F1, quante soste oggi? Le possibili strategie al GP Usa secondo Pirelli

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QUANTE SOSTE? fotogallery

25 ott 2026 - 10:01

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Le caratteristiche del COTA rendono la gestione gomme una delle variabili decisive del GP. Pirelli ha messo a disposizione le mescole intermedie della gamma: C2 (Hard), C3 (Medium) e C4 (Soft). Tra asfalto abrasivo e tratti riasfaltati, il bilanciamento tra l'usura termica provocata dal caldo texano e il degrado del primo settore ad alta velocità definirà la scelta tra la linea aggressiva a due soste e quella più conservativa a uno stop

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La scelta di Pirelli: il ritorno alla sequenza C2-C3-C4

  • Per l'appuntamento di Austin, Pirelli ha optato per la combinazione classica a mescole consecutive: C2 come Hard, C3 come Medium e C4 come Soft. Rispetto alla scelta adottata nella stagione 2025, in cui era stata portata la C1 privando di fatto i team di un'opzione dura sufficientemente competitiva sul passo, la C2 garantisce una finestra operativa più equilibrata. 

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'Tyre mangement'

  • Questa mescola consente di coprire stint prolungati senza costringere i piloti a un eccessivo "tyre management", offrendo al contempo una base di grip migliore per reagire agli attacchi o tentare l'undercut sui rettilinei di Austin

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Le insidie del COTA: usura, caldo e il fattore riasfaltatura

  • Il tracciato texano unisce due sollecitazioni contrapposte: i veloci cambi di direzione del primo settore caricano di forza laterale le gomme anteriori, mentre i tornanti del settore finale richiedono trazione pura e generano elevato scivolamento al posteriore.

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A complicare il quadro intervengono due elementi di campo:

  • Temperature dell'asfalto: le elevate temperature ambientali di Austin spingono i battistrada vicini ai limiti di surriscaldamento.
  • Discontinuità del fondo: la presenza di sezioni recentemente riasfaltate (tra cui il tratto fra curva 9 e curva 11) si alterna all'asfalto più datato e rugoso del resto del circuito.

Questo mix tende a spostare il fattore limite dal graining al puro degradamento termico e meccanico.

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Strategia a sosta singola: il piano di gara lineare (Medium-Hard). Sulla carta, la sequenza Medium (C3) Hard (C2) rappresenta la via teoricamente più veloce e meno rischiosa per completare i 56 giri del Gran Premio.

  • Primo stint (Giri 18–24): partenza su mescola Medium per sfruttare il buon bilanciamento tra grip al via e tenuta nei primi passaggi.
  • Secondo stint (Giri 24–56): passaggio alla Hard (C2) per portare la vettura al traguardo senza cali prestazionali improvvisi.

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Due soste. Qualora le temperature dell'asfalto dovessero alzarsi o la gestione del passo fosse resa difficile dal traffico, la strategia a due soste diventa un'alternativa. Un piano d'attacco prevede Medium–Hard-Medium oppure uso della Soft (C4) per chi scatta arretrato in griglia:

  • Flessibilità e ritmo: fare due stop permette di spingere sui rientri senza dover proteggere costantemente le gomme.
  • Potenza dell'undercut: la lunghezza della corsia box consente di guadagnare posizioni preziose nei confronti di chi tenta di prolungare la vita della gomma.

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Il ruolo della mescola Soft e le incognite in gara

  • La gomma Soft (C4) garantisce lo spunto migliore in partenza e nei primissimi metri di trazione verso la ripida salita di Curva 1, offrendo un vantaggio potenziale a chi cerca lo spunto al via. Tuttavia, la sua tendenza a degradare rapidamente con alto carico di carburante la rende inadatta a stint lunghi ad inizio gara. Potrebbe rivelarsi la risorsa d'attacco nel finale per chi opta sulle due soste o in presenza di una Safety Car.