Due piloti, una stessa base tecnica e due modi completamente diversi di interpretare l’avventura. George Russell e Kimi Antonelli, protagonisti del Mondiale di Formula 1 con Mercedes, hanno messo alla prova la propria creatività al volante di una INEOS Grenadier, personalizzandola secondo le rispettive esigenze nell’ambito del progetto «Grit Stop». Il risultato è un confronto tra due configurazioni che raccontano altrettante personalità, dimostrando come anche un fuoristrada progettato per affrontare i percorsi più impegnativi possa diventare un mezzo su misura.
Il punto di partenza è lo stesso per entrambi: la Grenadier nella versione Trialmaster, equipaggiata con differenziali bloccabili anteriori e posteriori, presa d’aria rialzata e pneumatici BFGoodrich All-Terrain. Una base pensata per affrontare terreni difficili e garantire capacità fuoristradistiche anche lontano dall’asfalto. A cambiare è tutto ciò che viene aggiunto per adattare il veicolo allo stile di vita dei due piloti.
La Grenadier di Kimi: l’avventura senza fretta
La configurazione scelta da Kimi Antonelli è quella di chi vuole partire senza sapere necessariamente dove finirà il viaggio. Il pilota italiano ha puntato su un allestimento dedicato alle escursioni e alle soste all’aria aperta, con un portapacchi, una tenda rigida da installare sul tetto e un tendalino laterale Rhino-Rack Batwing, utile per creare una zona riparata durante le soste.
L’obiettivo è trasformare la Grenadier in una piccola base mobile, pronta a seguire il percorso finché la strada lo consente e a fermarsi quando arriva il momento di riposare. L’equipaggiamento comprende anche un frigorifero e un tavolino integrato nel portellone posteriore. E qui emerge il dettaglio più curioso dell’allestimento: uno spazio dedicato al tiramisù, una scelta che aggiunge un tocco personale a una configurazione altrimenti orientata alla funzionalità.
La proposta di Antonelli privilegia quindi la versatilità di un veicolo capace di accompagnare il proprietario per più giorni, senza rinunciare alle comodità essenziali. Una Grenadier pensata per esplorare, fermarsi e ripartire, con tutto il necessario a bordo.
La Grenadier di Russell: pronta per i percorsi più difficili
George Russell ha seguito una strada diversa, concentrandosi sulla capacità di affrontare itinerari impegnativi e sulla possibilità di trasportare in sicurezza tutto ciò che serve per le proprie attività. La sua Grenadier è equipaggiata con un kit di recupero, protezioni laterali e un paraurti rinforzato, soluzioni che rispondono alle esigenze di chi vuole avventurarsi su percorsi dove è importante poter contare su una dotazione adeguata.
Anche l’organizzazione degli spazi interni segue una logica precisa. Russell ha scelto un sistema di cassetti Gearmate, progettato per sistemare l’attrezzatura e mantenere il vano di carico ordinato. Tra gli elementi più particolari c’è uno scomparto specificamente dedicato alla racchetta e all’attrezzatura da padel, sport che trova così posto accanto alla passione per il fuoristrada.
Il risultato è un veicolo orientato alla praticità e alla robustezza, costruito per affrontare le difficoltà del terreno e passare, una volta terminato il viaggio, direttamente dal sentiero al campo da padel.
Una stessa base, infinite possibilità
Il progetto «Grit Stop» mette in evidenza uno degli aspetti centrali della INEOS Grenadier: la possibilità di personalizzare il veicolo senza snaturarne le caratteristiche fondamentali. Le due configurazioni mantengono infatti la stessa architettura e le medesime dotazioni tecniche di base, ma si differenziano per accessori, organizzazione degli spazi e destinazione d’uso.
Da una parte c’è la Grenadier di Antonelli, pensata per prolungare le soste nella natura e trasformare ogni destinazione in un possibile campeggio. Dall’altra quella di Russell, più orientata al recupero, alla protezione e al trasporto organizzato dell’attrezzatura.
Non si tratta soltanto di una scelta estetica. Portapacchi, tende, tendalini, protezioni e sistemi di stivaggio rispondono a esigenze concrete e modificano il modo in cui il veicolo viene utilizzato nella vita quotidiana e nel tempo libero.
L’iniziativa diventa così anche un invito rivolto ai potenziali proprietari: partire da una base comune e costruire un mezzo che rifletta le proprie abitudini, le proprie passioni e il proprio modo di vivere l’avventura. Perché, come dimostrano i due piloti Mercedes, anche quando il punto di partenza è identico, il risultato può essere molto diverso.