Guidava il camion da 28 anni: guarda come è diventato il suo volto

E’ possibile che solo una parte del nostro viso possa essere maggiormente danneggiato dal sole? A quanto pare sì, uno studio ci dimostra infatti come esposizioni prolungate possano lentamente modificare alcune aree della pelle maggiormente soggette a radiazioni ultraviolette.

Ci troviamo nel pieno dell’estate e, quando si parla di esposizione ai raggi solari, si fa spesso riferimento alle lunghe giornate trascorse al mare o a chi, per motivi di lavoro, è costretto a rimanere sotto il sole per lunghe e interminabili ore.

Tuttavia, non si parla molto dell’esposizione indiretta, mediata ad esempio dal vetro di un finestrino come accade a camionisti, autisti, corrieri o a tutte quelle persone che trascorrono gran parte della giornata all’interno di un veicolo. Ecco perché la vicenda raccontata nell’articolo pubblicato sul New England Journal of Medicine, dovrebbe realmente farci riflettere.

I danni del sole attraverso il finestrino

Il protagonista è in questo caso un uomo di 69 anni che ha trascorso ben 28 anni della sua vita lavorativa al volante di un camion, sottoposto quotidianamente ai raggi solari attraverso il finestrino del veicolo. I risultati? Potete osservarli nelle incredibili ed emblematiche immagini presenti al seguente link.

L’uomo ha infatti manifestato ciò che è stato definito come “graduale ispessimento e formazione di rughe”. I cambiamenti solo sul lato sinistro del volto non hanno portato a sintomi evidenti, tuttavia, nel corso degli anni le differenze fra i due lati del viso divenivano sempre più evidenti a occhio nudo.

Ispessimento cutaneo, comedoni aperti (accumuli di sebo e cellule che ostruiscono i pori), piccoli noduli e rughe pronunciate sono solo alcune delle caratteristiche presenti sulla parte sinistra del volto dell’uomo. La diagnosi è stata quella di dermatoeliosi unilaterale. Si tratta di una forma cronica di danno cutaneo causata, per l’appunto, da una esposizione prolungata alle radiazioni ultraviolette. Si parla dunque di fotoinvecchiamento.

Raggi UVA e UVB: cosa succede alla pelle

Ma cosa contiene la luce solare, tanto amata dalle persone? Al suo interno sono presenti diverse radiazioni, tra cui i celebri raggi UVB che agiscono principalmente sulla superficie cutanea provocando arrossamenti e scottature.

Vi sono anche i raggi UVA che, a differenza dei primi, attraversano facilmente i vetri delle finestre, penetrando più in profondità nell’epidermide e negli strati superiori del derma. Sono proprio questi a favorire e velocizzare l’invecchiamento della pelle, rendendola meno elastica ma più ruvida e rugosa. L’esempio lampante arriva dalla fotografia dell’uomo, nella quale gli effetti dell’esposizione solare prolungata risultano immediatamente tangibili.

Attualmente dal referto non si evidenziano lesioni tumorali sulla pelle dell’autista; ciononostante, i medici hanno consigliato protezione solare, retinoidi topici al fine di migliorare alcuni segni della pelle e controlli periodici.

Prevenzione e consapevolezza

Si tratta di una vicenda che pone una riflessione su quella che è l’esposizione professionale anche per i soggetti che trascorrono intere giornate all’interno dei veicoli. Tutto ciò ci ricorda quanto la prevenzione rispettando le regole contro i raggi UV e il caldo, oltre che una corretta informazione, siano fondamentali anche in contesti spesso fin troppo sottovalutati.

Rimanendo (sfortunatamente) in tema, avete già scoperto le temperature folli raggiunte in Sardegna pochi giorni fa? Sicuramente si tratta di un’estate particolarmente… rovente.

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