Etna, il vulcanologo dell'Ingv: «Tempesta perfetta, ecco perché dura così a lungo. Le tre condizioni chiave»

La «tempesta perfetta» come l'ha definita il vulcanologo dell'Ingv Mario Mattia continua a mettere a dura prova il sistema del trasporto aereo in Sicilia, con centinaia di passeggeri alle prese con un Ferragosto da incubo tra cancellazioni di voli per la chiusura dell'aeroporto Fontanarossa o lunghi e costosi spostamenti a Palermo.

Le tre condizioni

«Si sono verificate tre condizioni». Lo ha detto il vulcanologo dell'Ingv di Catania Mario Mattia. «La prima - ha spiegato - è l'attività esplosiva sostenuta con una costante emissione di cenere.

Seppur in passato si verificarono delle fontane di lava dal cratere di sud-est, questa attività, sostenuta e quasi continua del cratere Voragine, è un po' una novità di quest'anno».

«Si è poi associata un'altra condizione diciamo inusuale, che è quella dei venti costanti da nord verso sud che spingono la cenere proprio sopra Catania e l'aeroporto. In realtà - ha specificato - la direzione dei venti dominante, quella che in genere prevale, è verso est. In tal senso ci furono anche delle polemiche quando la maggior parte della cenere ricaduta dalle fontane di lava degli anni passati avveniva nel versante orientale sui Comuni di Zafferana, Santa Venerina, Giarre, Acireale che avevano i tetti pieni e le strade invase dalla cenere». Mentre «stavolta, per una coincidenza, questa condizione meteorologica molto stabile e molto ferma che con questi venti costanti ha creato questa condizione insolita. «Se infine - ha concluso - ci aggiungiamo che siamo sotto ferragosto, che è la terza condizione, diciamo per questo che si è creata la tempesta perfetta». 

I voli cancellati

Sono circa 1.900 i voli che dovevano arrivare o partire da Catania, circa il 36% sono stati cancellati e 630 sono stati dirottati negli altri aeroporti, in particolare Comiso ha riprotetto 140 voli fino a quando è rimasto aperto. A Palermo invece sono una ventina i voli gestiti in riprogrammazione per dare supporto all'emergenza.

Sciacallaggio

I disagi per i passeggeri, però, rimangono enormi, con fenomeni persino di sciacallaggio; qualche autista abusivo avrebbe chiesto fino a 700 euro per un trasferimento da Catania a Palermo: appena 190 km. «Approfittare di una situazione di emergenza e della vulnerabilità dei viaggiatori per ottenere guadagni sproporzionati non può essere tollerato», dice Decio Terrana, coordinatore dell'Udc Sicilia che sollecita controlli immediati da parte delle autorità competenti e dell'Antitrust». Per Antonio Graffagnini, presidente di Anav Sicilia, invece «il settore del trasporto pubblico su gomma, effettuato dai privati, sta dimostrando un grande spirito di collaborazione con l'amministrazione regionale e con tutti gli attori coinvolti nella gestione della crisi».

«I conducenti e il personale di terra hanno compreso immediatamente la portata e la gravità dell'emergenza, mettendosi a totale disposizione per garantire la mobilità dei passeggeri e i collegamenti sostitutivi tra gli scali dell'Isola, spesso affrontando turni complessi e situazioni di forte stress gestionale», assicura l'Anav. L'Enac, dal canto suo, chiarisce che «la responsabilità di informare e riproteggere i passeggeri resta in capo ai vettori aerei, come previsto dal regolamento comunitario di riferimento, con il supporto delle società di gestione aeroportuale».

L'emergenza Etna si sta abbattendo su un pezzo dell'economia del turismo nell'Isola. La Cna di Ragusa parla di «danno economico senza precedenti per l'intero comparto turistico e commerciale del territorio ibleo». E segnala di essere «sommersa da telefonate, messaggi e segnalazioni soprattutto da gestori di strutture alberghiere ed extralberghiere, ristoratori e operatori dell'indotto che stanno vivendo ore di angoscia e disorientamento: prenotazioni saltate, vacanze riposizionate su Palermo, turisti costretti a spostarsi per centinaia di chilometri, notti insonni per riorganizzare arrivi e partenze, costi imprevisti per Ncc e trasferimenti: una confusione che sta mettendo in ginocchio un settore già provato da altre emergenze recenti». 

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