Gli anni sui banchi del Sigonio e la laurea honoris causa: "Ha formato tante generazioni"

Il conferimento della laurea honoris causa in Scienze della Formazione Primaria

Il conferimento della laurea honoris causa in Scienze della Formazione Primaria

Google

Ricevi le notizie de il Resto del Carlino su Google

Seguici

Prima di diventare il cantautore che avrebbe raccontato l’Italia in musica, Francesco Guccini fu uno studente dell’Istituto Magistrale Carlo Sigonio, dove si diplomò nel 1958. Eppure la maturità rimase per Guccini una fotografia sfocata: "È passato troppo tempo, non ricordo nulla", raccontava nel 2019. Più vivo era il ricordo delle difficoltà sui banchi, soprattutto con la matematica, e di un rapporto con la scuola fatto di regole e qualche insofferenza, gli stessi elementi che avrebbe poi trasformato in racconto nelle sue canzoni e nei suoi libri. E a raccontare oggi il suo passaggio tra quei banchi sono anche i documenti che erano custoditi nella vecchia sede della scuola, salvati dall’associazione ‘Amici del Sigonio’, fondata dalla professoressa Maurizia Camurani insieme ad alcune colleghe. Tra le pagine ingiallite degli annuari recuperati nella sede di via Saragozza compare infatti il suo nome, accanto a quello di Luciano Pavarotti: "Credo sia importante continuare a conservare la memoria del Sigonio e dei suoi materiali: raccontano la storia di una scuola che ha formato generazioni di modenesi e figure come Francesco Guccini e Luciano Pavarotti". Ma Maurizia Camurani ricorda anche un altro incontro tra Guccini e il Sigonio, che lo vedeva invece dall’altra parte della cattedra: nei primi anni duemila, infatti, il cantautore tornò nella sua vecchia scuola per incontrare gli studenti e raccontare la propria esperienza, il ricordo della professoressa è quello di "un’aula magna piena di ragazzi, venne accolto da una folla immensa di alunni del Sigonio". In quell’occasione Guccini rispose agli studenti con la consueta ironia. La preside Cristina Mirabella ha espresso il cordoglio dell’intera comunità scolastica: "Perdiamo una delle figure più autorevoli della cultura italiana".

Cordoglio anche di Unimore. "Se ne è andato un gigante della musica, al tempo stesso autoriale e popolare, del nostro Paese. Un cantautore e scrittore che con la voce, le sue parole e i suoi testi ha raccontato al mondo lo spirito dell’emilianità, a partire da quella Modena in cui ha avuto i suoi natali". Ricorda così sulla propria pagina Facebook l’università di Modena e Reggio Emilia il dottor Francesco Guccini, cui l’ateneo locale congiuntamente con l’Alma Mater Studiorum di Bologna, conferì la laurea honoris causa in Scienze della Formazione Primaria il 21 ottobre del 2002. C’è un legame profondo che ha unito sempre l’opera musicale e narrativa di questo autore alle città dove ha vissuto. "Alla sua nota veste di cantautore – si legge nella motivazione di conferimento del titolo di laurea – Francesco Guccini ha sempre abbinato un interesse profondo per gli aspetti e le forme della narrativa, della comunicazione e dei linguaggi, trovando un seguito straordinario e continuato presso tutti i giovani delle generazioni con cui è entrato in contatto. Pertanto, data l’efficacia e la rispondenza di queste sue multiformi capacità espressive, è lecito riconoscergli un ruolo di formatore extrascolastico". La consegna della pergamena e del tocco, in quella occasione avvenne nel Teatro reggiano della Cavallerizza, gremito fino all’inverosimile, dalle mani del professor Gian Carlo Pellacani, già rettore di Unimore, e del professor Pier Ugo Calzolari, già rettore Unibo. La data del conferimento non fu scelta a caso, perché il 2002 fu l’anno dei primi laureati del corso interateneo che venne avviato nel 1998 a Reggio Emilia. "Nei suoi testi e nelle sue musiche, nella sua personale interpretazione – disse Pellacani – ha trasmesso emozioni, sensazioni, ricordi, passioni che pochi altri sono riusciti a far percepire così efficacemente a chi si pone in ascolto". In quella circostanza il neolaureato Guccini fece una lectio dottissima sul dialetto di Pavana. Ma c’è chi ricorda soprattutto la parte non ufficiale, quella del pranzo, al vicino ristorante ’Al Pozzo’. "Qui – ricorda l’amico professor Alberto Melloni, da cui partì la proposta di avviare la richiesta di conferimento della laurea – si raccontò a tutti i presenti, poi quando le autorità accademiche se ne erano andate mia figlia andò a prendere a casa in via Crispi una chitarra e, alla fine, una cosa la suonò (Un vecchio e un bambino...)".

Martina Ghedini, Alberto Greco

© Riproduzione riservata