(di Luciano Fioramonti)
Il fotografo deve calpestare il suolo
della scena che vuole raccontare, essere testimone diretto dei
fatti. E' il filo che lega gli scatti dei quasi cento autori di
tutto il mondo che partecipano al Festival della Fotografia
Etica di Lodi, l' appuntamento con le storie, i conflitti, le
disuguaglianze, le emergenze sociali e ambientali documentate
in presa diretta. Tra le decine di mostre dell' edizione numero
17 che si apre oggi a spiccare è ''ICE - Broken Families'' di
Carol Guzy, sull' impatto emotivo e il trauma dei minori di
fronte alle deportazioni di massa negli Stati Uniti tra giugno e
dicembre 2025. Ma l' attualità irrompe anche nelle foto di
Deanne Fitzmaurice sulla vita di Saleh Khalaf, segnato per
sempre da un terribile incidente durante l'invasione dell'Iraq
nel 2003, di Aleksandra Kossowska che racconta la quotidianità
di bambini ciechi e ipovedenti di una scuola in Etiopia, mentre
Kristian Aale osserva la quotidianità russa dal 2022, segnata da
militarizzazione, isolamento e una guerra impossibile da
contestare apertamente, e Laetitia Vançon con 'Rebuilding faces,
lives and a sense of self' punta lo sguardo sulle ferite fisiche
e psicologiche con cui convivono i soldati ucraini.
''Per noi la fotografia è il racconto del reale - dice il
direttore artistico Alberto Prina -. La vera forza è farlo nel
modo più aderente, guardando in faccia i problemi. E' la
risposta più efficace in un tempo in cui la realtà è sempre più
difficile da vedere e capire tra immagini generate dall'
intelligenza artificiale, notizie costruite, un flusso continuo
che confonde ciò che è accaduto davvero con ciò che è stato
fabbricato. Distinguere il vero dal verosimile non è mai stato
così difficile''. Da qui nasce l' esigenza di definire
necessarie le foto ''di chi ha scelto di andare e di restare,
spesso a proprio rischio, laddove le cose accadono''. Il
Festival, spiegano i promotori, chiede una cosa semplice e
insieme controcorrente: dedicare almeno una giornata a osservare
il mondo reale, con lentezza e con attenzione. ''Le crisi a cui
ci troviamo di fronte sono sempre più grandi e non si risolvono
con risposte rapide. Servono consapevolezza, tempo, pensiero.
Solo così possiamo sperare di rallentarne l'impatto e, forse, di
cambiarne il corso''.
Fulcro della kermesse si conferma il World Report Award -
Documenting Humanity, riconoscimento prestigioso nell'ambito del
fotogiornalismo e della fotografia documentaria assegnato da una
giuria internazionale. Accanto alla vincitrice Carol Guzy, tra i
reporter premiati figurano Chinky Shukla sulla resistenza delle
comunità del Rajasthan legate ai test nucleari indiani, Carlos
Folgoso Sueiro sul declino ambientale della Galizia, Abdulmonam
Eassa per gli scatti sulla guerra civile in Sudan esplosa nel
2023, e Mashruk Ahmed, sull'insurrezione studentesca del 2024
in Bangladesh. Lo Spazio Nonprofit è dedicato alle denuncia
delle organizzazioni non governative internazionali sul tema dei
rifugiati, dei ragazzi con sindrome di Down attori di un
musical, delle scuole trasferite nei rifugi antiaerei nelle zone
di guerra, o dei migranti soccorsi in mare. Nella sezione 'Le
vite degli altri' particolare interesse suscitano gli scatti di
Amy Gaskin che ripercorre l'eredità culturale e sociale di
Marilyn Monroe, in un corto circuito che vede l' attrice simbolo
dello show business diventare una icona anti-sistema. ''Il
Festival della Fotografia Etica - ricorda Prina - esiste perché
38 anni fa Jean-François Leroy, il nostro padre spirituale morto
lo scorso 31 agosto, è riuscito a fare qualcosa di unico e
straordinario per il fotogiornalismo con il suo Festival 'Visa
pour l' image'' ed ha ispirato molti di noi. Portiamo avanti la
sua eredità di essere al fianco di chi è in prima linea per
testimoniare''. Anche per il successo crescente delle ultime
edizioni - l' anno scorso +37 per cento di visitatori con 30
mila paganti - tre nuovi luoghi della città accolgono il
festival: l'ex Linificio, futuro Museo Civico di Lodi, il Museo
Diocesano, appena aperto, e il convento di Santa Chiara Nuova.
Sono state anche ritoccate le tariffe dei biglietti con
agevolazioni per le famiglie (ingresso gratis per i figli
minorenni) a previsti abbonamenti a 21 euro nelle quattro
settimane del festival.
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