Giornata mondiale del canguro: sulle tracce dell’animale simbolo dell’Australia

Il 24 ottobre si celebra il World Kangaroo Day, la Giornata mondiale del canguro, un’occasione per conoscere meglio uno dei simboli più importanti dell’Australia, scoprire le origini della sua potente simbologia e tracciare una mappa dei luoghi più incantevoli in cui ammirarli in libertà.

Il canguro non è solo un animale estremamente interessante per la sua curiosa fisicità e il suo atletico modo di muoversi in natura, ma una presenza fondamentale negli ecosistemi del continente, un’icona nazionale e una figura profondamente radicata nelle culture delle First Nations. Un viaggio per indagare la sua figura può quindi trasformarsi in un’occasione per esplorare paesaggi straordinari, conoscere progetti di recupero della fauna e ascoltare storie che legano animali, persone e territorio da migliaia di generazioni.

Basta la sagoma di un canguro per evocare immediatamente l’Australia. La sua immagine compare persino nello stemma nazionale, accanto a quella dell’emù, e accompagna da tempo il Paese nella sua rappresentazione internazionale, dai marchi istituzionali ai souvenir. Il canguro è simbolo di una nazione che guarda sempre avanti e non è un caso: proprio per la conformazione delle potenti zampe posteriori e della lunga coda, per il canguro è impossibile camminare o saltare all’indietro, una caratteristica diventata metafora del progresso australiano.

Incontri selvaggi, dalle distese di sabbia all’infinito outback, passando per foreste e radure

Osservare un canguro muoversi liberamente nel paesaggio australiano è qualcosa di magico, e il primo incontro non si scorda mai. Basta sapere dove guardare: questi marsupiali popolano ambienti molto diversi, dalle spiagge lambite dall’oceano alle isole selvagge, dalle grandi pianure erbose alle foreste più fitte.

Sulle spiagge, uno degli scenari più spettacolari è quello di Lucky Bay, nel Cape Le Grand National Park, in Western Australia, dove la sabbia bianchissima e le acque turchesi fanno da sfondo alle famiglie di canguri che si riposano placidamente in uno scenario spettacolare. Sulla costa del New South Wales, invece, Pebbly Beach, nel Murramarang National Park, offre un’altra occasione per osservarli vicino al mare, mentre a Cape Hillsborough, in Queensland, sono soprattutto i wallaby, parenti più piccoli dei canguri, a farsi notare sulla spiaggia nelle prime ore del mattino e al tramonto.

Sulle isole, la protagonista non può che essere Kangaroo Island, al largo di Adelaide, nel South Australia: un nome che è già una promessa e un territorio ricco di fauna selvatica, dove i canguri si incontrano tra prati, vegetazione costiera e paesaggi affacciati sull’oceano. Anche Maria Island, in Tasmania, è una meta interessante per avvistarli: qui il canguro grigio orientale, il più grande marsupiale dell’isola, si muove tra praterie, boschi e radure.

Photo credit @ Tourism Australia

Nelle pianure e negli spazi aperti, i canguri trovano l’ambiente ideale per pascolare e spostarsi in gruppi più o meno numerosi. Nelle Flinders Ranges, in South Australia, si possono osservare tra le distese erbose e le spettacolari formazioni montuose, in un paesaggio che alterna gole, rilievi e ampi orizzonti. Anche nei dintorni di Canberra, gli Australian National Botanic Gardens e il Namadgi National Park offrono opportunità di avvistamento, soprattutto al mattino presto.

Qualunque sia lo scenario scelto, le ore più fresche, in particolare l’alba e il tramonto, sono spesso le più favorevoli per osservare questi animali. Occorre però ricordare che i canguri sono fauna selvatica e gli avvistamenti non sono mai garantiti: è importante mantenere le distanze, non offrire loro cibo e rispettare il loro habitat e il loro spazio.

Storie di cura, recupero e ritorno in natura

Il legame con i canguri passa anche attraverso il lavoro quotidiano di chi si prende cura degli esemplari feriti, malati o rimasti orfani. In tutta l’Australia, centri di recupero, santuari e ospedali veterinari dedicati alla fauna selvatica lavorano per offrire a questi animali una seconda possibilità.

