Gli alpinisti amputati Andrea Lanfri e Massimo Coda aprono una nuova via di arrampicata, "impresa" alle Cinque Torri

CORTINA D'AMPEZZO (BELLUNO) - Si chiama "inClouSivity" la nuova via di arrampicata, aperta sulle Cinque Torri da Andrea Lanfri e Massimo Coda. I due alpinisti hanno tracciato questo nuovo itinerario sulla Torre Romana: è lungo 110 metri, articolato in 5 tiri di corda, con una difficoltà tecnica massima 6b.
L'impresa si chiarisce nella sua portata se si considera che Lanfri e Coda sono due alpinisti amputati. Entrambi scalano utilizzando protesi. Lanfri ha perso entrambe le gambe e sette dita delle mani a causa di una meningite fulminante; Coda, dopo un grave incidente in montagna e anni di interventi chirurgici, ha scelto l'amputazione della gamba destra pur di tornare ad arrampicare.
Andrea Lanfri è stato il primo alpinista pluriamputato a salire l'Everest in autonomia; Massimo Coda è autore di importanti imprese sulle Alpi e in Africa. Scalano insieme da anni e hanno affrontato Marmolada, Gran Paradiso, Monte Bianco, Monviso, Kilimangiaro e Monte Kenya, dove hanno aperto la nuova via chiamata "Unagambaindue". In questa loro avventura sulle Dolomiti ampezzane i due atleti sono stati assistiti dalle Guide alpine di Cortina 360, dal gruppo Scoiattoli, dalla locale sezione del Club alpino italiano. Con loro c'erano Alessandro Menardi "Jesus", Massimo "Mox" Da Pozzo, Jairo Trimeloni per le riprese foto e video, Marina Pizziolo e Romano Ravasio, fondatori di Art4Life Movement.

Inclusione

Il senso di questa salita è che la montagna non viene semplificata. Viene resa possibile. La palestra naturale di arrampicata delle Cinque Torri si presta a queste attività, che puntano all'inclusione: il 10 luglio 2024, durante l'evento No barriers Dolomiti, i tre atleti disabili americani Erik Weihenmayer, Mark Wellman e Hugh Herr furono protagonisti di una scalata sulla Cima Ovest della Torre Grande, nell'area della Via delle Guide e Olga. Quest'anno è stato proposto il progetto "inClouSion", per una nuova idea di montagna accessibile, non separata, non semplificata, ma condivisa, con percorsi reali, replicabili e documentabili. Il significato del progetto non nasce come impresa sportiva isolata, ma come primo atto di un percorso più ampio: aprire vie alpinistiche e monotiri, dove persone con disabilità fisiche, sensoriali o cognitive possano scalare insieme agli altri, con il supporto di guide alpine specializzate e senza rinunciare all'autenticità dell'esperienza alpinistica.

Accesso alla montagna

C'è la volontà di creare un modello replicabile di accesso alla montagna per persone con disabilità fisiche, sensoriali o cognitive, attraverso il lavoro con alpinisti, guide, istituzioni e partner tecnici. Il progetto "inClouSion" nasce da un percorso iniziato nel luglio 2024, quando Art4Life Movement portò a Cortina la prima edizione europea di Trek 4 Mandela International, progetto nato in Sudafrica nel 2012 per iniziativa della Imbumba Foundation. In quell'occasione, 16 alpinisti raggiunsero la cima della Tofana di Rozes per sostenere Caring 4Girls, il programma che garantisce educazione e dignità a migliaia di ragazze africane. Nei mesi successivi, la bandiera di Trek4Mandela International raggiunse anche il Kilimangiaro e la vetta dello Shisha Pangma, a 8.027 metri, portata in cima da Mario Vielmo. Il percorso non si ferma: dopo l'apertura di questa via "inClousivity", Art4Life Movement avvierà la produzione di un cortometraggio documentario dedicato all'impresa, destinato alla distribuzione e alla presentazione in festival del settore. Proseguirà con nuove iniziative in montagna e con l'obiettivo di candidarsi agli Un Sdg Action Awards, il riconoscimento delle Nazioni Unite dedicato ai progetti capaci di accelerare il cambiamento verso un futuro più sostenibile, equo e inclusivo.

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