Con il Canada femminile, il tecnico modenese vince i campionati NorCeca e centra la qualificazione per Los Angeles

Il tecnico Giovanni Guidetti centra la sua quinta Olimpiade con cinque nazionali diverse: in precedenza Italia, Olanda, Turchia e Serbia

Ricevi le notizie de il Resto del Carlino su Google
Sarà la quinta Olimpiade personale con cinque casacche diverse. Giovanni Guidetti è riuscito nell’ennesima impresa personale, questa volta riuscendo a qualificare il suo Canada femminile ai Giochi di Los Angeles 2028 (con due anni di anticipo), come non accadeva alle nordamericane da oltre trent’anni, Atlanta 1996. Il successo per 3-1 sulla Repubblica Dominicana ha quindi regalato a Guidetti la quinta rassegna a cinque cerchi dopo Sydney 2000 con l’Italia, Rio 2016 e un incredibile quarto posto con l’Olanda, Tokyo 2020 con la Turchia e Parigi 2024 con la Serbia.
"Non potevo chiedere niente di più a questa stagione – le parole di Guidetti, raggiunto a Santo Domingo appena conclusosi il match con le domenicane – anche perché ci eravamo preposti due obiettivi ambiziosi".
Quali?
"Il primo centrare la Final Eight di Vnl e il secondo qualificarci per Los Angeles. Le ragazze sono riuscite a centrarli entrambi".
In mezzo avete vinto anche il NorCeca, il campionato continentale?
"Sì, ma per noi l’obiettivo primario era la qualificazione olimpica. In mezzo ‘ci è capitato’ anche di vincere i NorCeca".
Qualificazione arrivata dopo un match tirato con la Repubblica Dominicana?
"Devo fare i complimenti alle nostra avversarie che a tratti sono state infermabili. Siamo andati in difficoltà nel secondo e nel terzo set, ma il mio Canada ha continuato a credere in se stesso, le giocatrici sono state perfette nel non perdere mai la fiducia. Hanno meritato questo traguardo".
E sono apparse felicissime...
"Felicissime loro e felicissimo io. Lo sport ci dà dei momenti incredibili: ieri le ragazze piangevano a dirotto di gioia. Volevano l’Olimpiade a tutti i costi, a Parigi l’avevano mancata per un soffio".
Ha scommesso sul Canada proprio per questo?
"Credevo fortemente che queste ragazze potessero qualificarsi, quindi la scelta di fare il ct in Canada è dipesa anche da questo. Ora abbiamo due anni per lavorare e prepararci".
In via Cadiane hanno tifato per lei?
"Come sempre: mio papà Adriano e mio zio Gian Paolo guardavano tutte le partite in differita e poi mi leggevo il solito papiro di messaggi con consigli e altro. Mi ha chiamato addirittura John Barrett, Il campione canadese, ex Zinella. Voleva farmi i complimenti, abbiamo anche ricordato quella volta che io e Filippo Sgarbi lo battemmo a beach volley".
Ora festeggiamenti?
"Certo, ripasserò da Modena per brindare a tortellini e champagne".
Alessandro Trebbi
© Riproduzione riservata