Guardiola dice no: la panchina dell’Italia è destinata a Pirlo  - L'Unione Sarda.it

Nazionale.

25 luglio 2026 alle 00:39

Juventus' coach Andrea Pirlo at the end of the Italian Serie A soccer match Bologna FC vs Juventus FC at Renato Dall'Ara stadium in Bologna, Italy, 23 May 2021. ANSA /ELISABETTA BARACCHI

Juventus' coach Andrea Pirlo at the end of the Italian Serie A soccer match Bologna FC vs Juventus FC at Renato Dall'Ara stadium in Bologna, Italy, 23 May 2021. ANSA /ELISABETTA BARACCHI

Juventus' coach Andrea Pirlo at the end of the Italian Serie A soccer match Bologna FC vs Juventus FC at Renato Dall'Ara stadium in Bologna, Italy, 23 May 2021. ANSA /ELISABETTA BARACCHI

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Pep Guardiola ha detto no. Mentre il sogno cullato da mesi di portare il grande tecnico catalano sulla panchina dell’Italia è rimasto tale, la realtà ha il nome di Andrea Pirlo: per l’ex campione azzurro, indicato da settimane come il favorito prima che si accendesse la suggestione Pep, ora sarebbe arrivata la fumata bianca.

Pronto un accordo scontato per un quadriennale (le cifre che circolano parlano di 1,5 milioni a stagione) per arrivare almeno ai Mondiali del 2030, dove dopo tre edizioni fallite l’Italia non può più mancare.

Il progetto

In Figc per ora non sono previsti annunci ufficiali, ma certo c’era la volontà chiudere in tempi rapidi il discorso ct. Il 28 luglio previsto un consiglio federale, che potrebbe essere un passaggio formale per la nomina di Pirlo. Che, però, deve prima risolvere il contratto che lo lega allo United di Dubai.

Sarà a disposizione di un progetto a lungo termine (8-10 anni), così come concepito dal direttore tecnico Paolo Maldini e dall’advisor Leonardo, che fallita la missione per convincere l’allenatore top di gamma, hanno dovuto riprendere in mano la lista in cui da sempre troneggiava l’ex regista.

Risposta negativa

Il no di Guardiola è arrivato dopo qualche giorno di riflessione dal blitz a Barcellona dei due nuovi dirigenti federali: una pausa letta da molti in maniera positiva. Rafforzata anche dai toni se non trionfalistici ma possibilisti usati da Maldini alla sua uscita ufficiale da dt nel corso dell’assemblea di Lega di Serie A. «C’è una certa fretta ma non troppa, aspettiamo chi davvero vogliamo», aveva detto.

L’ex City, pur “lusingato” della proposta e anche molto tentato, complice l’amore per l’Italia Paese e le sfide folli, ha fatto prevalere la scelta già fatta quando ha detto addio a Manchester dopo 10 anni per stare con la moglie, Cristina Serra, i tre figli e il papà 95enne. «Non me la sento», il messaggio fatto arrivare.

Gli scenari

Certo la tempistica tra le dichiarazioni in Lega e il rifiuto arrivato a stretto giro potrebbe non essere piaciuta al presidente Figc, Giovanni Malagò. Ora tutti i giorni sono buoni per annunciare il ct che a settembre affronterà i primi impegni in Nations League.

Pirlo piace a Maldini, anche in virtù del progetto di lunga durata, mentre Antonio Conte e Roberto Mancini non sono mai stati approfonditi più di tanto. L’ex regista non ha un curriculum stellare da tecnico, ma ora è pronto a prendersi la panchina dell’Italia.

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