Fialdini, a 'Da noi… a ruota libera' novità senza stravolgere l'identità - Tv - Ansa.it

(di Giulia Bertollini) "Ci saranno novità, ma senza tradire l'identità del programma". Così Francesca Fialdini presenta all'ANSA la nuova stagione di Da noi… a ruota libera, al via domenica 27 settembre alle 17.20 su Rai1. "Il programma è cresciuto negli anni proprio perché non ha mai avuto bisogno di stravolgersi. Continueremo a incontrare persone conosciute e persone che magari non hanno mai avuto un titolo sui giornali, ma hanno una storia capace di lasciare qualcosa", spiega la conduttrice. Il punto di forza, per Fialdini, resta l'ascolto: "Sembra la cosa più semplice del mondo, invece è diventata quasi un lusso. Siamo tutti molto allenati a parlare e un po' meno ad ascoltare. Il programma prova a fare esattamente questo: dare tempo alle persone. Vorrei che fosse sempre di più un luogo in cui ci si possa raccontare senza dover dimostrare niente. Che in televisione, credetemi, è già una piccola rivoluzione". Nella prima puntata dell'ottava stagione saranno ospiti Milly Carlucci, Rita Pavone e Leonardo Bove, il sedicenne milanese rimasto gravemente ferito nel rogo di Capodanno a Crans Montana.
"Più che inseguire un nome, inseguo le storie", racconta Fialdini, che alla domanda su chi vorrebbe intervistare risponde: "Mi piacerebbe Lilly Gruber". Per la conduttrice quello appena trascorso è stato un anno particolarmente intenso, tra Ballando con le stelle, l'impegno come giurata a Canzonissima, l'esperienza come autrice di Nella tana del coniglio e la conduzione di Fame d'amore: "È stato certamente un anno bello, molto intenso e soprattutto molto diverso. Ho avuto la possibilità di attraversare linguaggi differenti, di mettermi alla prova e anche di sbagliare, che è fondamentale. Appagata sì, sistemata mai. La curiosità professionale per me è una forma di inquietudine positiva". Da Ballando con le stelle, dove si è messa in gioco anche fisicamente, Fialdini dice di aver ricevuto una lezione importante: "Mi ha tolto qualche alibi. Quando fai un lavoro nel quale sei abituata a governare parole, tempi e situazioni, ritrovarti improvvisamente a dover comunicare attraverso il corpo è destabilizzante. Ho scoperto che posso perdere il controllo senza perdere me stessa. E soprattutto ho imparato ad accettare l'imperfezione. Per una perfezionista è stata quasi una terapia d'urto". Quanto ad un suo possibile ritorno nel programma non lo esclude: "Vedremo. Ho imparato a non escludere niente, soprattutto in televisione, dove le certezze hanno generalmente una durata piuttosto breve. Ma dovrebbe esserci una ragione, un'idea. Tornare soltanto per tornare mi interessa meno". La conduttrice parla anche del disagio giovanile e dell'educazione affettiva, tema al centro da anni del suo lavoro televisivo. "Episodi così gravi vanno affrontati con molta cautela, soprattutto quando coinvolgono dei minori", dice riferendosi al recente caso del tredicenne che ha accoltellato una professoressa in classe a Roma. "Trasformare un singolo fatto in una diagnosi su un'intera generazione sarebbe ingiusto e probabilmente anche inutile. Ma il disagio di molti ragazzi esiste e gli adulti hanno il dovere di interrogarsi.
L'educazione affettiva per me significa dare ai ragazzi strumenti per riconoscere le emozioni, gestire il rifiuto, rispettare l'altro, comprendere il limite". Tra i progetti per il futuro non c'è, almeno per ora, Sanremo: "Veramente il mio sogno è un altro: portare Fame d'amore in prima serata per approfondire veramente le dinamiche che portano i ragazzi a usare violenza contro loro stessi e contro gli altri. Lo immagino un talk reportage e credo che ce ne sia un gran bisogno".

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