Esplosione Colleferro, Libera: "Da tempo denunciamo rischi sulla sicurezza"

Esplosione Colleferro, Libera: “Da tempo denunciamo rischi sulla sicurezza”. Nel 2007 un incidente simile provocò un morto e 13 feriti

“Da tempo denunciamo i rischi legati alla sicurezza e alla presenza, in questo territorio, di impianti industriali connessi alla produzione bellica“. Non un incidente singolare, ma un evento evitabile. L’associazione Libera punta il dito sulla carenza di prevenzione nello stabilimento KNDS Ammo Italy di Colleferro, ex Simmel Difesa, dove poco dopo le 15 è avvenuta una forte esplosione. Le fiamme hanno fatto scattare il sistema antincendio che ha permesso di mettere in salvo, prima della deflagrazione, i 24 dipendenti in servizio in quel momento. Nessuno quindi è rimasto ferito, a differenza di quanto avvenne nel 2007, quando un’esplosione nello stesso stabilimento, allora della Simmel Difesa, provocò un morto e 13 feriti.

“Quello che è accaduto oggi conferma, ancora una volta, la necessità di non abbassare la guardia”, sottolinea Libera, che lega l’incidente alle preoccupazioni già espresse sulla sicurezza degli impianti e sul modello industriale che caratterizza il territorio. L’associazione conosce bene il territorio: da anni è impegnata nella Valle del Sacco con il presidio Angelo Vassallo. E ora torna a chiedere attenzione su un’area già segnata da una storica emergenza ambientale.

Il messaggio è netto: “Sicurezza, salute, ambiente e pace non possono essere considerati temi separati“. Da qui l’impegno a “presidiare questo territorio, a chiedere trasparenza, bonifiche e sicurezza e a contrastare un modello industriale che mette a rischio comunità e ambiente”.

Libera ricorda quindi le iniziative portate avanti negli ultimi mesi. A febbraio, insieme ad altre associazioni locali e nazionali, era presente alla Conferenza dei Servizi presso la Regione Lazio per manifestare la propria contrarietà alla realizzazione di un impianto per la produzione di nitrogelatina nell’area degli ex stabilimenti Winchester di Anagni. Ad aprile, insieme alle associazioni promotrici della campagna “Ecogiustizia Subito“, l’associazione era invece davanti agli ex stabilimenti Winchester per chiedere “le bonifiche di uno dei principali Siti di Interesse Nazionale, quello della Valle del Sacco”.

Le indagini

Fonti investigative ascoltate dall’Adnkronos escludono al momento che si possa legare l’incendio a eventuali sabotaggi di carattere eversivo o in generale minacce di altro tipo. Le cause sarebbero legate a un incidente di cui bisogna ancora verificare la dinamica esatta, anche perché finora non è stato possibile accedere al luogo preciso delle deflagrazione per motivi di sicurezza. Nelle prossime ore saranno inoltre ascoltati i dipendenti che erano all’interno dello stabilimento.

Le reazioni politiche

Sul caso è intervenuto il presidente della Regione Lazio Francesco Rocca, che ha parlato di “grande apprensione“, indicando come “priorità assoluta” la sicurezza delle persone e degli operatori impegnati nell’emergenza. Rocca ha assicurato che la Regione è “in costante contatto con le strutture competenti” e ha rivolto il proprio pensiero “ai lavoratori dello stabilimento, alle loro famiglie e all’intera comunità di Colleferro”.

Anche il Movimento 5 stelle, come Libera, chiede di aprire una riflessione sulla presenza di aziende impegnate nella produzione di materiale militare sul territorio. Ilaria Fontana, vicepresidente del Movimento 5 Stelle alla Camera, parla di una “riflessione non più rinviabile sulla sicurezza degli impianti industriali legati al materiale bellico”. Per Fontana, quanto accaduto dimostra la necessità di tenere alta l’attenzione “sulla tutela del posto di lavoro e sulla salvaguardia dei territori”. E, guardando alla Valle del Sacco nel suo complesso, avverte: “Non si può accettare che in territori come questi, che soffrono già una storica emergenza ambientale, si aggiunga una nuova dimensione di rischio militare“.

La deputata esprime inoltre “forti timori per lo sviluppo dell’industria parabellica della Valle del Sacco” e critica quella che definisce “questa transizione verde-militare che sta trascinando il Paese in un clima da pre guerra”. La sua richiesta è che la politica intervenga prima che si verifichino conseguenze più gravi: “La buona politica non può nascondersi dietro la codardia o l’ignavia, deve agire preventivamente affinché certe tragedie non accadano mai”.

La consigliera regionale del Pd Eleonora Mattia ha espresso “profonda vicinanza alle maestranze, alle loro famiglie e all’intera comunità locale”, ringraziando Vigili del Fuoco, Carabinieri e soccorritori. “La sicurezza nei luoghi di lavoro e nei presidi industriali del nostro territorio deve rimanere una priorità inderogabile”, ha affermato.