Fumo nero al pronto soccorso, 27 evacuati: notte di paura al Carlo Urbani di Jesi

JESI Ventisette pazienti da mettere al sicuro e pochi minuti per decidere come farlo. Sono circa le 22 quando un principio d’incendio si sviluppa in uno stanzino al piano superiore del Pronto soccorso, utilizzato dai tecnici per la manutenzione degli elettromedicali. Il fumo che scende dal piano superiore, l’allarme antincendio che scatta e, nel giro di pochi minuti, il Pronto soccorso che cambia volto. Barelle spinte fuori, pazienti coperti con le metalline, sanitari che corrono mentre arrivano vigili del fuoco, forze dell’ordine e protezione civile. Per quasi un’ora e mezza, venerdì notte, l’ospedale Carlo Urbani ha vissuto con il fiato sospeso.

Ore complicate

«Nel momento in cui il fumo ha iniziato ad arrivare in Pronto soccorso abbiamo messo in sicurezza tutti i pazienti», racconta Mario Caroli, primario del pronto soccorso. In sala d’attesa si sono 27 pazienti in barella, in attesa di ricovero: tre vengono sistemati nella camera calda, gli altri portati all’esterno. Sono le 22.35. In pochi minuti partono le procedure. Nessuno viene trasferito in altri ospedali, ma la macchina è pronta a farlo. Croce Rossa, Anpas e Soup della Protezione civile vengono allertate, l’unità di crisi valuta ogni scenario.

La paura

«La nostra preoccupazione era che il fumo, denso e nero, raggiungesse i reparti - spiega Caroli - allora avremmo dovuto evacuare l’ospedale, parzialmente o per intero. Prima si sarebbe cercato posto negli ospedali limitrofi. Se non ci fosse stata capacità ricettiva, avremmo potuto allestire una tenda per accogliere i pazienti. Eravamo pronti, ma non ce n’è stato bisogno». Fuori, intanto, l’area viene messa in sicurezza. I carabinieri chiudono la strada verso il parcheggio per proteggere i pazienti sistemati all’esterno. Sul posto arrivano anche il sindaco Lorenzo Fiordelmondo, il direttore generale dell’Ast Ancona e il direttore sanitario. Con loro il responsabile dell’Ufficio tecnico, l’ingegner Tittarelli, i dirigenti medici Bacelli e Paolorossi, il direttore del 118 Giusti e oltre allo stesso Caroli. La sala operativa di Ancona, dirotta altrove le emergenze.

Alle 00.05 arriva finalmente l’ok dei vigili del fuoco al rientro, il fumo è stato eliminato: il pronto soccorso più tornare pienamente operativo. Dopo poco i carabinieri lasciano il parcheggio dove erano allocati i pazienti, accuditi dal personale sanitario, mentre i pompieri continuano ad aspirare il fumo nello stanzino interessato dalle fiamme fino alle 2.30-3. «L'antincendio ha dato subito l’allarme, le porte ignifughe hanno permesso che non si propagasse altrove e la macchina dell'emergenza ha funzionato bene. È andato tutto come doveva andare, evitando conseguenze peggiori», chiude Caroli. Nessun ferito, nessun paziente trasferito e nessun danno ai reparti. Ieri mattina lo stanzino era ancora transennato, dovranno procedere accertamenti per svelare le cause del rogo. «In momenti così – osserva la Direzione aziendale – si vede quanta gente sia capace di buttare il cuore oltre l’ostacolo».