Guida alla 9ª giornata di Serie B. Pisa-Palermo, il match clou. La Samp va ad Ascoli

TORINO - La B torna subito in campo, la 9ª giornata si gioca in infrasettimanale, partite serali tra martedì e mercoledì con fischio d’inizio alle 19 e alle 20. In seconda serie c’è poca abitudine a giocare ogni tre giorni, dunque attenzione alle sorprese. Guida alle dieci partite che compongono il turno

Benevento-Catanzaro, martedì ore 19

Dopo un avvio di stagione stentato (si doveva pagare il dazio della neopromossa), il Benevento di Floro Flores vola che è una meraviglia: sabato prova di forza ad Arezzo (0-3), prima c’era stato il 2-2 interno col Vicenza ma prima ancora i successi su Cesena (2-0), Carrarese (0-1) e Verona (3-1): con una continuità così, si può andare molto lontano e a Benevento già si sa come andare in A, lasciata per l’ultima volta nel 2021. E l’occasione è ghiotta, arriva il Catanzaro ultimo, reduce dall’umiliante 1-6 subito dall’Ascoli che ha portato all’esonero di Gorgone a fine partita, ingaggiato fino al 2028 Michele Mignani, ex tecnico di Cesena, Palermo e Bari, dove aveva lavorato con l’attuale ds del calabresi, Ciro Polito, sfiorando la A. Ma comunque, sembrano passati anni da quella squadra (perlopiù saccheggiata al mercato estivo dalle big del calcio italiano) che a giugno aveva sfiorato la A, arrendendosi (con qualche rimpianto), in finale playoff col Monza. Però, quando s’incassano circa 30 milioni dalle cessioni di Cisse, Liberali, Favasuli (per citare le plusvalenze maggiori), c’erano le risorse e il dovere di fare una squadra più competitiva. Anche se questo Catanzaro non vale l’attuale ultimo posto

Ascoli-Sampdoria, martedì ore 20

Sfida parecchio intrigante. Da una parte l’Ascoli di Tomei, a sorpresa al 4° posto (migliore delle 4 squadre provenienti dalla C), reduce dal pazzesco 6-1 inflitto al Catanzaro al Ceravolo. I calabresi avranno avuto i loro problemi, certo. Ma che partita dei marchigiani, davvero implacabili. Però nell’ultima partita interna, contro l’Empoli, hanno rischiato di perdere (ed erano passati in svantaggio anche con la Carrarese, ed era ancora quella di Cioffi, fu il suo unico punto), dunque al Del Duca, se si hanno ambizioni, si può fare meglio. Ma attenzione alla Samp, perché potrebbe aver iniziato un nuovo campionato con lo sbarco di Luca D’Angelo al posto di Bernardo Corradi. Appena due giorni di allenamenti ed è tutta un’altra squadra. Che va a Bolzano (dove i liguri avevano sempre perso), gioca una partita positiva ma subisce il pari su rigore al 95’. Ma la prestazione c’è stata tutta. E non solo perché l’ex tecnico di Pisa e Spezia ha finalmente proposto il giovane Krastev in porta al posto dell’impresentabile Vindahl. Ma perché ora la squadra inizia ad avere spessore, il marchio di fabbrica di D’Angelo. E c’è tutto il tempo per raddrizzare la stagione

Cesena-Empoli, martedì ore 20

Sarà già un importante scontro salvezza. Il Cesena di Alino Diamanti si sta sgonfiando, certo, il 3-0 subito sabato a Modena nasce dalla stupida espulsione di Fiori al 5’ ma la squadra s’è arresa troppo in fretta, come se già pensasse a questa partita-chiave. Ma anche all’Empoli s’inizia a respirare un’aria pesante. Dopo l’esonero di Pagliuca (che ora fa faville alla Carrarese) con Andreoletti è arrivato un solo punto in tre gare (il buon 1-1 di Ascoli), pesa soprattutto il ko di venerdì in casa contro il Vicenza (0-2) che non vinceva dal 1° turno, ad agosto. Insomma, il decollo non c’è è la classifica inizia a far paura, le condizioni per ripetere lo scorso sofferto campionato sembrano esserci tutte e l’incertezza sul futuro societario - con la famiglia Corsi che potrebbe uscire di scena dopo 35 anni - non aiuta.

