Estate con un neonato: caldo, aerei, zanzare, crema solare. L'infermiera pediatrica: «L'aria condizionata è un'alleata. Attenzione all'ombrellone»

Tra i neogenitori c'è una convinzione dura a morire: che un figlio appena nato trasformi l'estate in un campo minato fatto di aerei da evitare, ombrelloni insufficienti e aria condizionata sospettata di ogni malanno. La buona notizia è che quasi nessuna di queste paure regge alla prova dei fatti, a patto di conoscere le regole giuste. A dettarle è la dottoressa Stefania Testa, infermiera pediatrica con un perfezionamento in ambito ambulatoriale e comunitario, diventata sui social un riferimento per oltre 90mila famiglie solo su Instagram, e autrice del libro «Un abbraccio sicuro. La guida dell'infermiera dei bambini per un primo anno insieme consapevole e sereno». Prima regola, anche terminologica: «Quando si parla di neonati, ricordo che si intende una fascia di età ben precisa ovvero da 0 a 28 giorni di vita. Le indicazioni che fornisco, valgono per una fascia di età ben più ampia».

Uscire di casa: treno, aereo e altitudine

Il primo ostacolo psicologico è varcare la porta di casa. Sul mezzo di trasporto, la dottoressa Testa non ha dubbi: se si può scegliere, meglio il treno, perché offre al bambino qualcosa che l'aereo non può dare: «Spostarsi da un vagone all'altro, guardare fuori dal finestrino e permettere al bambino, anche più grande, di non rinunciare al movimento». Quando invece il volo è obbligato, le tempistiche vanno rispettate: «I piccoli nati sani e a termine, possono viaggiare sin dalle prime 48 ore di vita dopo la nascita, ma è preferibile attendere almeno il settimo giorno di vita e, se possibile, le prime vaccinazioni», mentre per i nati pretermine o con patologie respiratorie o cardiache la parola passa al pediatra: «Indico un parere medico prima di intraprendere il volo». In cabina resta un fastidio comune, ma gestibile: «Attenzione alle variazioni di pressione all'interno della cabina degli aerei, perché possono comportare la comparsa di dolore alle orecchie e acufeni, facilmente risolvibili con la deglutizione, la suzione del ciuccio o del biberon». E per chi punta più in alto che al mare, un limite preciso da tenere a mente: «Dai primi mesi e fino ai due anni potete soggiornare fino ad un massimo di 2000 metri. Successivamente si può andare oltre, anche a 2500 metri».

Acqua e pelle: gli errori più comuni

È qui che si concentrano i dubbi più fitti, e anche i falsi miti più radicati - a partire dall'ombrellone, creduto uno scudo totale e invece no: «Nei primi sei mesi di vita, evitate di esporre il piccolo ai raggi solari diretti facendo attenzione al falso senso di sicurezza che può darvi l'ombrellone». La spiaggia va vissuta con orologio alla mano: «I neonati possono andare al mare e quindi in spiaggia prestando attenzione agli orari. Ottimo fino alle 09.30 - 10.00 del mattino e poi almeno dopo le 16.30 del pomeriggio, facendo riferimento alla temperatura esterna e tardando ulteriormente se fa molto caldo».

Il bagno, invece, non ha una data d'inizio scolpita nella pietra: «Sarebbe preferibile aspettare l'età in cui il bagno può essere apprezzato dal piccolo, diventando un momento piacevole di condivisione», generalmente verso i sei mesi, ma con una bussola più affidabile di ogni calendario: «Vi consiglio di affidarvi molto al vostro bambino e a come risponde in vicinanza dell'acqua: la gradisce o no? Inoltre, i bambini non sono adulti in miniatura, anzi, hanno una termoregolazione differente e bisogna tenere sempre in considerazione la temperatura dell'acqua e la gradualità nel contatto».

Sulla protezione solare, la scienza spiega perché la pelle di un neonato non perdona: «La pelle dei bambini, in particolare fino ai tre anni, ha una concentrazione più bassa di melanina protettiva e uno strato corneo più sottile, che consente alla radiazione ultravioletta di penetrare più profondamente. Inoltre, i piccoli, tendono a sviluppare scottature solari più facilmente degli adulti proprio per la pelle più sottile, con un maggiore tasso di assorbimento percutaneo e perdita di acqua transepidermica». Da qui la soluzione, che comincia prima ancora del tubetto di crema: «La strategia più importante per la protezione dei bambini riguarda le modifiche comportamentali e le abitudini legate all'esposizione al sole: ombra, riduzione del tempo globale di esposizione al sole, evitando le ore centrali della giornata e protezione fisica (vestiti, cappelli e occhiali da sole)».

