oltre alle qualità tecniche, ha voglia di spaccare il mondo perché viene dai campi polverosi di Bahia. Ha fame. Discorso diverso per chi arriva viziato da top club come Palmeiras o Corinthians".

Il lavoro di Ancelotti e il caso Samuele Inacio

Un commento sul lavoro di Carlo Ancelotti sulla panchina della Seleção e sul talento italo-brasiliano Samuele Inacio, convocato da Mancini in Nazionale...

"La stampa sta criticando Ancelotti, ma sta facendo un lavoro eccezionale. Il Brasile oggi non ha registi o centrocampisti di rottura, non ha terzini di spessore e manca un centravanti di valore assoluto. Carlo ha fatto un miracolo a portarli a certi livelli. Su Samuele Inacio, so che a Mancini piace tantissimo e credo che il ragazzo rimarrà nel giro dell'Italia. Se avesse voluto, Ancelotti l'avrebbe già chiamato, ma per quello che mi risulta in Federazione brasiliana non si sono mai mossi. Non hanno carenza tra i difensori, semmai da altre parti. Lo stesso calciatore preferisce l'azzurro".

Andrè-Milan può essere un rimpianto di mercato?

Il Milan si era mosso per André, poi l’affare non si è concluso. Il club rossonero ha perso un’occasione o è andata meglio così?

“Giocatori prontissimi brasiliani per il calcio italiani ce ne sono pochissimi. André, secondo me, tra due-tre anni sarà pronto per un campionato come la Serie A. Non penso che fosse pronto per una squadra come il Milan, ma neanche per un team minore. Ha fisicità e corsa, ma deve maturare tatticamente. Per le cifre che ho sentito, ovvero 18 milioni, siamo completamente fuori strada. Il giocatore sta avendo difficoltà anche nel Corinthians, che si trova in zona retrocessione. Ha delle qualità, ma non puoi prenderlo per queste cifre. Stiamo parlando ancora di un ‘apprendista’. Il Milan non ha perso molto non prendendo un giocatore come André, che è un prospetto futuribile ma non pronto”.

Chi è Sabatino Durante: Agente FIFA, intermediario internazionale e storico scopritore di talenti, è considerato uno dei massimi esperti italiani di calcio sudamericano, con oltre trent'anni di esperienza nelle trattative di mercato sull'asse Europa-Brasile.

(di William Scuotto)