Entella-Avellino, martedì ore 20

Provaci ancora, Entella. I chiavaresi di Chiappella vengono dal ko interno con la rivelazione Mantova che ha chiuso una serie positiva di 5 gare (con 9 punti) ma non hanno ancora vinto in casa, l’esatto contrario della passata annata quando i diavoletti liguri erano la Cenerentola delle trasferte, stavolta il campionato vero lo stanno facendo fuori casa. Ottimo, per carità, ma se non si raccatta qualcosa di buono dal Sannazzari, sarà dura mantenere la B. Molto dipenderà da che Avellino sarà, un po’ troppo altalenante, finora, la squadra di Nesta che comunque ha tutti i mezzi per mantenere l’attuale zona playoff. Però, quasi battere il Palermo e poi perdere in casa dal Padova (0-1, sabato), 3-1 ad Ascoli (con una ripresa da dimenticare) per non parlare dell’1-2 subito all’esordio dall’Arezzo… Montagne russe che portano rimpianti e qualche preoccupazione.

Mantova-Cremonese, martedì ore 20

Giù il cappello per il Mantova di Francesco Modesto che sta facendo il campionato che avrebbe dovuto fare la Cremonese, a guardare le potenzialità della squadra. I lombardi hanno assorbito al maglio il ko col Palermo di due turni fa, uno 0-2 pure frutto di qualche regalo di troppo e di un arbitraggio penalizzante. Ma poi, sabato è arrivata la vittoria sull’Entella a Chiavari e la corazzata siciliana resta sempre nel mirino. E ora, l’esame di maturità in un bel derby. A inizio stagione la Cremonese era considerata la terza forza della B dopo Palermo e Verona ma sta steccando. Prima la falsa partenza con Giampaolo in panchina (due turni, due ko, ed esonero). Poi l’arrivo di Pecchia che dopo la vittoria all’esordio, ha raccolto prima tre pari e adesso due sconfitte, la prima a Pisa (3-1) e sabato in casa dalla Juve Stabia (0-1). Grigiorossi terzultimi, cioé in zona retrocessione diretta: serve la sveglia prima che sia troppo tardi e il cavalier Arvedi ha provato a darla in un colloquio coi senatori della Serie A che stanno - tutti - parecchio deludendo. Significativo che, quando la Samp ha provato ad ingaggiare Giampaolo, la Cremonese abbia opposto qualche resistenza alla rescissione del contratto (poi i liguri hanno virato su D’Angelo): Arvedi, che stima molto Giampaolo, medita di richiamarlo? Qualcosa del genere successe anche due anni fa con Stroppa, richiamato dopo un interregno di Corini. E poi fu Serie A.

Padova-Sudtirol, martedì ore 20

Sabato, con la vittoria di Avellino (0-1) il Padova ha chiuso una serie negativa di tre sconfitte di fila che avevano portato l’allenatore Calabro a un passo dall’esonero. I veneti sono sbocciati? La classifica dice gli ambiziosi obiettivi d’inizio stagione sono ancora alla portata, anche perché il valore della rosa c’è tutto. Ma servono conferme e all’Euganeo sbarcherà un Sudtirol che non vince da tre partite, in netta flessione dopo un promettente avvio di stagione. Sabato, al Druso di Bolzano, hanno pescato il jolly al 95’ pareggiando su rigore con la Samp, prima ne avevano prese tre in casa Juve Stabia e prima ancora sciapo 0-0 interno con l’Ascoli. Possanzini resta in zona playoff e comunque ha impostato un campionato molto diverso da quello passato, quando gli altoatesini si salvarono ai playout. Ma o si cambia andazzo, o è un attimo ritornare nelle zone calde della classifica.

Vicenza-Modena, martedì ore 20

Bell’esame per il Vicenza, ringalluzzito dal bel colpo di venerdì a Empoli, seconda vittoria in campionato per Gallo che aveva vinto solo al debutto (3-2 al Catanzaro). Ora bisogna dare continuità per sistemare la classifica e contro il Modena di questi tempi, non sarà semplice anche se la squadra di Galloppa nell’ultima trasferta ha perso a sorpresa a Carrara (2-1) ma nello scorso turno ha demolito il Cesena (3-0, doppietta del Gallo Belotti), partita spianata dall’inferiorità numerica dei romagnoli, già al 5’, risultato che ha confermato i canarini al 3° posto. Resisteranno in alta quota? Il test è probante perché per il Vicenza potrebbe essere finita la nuttata, il campo potrebbe dire che non ci sono 7 punti di differenza tra le due squadre, ma di meno.