Nei primi sei mesi la crema è addirittura sconsigliata: «È indicato non esporre il lattante ai raggi solari diretti e le creme solari non sono consigliate a causa di una cute più delicata e permeabile alle sostanze presenti.

Successivamente, dai 6 mesi ai 3 anni sono da preferire le creme solari con fattore di protezione superiore a 30 e filtri inorganici come l'ossido di zinco». E quando la crema entra in scena, il metodo conta quanto il prodotto: «Coprendo orecchie, collo e dorso delle mani. Applicare la crema 15 - 20 minuti prima di uscire e poi, ogni due ore o subito dopo aver fatto il bagno. Le creme solari in crema, latte e lozione sono migliori per un'applicazione uniforme».

La casa rifugio: caldo, aria condizionata e zanzare

Fuori le regole sono chiare, ma anche dentro casa (o dentro il passeggino) si gioca una partita importante. Contro l'afa, la prima mossa è nel guardaroba: «Abiti larghi, di colore chiaro e cappelli leggeri». Su passeggino e navicella, invece, un errore che sembra buonsenso e che in realtà è un rischio: «Cappottine anti UV oppure ombrellini ed apposite tendine parasole, che sono anch'essi anti UV. Questo non equivale a coprire interamente la navicella o il passeggino con un comune telino: non farebbe altro che indurre un pericoloso surriscaldamento del piccolo».

L'aria condizionata, spauracchio di generazioni di nonne, si rivela invece un'alleata se usata bene: «È una valida alleata che può essere utilizzata ad una temperatura costante sui 24-25 gradi, usando il deumidificatore. Questa temperatura, costante nei diversi ambienti permette di evitare sbalzi da una stanza all'altra, fastidiosi per i piccoli. Faccio il medesimo discorso per l'uso dell'aria condizionata in auto».

E poi c'è il nemico più piccolo di tutti, la zanzara: prima la barriera fisica, «fino ai 6 mesi è consigliato l'uso della protezione meccanica come le zanzariere, un abbigliamento adeguato con maglietta a maniche lunghe e pantalone di colore chiaro, tende e condizionatore o ventilatore», solo poi la chimica, con cautela: «Vi parlo del DEET (dietiltoluamide) molecola insettorepellente più usata al mondo. Dai 6 ai 24 mesi può essere utilizzata ad una concentrazione inferiore al 10%, una sola volta al giorno. Al di sotto dei 4 anni, sarebbe preferibile irrorare i vestiti limitando l'applicazione su mani e viso».

Rumore, feste e notti che saltano

Restano due fronti su cui i genitori si interrogano di più a fine agosto: le occasioni sociali e il sonno che, puntualmente, va in tilt. Concerti e sagre di paese non sono territorio off-limits, ma serve strategia: «Non esistono molte restrizioni in termini di partecipazione dei più piccoli, nei primi anni di vita. Consiglio un accorgimento utile: evitate di posizionarvi in zone dove l'intensità e la potenza della musica che arriva alle orecchie risulta troppo forte, spostandovi in una zona più "tranquilla" magari laterale con rumori attutiti. Sicuramente in lontananza dalle casse acustiche ed amplificatori. Evitate di insistere se il piccolo mostra segni di irritabilità, è stanco e nervoso. Infine, fate indossare al vostro piccolo delle cuffie specifiche per attutire il rumore».

E sul sonno, la dottoressa Testa smonta il senso di colpa che spesso accompagna le notti in bianco in vacanza: «È normale che in vacanza vengano meno le attività che definiscono la routine del bambino e che di conseguenza possa essere più stanco e avere un sonno più disturbato. Se possibile, rispondete ai primi segnali di sonno per far sì che il piccolo non debba resistere alla stanchezza risultando poi molto più irritabile e difficile da addormentare, con una notte altrettanto ricca di risvegli». Chiude con una promessa che vale come promemoria per le ultime settimane di caldo: «La vacanza resta una piccola parentesi della vostra vita quotidiana. Una volta rientrati, tutto tornerà gradualmente alla normalità e ai vostri ritmi».


Ultimo aggiornamento: mercoledì 19 agosto 2026, 05:00

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