FIFA, Ramon Vega sfida Infantino: «Serve una nuova direzione e una riforma fondamentale». L'ex Cagliari ambisce alla presidenza

L’ex difensore del Cagliari ha annunciato la volontà di candidarsi alla presidenza FIFA: nel mirino l’attuale leadership e la necessità di ricostruire fiducia nel calcio mondiale

Gianni Infantino potrebbe avere il suo primo sfidante ufficiale in vista delle prossime elezioni per la presidenza della FIFA, in programma tra un anno. A dichiarare la propria intenzione di candidarsi è stato Ramon Vega, ex calciatore svizzero oggi 55enne. A riportarlo è BBC Sport, che ha raccolto le parole dell’ex difensore.

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Vega conosce anche il calcio italiano: nella stagione 1996/97 ha infatti vestito la maglia del Cagliari in Serie A. Per lui non sarebbe il primo tentativo di corsa alla presidenza FIFA. L’ex giocatore aveva già provato a candidarsi nel 2015, dopo la sospensione dell’ex presidente Sepp Blatter, e poi nuovamente quattro anni più tardi. In entrambe le occasioni, però, non era riuscito a ottenere il sostegno minimo di cinque delle 211 federazioni FIFA, requisito necessario per rendere ufficiale la candidatura.

FIFA, Vega annuncia la candidatura contro Infantino

Nel suo intervento, Ramon Vega ha spiegato i motivi alla base della propria scelta, puntando sul tema della riforma e della credibilità dell’organizzazione.

«Mi candido per riunire la famiglia del calcio mondiale, realizzare una riforma autentica e duratura, modernizzare la FIFA per il XXI secolo, ripristinare stabilità e credibilità e ricostruire la fiducia di cui il nostro sport ha urgentemente bisogno – ha dichiarato Vega –. Mi candido perché la mia vita mi ha preparato a servire questo sport».

Vega duro con l’attuale leadership FIFA

L’ex difensore ha poi attaccato in modo diretto l’attuale gestione del calcio mondiale, sostenendo che la FIFA abbia bisogno di un cambio profondo e non soltanto di interventi superficiali.

«Il calcio non appartiene ai presidenti, alle confederazioni o agli amministratori. Il calcio è più grande di qualsiasi carica, individuo o istituzione. È lo sport del popolo e appartiene a tutti: giocatori, allenatori, arbitri, tifosi, volontari, club, leghe, associazioni e comunità che danno vita al calcio».

Vega ha poi aggiunto: «Appartiene a ogni bambino che scopre questo sport, a ogni professionista che porta con sé le speranze di una nazione e ai miliardi di tifosi la cui passione rende il calcio lo sport del mondo. Il calcio deve sempre venire prima di tutto. Eppure, per troppo tempo, la divisione ha fratturato la nostra famiglia del calcio. L’attuale leadership ha demoralizzato il calcio. Una governance debole ha danneggiato la credibilità della FIFA ed eroso la fiducia all’interno della famiglia del calcio mondiale. Dobbiamo impedire che questo conflitto degeneri».

FIFA, l’appello di Vega alla riforma

La chiusura dell’ex calciatore è stata ancora più netta, con un messaggio rivolto al futuro del movimento.

«Le battaglie dettate dall’ego all’interno dell’amministrazione calcistica non devono mai essere autorizzate a danneggiare coloro che contano di più: i giocatori, gli allenatori, gli arbitri e i tifosi di tutto il mondo. Non sono responsabili di questi conflitti. Meritano di meglio. Il calcio è al pronto soccorso, tenuto in vita artificialmente. Non possiamo aspettare oltre. La FIFA ha bisogno di una nuova direzione e di una riforma fondamentale. Dobbiamo riunire la famiglia del calcio, ripristinare la fiducia, portare stabilità e modernizzare la governance della FIFA. Questo richiede un cambiamento deciso, non aggiustamenti cosmetici».

La sfida a Infantino è quindi appena cominciata. Ora per Vega il passaggio decisivo sarà raccogliere il sostegno necessario delle federazioni per trasformare l’annuncio in una candidatura ufficiale.

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