Fortitudo, la corsa di Moretti verso il futuro: "Possiamo puntare a qualcosa di importante"

E’ uno dei giovani del gruppo, ma con la sua energia e fisicità è destinato a crescere e diventare un’aggiunta sempre più importante per la Fortitudo. Da subentrato o come nel caso di domenica con Rimini da titolare, il ventunenne Massimiliano Moretti, si sta ritagliando spazio all’interno dello scacchiere di Demis Cavina.

Moretti come si trova a Bologna? "Benissimo. Società fantastica e tifosi straordinari sarebbe impossibile trovarsi meglio. Sono il più giovane, ma i ragazzi non me lo fanno pesare e anzi mi danno tanti consigli".

Cosa le chiede Cavina? "Di non volere strafare, di non complicarmi la vita e fare cose semplici cercando di aiutare la squadra con rimbalzi e blocchi".

Nelle ultime due stagioni era a Cento, cosa si porta dietro? "Cento la ricorderò sempre con grande affetto per la società, i tifosi, i compagni di squadra, lo staff che in parte ho ritrovato qui in Fortitudo. La mia carriera è iniziata lì. Ho avuto tanti minuti per giocare acquisendo consapevolezza e fiducia".

Cosa si aspetta a livello personale da questa stagione? "Di crescere e acquisire più fiducia in me, ovvio che in Fortitudo si parte con ambizioni diverse e c’è più pressione, ma ho una grande carica e tanta voglia di migliorare".

E a livello di squadra? "Siamo un ottimo organico possiamo puntare in alto. La stagione sarà lunga, ma siamo partiti col piede giusto, anche nelle singole gare abbiamo commesso qualche passaggio a vuoto, alla fine siamo sempre riusciti a portarla a casa. E poi per come siamo uniti fuori e dentro il campo e per come ci alleniamo possiamo puntare davvero a qualcosa di importante".

Chi vede favorita? "L’A2 è strana, ci sono tante ottime avversarie, ma non ce ne è una al momento più forte delle altre. A Caserta abbiamo vinto di poco contro un’ottima neopromossa, Rimini è stata costruita benissima e crescerà, non dobbiamo commetterei l’errore di sottovalutare nessuno".

Siete reduci dalla bella vittoria con Rimini, soddisfatto del rendimento suo e della Effe? "La squadra ha dimostrato grande carattere; io? Tutto sommato sono contento, nel finale il coach mi ha dato fiducia e con un paio di rimbalzi e un canestro ho dato una mano, anche se so benissimo che devo migliorare specie in difesa".

Parliamo della prossima sfida, sabato arriva Montecatini avversaria già affrontata in amichevole, cosa si attende? "Completamente diversa da quella di precampionato, dobbiamo cercare subito di ingranare il nostro passo e prendere in mano l’inerzia della sfida".

C’è un campione a cui si ispira? "Non c’è un giocatore in particolare, mi piace imparare nel contesto della squadra dove gioco prendendo qualcosa da ciascuno dei miei compagni come la positività Radonjic, la grinta di Fantinelli e seguire i consigli che mi dà Guariglia".

Gioca in una delle piazze storiche del basket è più la pressione o lo stimolo per crescere? "Onestamente entrambe, anche se la voglia di crescere è uno stimolo fondamentale".

Negli ultimi anni ha bruciato le tappe, da Umbertide alla Fortitudo, ma a 21 anni non può essere un arrivo, ma un nuovo punto di partenza. "Assolutamente. E’ un grande onore poter far parte della Effe, sono qui per imparare e migliorare".

Cosa fa quando non è impegnato sul paruqet? "Mi piace la musica, suono la batteria da quando ero piccolo, ne ho una elettronica anche qui a Bologna, è uno sfogo e una distrazione. Poi mi piace uscire e frequentare il mio gruppo di amici di Umbertide che vengono spesso a trovarmi".

Basket solo giocato o anche guardato? "Solo giocato, Formula Uno e MotoGP a parte, guardo poco sport".

Da giovane se dovessi consigliare altri giovani che giocano cosa direbbe loro? "Prima di tutto di divertirsi, di crearsi tanti bei ricordi e tanti amici che, come nel mio caso, ci si porta avanti per il resto della vita".

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