Pisa-Palermo, mercoledì ore 19

La partitona del turno, con Inzaghi che torna all’Arena Garibaldi e chissà come lo accoglieranno i tifosi toscani: due anni fa li portò a sorpresa in A (il più eclatante risultato della sua carriera) ma poi la sua separazione da Pisa non fu vissuta benissimo. Per il Palermo di Inzaghi sarà il primo vero test importante, utile a verificare se fuori casa non si ripeteranno certi errori della passata stagione. E il Pisa di Bianco va guardato con attenzione. Da Verona è tornato con un ottimo pari, la miglior prova stagionale per il tecnico, dovessero battere il Palermo - e i mezzi ci sono - diventerebbero a tutti gli effetti una seria candidata alla A, anche diretta. Poi per carità, la corazzata di Inzaghi è di un altro pianeta, 22 punti su 24, miglior attacco (18 gol segnati) e miglior differenza reti (+10), perché Inzaghi ha abbracciato un calcio propositivo che raramente aveva proposto in carriera. Ma quasi tutte le vittorie dei rosanero sono state sofferte e lo 0-2 di Mantova, nell’ultima trasferta, è maturato con un aiutone arbitrale (Bari doveva essere espulso già al 21’) e per certi regali dei lombardi che meritavano di più. Perché in trasferta, visto anche l’organico superiore a tutte le altre squadre, e di molto, si può e si deve fare meglio. ma questo Palermo è anche fortunato: la vittoria sulla Carrarese dell’ultimo turno, è arrivata nel finale con tanta buona sorte, gli apuani sono usciti a testa altissima da una partita che appariva dal pronostico chiuso. Il Pisa di Bianco, oltretutto, dopo il tonfo con l’Entella (1-4), ha cambiato marcia e sta tenendo un passo da promozione diretta (8 punti nelle ultime 4 gare), con prestazioni sempre molto positive, l’unica delle tre squadre provenienti dalla A che sembra avere le carte in regola per tornarci subito. 

Carrarese-Arezzo, mercoledì ore 20

Derby toscano e cruciale scontro salvezza. La Carrarese da tre giornate è guidata da Pagliuca che ha raccolto la squadra ultima con un punto e l’ha trasformata: vittorie a Padova (0-2) e sul Modena (2-1) nello scorso turno un figurone in casa del Palermo (dove è quasi impossibile fare punti): onorevolissimo ko per 2-1, la corazzata di Inzaghi ha dovuto sudare assai e l’ha vinta solo nel finale, ma che figurone gli apuani: vuoi vedere che Pagliuca replica i successi del biennio con Calabro (ora al Padova) che conseguì a sorpresa due salvezze in scioltezza? Ma per ora l’importante è dimostrare che questa squadra, profondamente rinnovata, ha i mezzi per salvarsi. L’Arezzo di Bucchi, dopo la storica vittoria a Marassi sulla Samp (1-2) è stato travolto in casa dal Benevento (0-3): meglio mettere da parte i sogni di gloria e pensare solo a mantenere la categoria. Ma può uscirne comunque un bel derby.

Juve Stabia-Verona, mercoledì ore 20

La  Juve Stabia continua a stupire: tra guai societari e -4 di penalizzazione, il rischio di disunirsi c’era tutto. E invece i campani di De Giorgio vengono da 5 risultati utili di fila con 9 punti raccolti. La classifica dice che il margine sui playout è di un solo punto ma sul campo le Vespe hanno fatto 12 punti, senza penalizzazioni sarebbero in zona playoff, davanti all’Avellino ottavo. Il Verona di Baroni continua a deludere: non vince da tre gare, nelle quali ha fatto solo due punti. Più in generale, quasi mai ha convinto, nonostante a inizio stagione fosse considerato secondo solo al Palermo, l’attuale 11° posto dice tutto e non ci sono alibi. O si cambia musica o si rischia grosso. Anche a Castellammare, perché l’attuale Juve Stabia può fare molto male a questa Hellas con ben poca identità.