Testuggini invasive nel Lago di Ghirla, al via uno studio scientifico per contenerle

La Fondazione Lombardia per l'Ambiente e l'Autorità di Bacino Ceresio, Piano e Ghirla avviano un monitoraggio scientifico per censire le specie aliene e proteggere la biodiversità del lago

Generico 03 Aug 2026

Il Lago di Ghirla diventa terreno di uno studio scientifico sulle testuggini palustri invasive, primo passo verso un piano di contenimento delle specie aliene che minacciano la biodiversità lacustre. L’iniziativa nasce da un accordo tra la Fondazione Lombardia per l’Ambiente e l’Autorità di Bacino Lacuale Ceresio, Piano e Ghirla.

(Nella foto: il momento della firma dell’accordo. Da sinistra il direttore di Fondazione Lombardia per l’Ambiente Stefano Clerici e il presidente dell’autorità di bacino lacuale Ceresio, Piano e Ghirla Massimo Mastromarino)

Generico 03 Aug 2026

Lo studio

Lo studio si concentrerà sulla popolazione di testuggini della famiglia degli Emydidae, in particolare del genere Trachemys, arrivate in Italia attraverso il commercio di animali da compagnia e poi rilasciate in natura. Una prima fase prevede il monitoraggio dell’intero bacino con il metodo del Visual Encounter Survey (VES), tecnica di osservazione diretta che permetterà di censire gli esemplari lungo il perimetro del lago. I dati raccolti, georeferenziati, confluiranno in un database territoriale e nella banca dati dell’Osservatorio Regionale per la Biodiversità della Lombardia. Il monitoraggio servirà anche a verificare l’eventuale presenza della testuggine palustre europea (Emys orbicularis), specie autoctona tutelata dalla Direttiva Habitat. Sulla base dei risultati sarà poi predisposto uno studio di fattibilità per individuare le strategie di contenimento più efficaci, valutando le tecniche di cattura previste dal Piano nazionale di gestione della testuggine palustre americana, le esperienze di altri progetti europei e gli aspetti economici e organizzativi, nel rispetto della normativa e del benessere animale.

«Con questo accordo compiamo un passo concreto per comprendere l’entità di un fenomeno che interessa molti ecosistemi lacustri» spiega il presidente dell’Autorità di Bacino, Massimo Mastromarino, che definisce il Lago di Ghirla «un patrimonio naturalistico di grande valore» e indica nella ricerca il presupposto per «una strategia di gestione efficace delle specie invasive».

Perché quelle testuggini sono un problema

Le testuggini palustri americane – quelle che una volta si  vendevano, piccolissime, nei negozi di animali o nelle fiere – rappresentano ormai una presenza consolidata in numerosi laghi, fiumi e zone umide del nostro Paese, spesso causate dall’abbandono di chi le aveva vinte o comprate nel momento in cui diventavano adulte.

La loro diffusione però costituisce un rischio concreto per la biodiversità locale: sono longeve e competono con la testuggine palustre europea (Emys orbicularis) per il cibo, i siti di riproduzione e le aree di termoregolazione, alterando gli equilibri naturali degli ambienti acquatici.

Oltre alla competizione con le specie autoctone, queste testuggini possono predare anfibi, pesci e invertebrati e fungere da vettori di patogeni potenzialmente dannosi per la fauna locale. Per tali ragioni Trachemys scripta (Questo il suo nome scentifico) è inserita nell’elenco delle specie esotiche invasive di rilevanza unionale previsto dal Regolamento (UE) n. 1143/2014, che impone agli Stati membri attività di monitoraggio, controllo e gestione.

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