Nei dintorni di Alice Springs, nel cuore del Red Centre, The Kangaroo Sanctuary è una realtà dedicata al recupero dei canguri, in particolare dei piccoli rimasti orfani. Qui Chris «Brolga» Barns e il suo team si prendono cura dei joey, accompagnandoli nella crescita e preparandoli, quando possibile, al ritorno in libertà. Il principio è quello di limitare la dipendenza dall’uomo, affinché possano recuperare gradualmente l’autonomia necessaria per vivere nel loro ambiente naturale.

Sulla Gold Coast, nel Queensland, il Currumbin Wildlife Hospital accoglie invece diverse specie di fauna australiana ferita o malata: dopo le cure veterinarie, gli animali che possono recuperare vengono preparati per essere restituiti al loro habitat. Anche sull’isola che porta il loro nome, il Kangaroo Island Wildlife Park, in South Australia, dispone di un centro di recupero per animali selvatici feriti e orfani, offrendo assistenza a esemplari che necessitano di cure.

Photo credit @ Tourism Australia

Il protagonista di una storia millenaria: il canguro nelle culture delle First Nations

Per le popolazioni aborigene australiane, il canguro custodisce un mondo di significati e una lunga storia di convivenza molto speciale. Il suo ruolo e la sua simbologia variano tra le diverse comunità e i rispettivi territori, ma si intrecciano in molti racconti ancestrali, cerimonie, forme d’arte, alimentazione e conoscenze tramandate di generazione in generazione.

Le figure dei canguri compaiono nelle pitture rupestri e in diverse forme d’arte tradizionale e contemporanea. In alcuni contesti, l’animale può essere associato a storie di creazione, relazioni spirituali con il territorio o sistemi di appartenenza e identità, anche attraverso il concetto di Totem.

Per secoli, inoltre, il canguro ha rappresentato una risorsa importante per il sostentamento delle comunità aborigene. Le sue tracce e le sue abitudini potevano offrire indicazioni preziose per leggere il paesaggio e comprendere la disponibilità di risorse naturali come acqua e cibo. Un sapere che testimonia un rapporto con l’ambiente fondato su osservazione, esperienza e profonda familiarità con il Country.

Photo credit @ Tourism Tropical Queensland

Sulle tracce del canguro con le guide aborigene

Per approfondire questo legame, le esperienze guidate da operatori delle First Nations offrono un modo diverso di interpretare un incontro con i canguri australiani, che diventano una parte fondamentale di un complesso sistema di conoscenze e storie legate al territorio.

Nel Queensland tropicale, Walkabout Cultural Adventures accompagna i visitatori nel territorio Kuku Yalanji, tra Port Douglas e Mossman Gorge. Durante le escursioni, le tracce e i comportamenti degli animali diventano indizi per interpretare l’ambiente e riconoscere le risorse presenti nel paesaggio.

Nella penisola di Cape York, Jarramali Rock Art Tours conduce invece alla scoperta delle gallerie di arte rupestre di Quinkan Country. Qui le raffigurazioni di canguri, emù, pesci e altre specie permettono di avvicinarsi alla vita e alle conoscenze delle comunità che hanno abitato questi territori.

Sull’isola di Minjerribah, al largo di Brisbane, Yura Tours propone esperienze condotte da guide Quandamooka, tra spiagge, vegetazione costiera e luoghi culturalmente significativi. I canguri possono essere avvistati nel loro ambiente naturale, mentre il racconto delle guide offre strumenti per comprendere il rapporto tra fauna, paesaggio e cultura.

Nel Tropical North Queensland, a circa mezz’ora da Cairns, Rainforestation Nature Park propone un’altra prospettiva sul rapporto tra cultura e fauna con la Pamagirri Aboriginal Experience. Nel suggestivo anfiteatro immerso nella foresta pluviale, le danze tradizionali raccontano anche il mondo animale, con un’interpretazione speciale. Durante lo spettacolo, i performer riproducono i versi di canguri e kookaburra attraverso il didgeridoo, invitando il pubblico a riconoscerli e a cimentarsi a sua volta nel tentativo di imitarli. Un’esperienza che avvicina alla fauna australiana attraverso i linguaggi, le tradizioni e le storie delle First Nations.

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