F1 | Hakkinen ricorda Adelaide: "Pensai 'Oh m**da'. Poi qualcuno spense la luce"

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Mika Hakkinen ha ricordato il terribile incidente di Adelaide nel 1995: il tempestivo intervento dei soccorsi gli salvò la vita

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Hakkinen incidente Adelaide 1995

Pubblicato il 9 Agosto 2026 ore 08:00

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Hakkinen ricorda Adelaide

L’incidente di Mika Hakkinen ad Adelaide è ancora oggi uno dei momenti iconici nella F1 degli anni Novanta. Il Circus era sconvolto dalle recenti morti di Ayrton Senna e Roland Ratzenberger nel tragico weekend di Imola, ma seppe reagire con misure pratiche, le quali avviarono un percorso che migliorò sensibilmente la sicurezza dei piloti nel giro di pochi anni. Almeno fino al 1995, però, la F1 continuò a essere uno sport pericolosissimo.

Quando il finlandese, durante le qualifiche del Gran Premio d’Australia del 10 novembre 1995, perse il controllo della McLaren a causa dello scoppio di uno pneumatico, sbatté violentemente contro le barriere in prossimità della Brewery Bend. Hakkinen riportò una frattura alla base del cranio e un’emorragia interna; quando il responsabile medico della F1 Sid Watkins arrivò sul punto dell’incidente, il pilota non respirava: l’organizzazione dei soccorsi fu perfetta e velocissima, e molto probabilmente salvò la vita al due volte campione del mondo. La squadra di Watkins gli praticò una tracheotomia d’urgenza direttamente a bordo pista, prima del trasferimento nel vicinissimo ospedale, dove restò per quasi due mesi. Dopo mesi di delicatissima riabilitazione, il finlandese riuscì a recuperare completamente e a tornare al volante già nel 1996, sorprendendo il mondo della Formula 1 per la velocità del suo recupero. Lo stesso Hakkinen ha ricordato quei momenti in una recente intervista.

Le parole di Hakkinen su Adelaide

Quando ho colpito quel cordolo enorme in uscita dalla curva, la macchina è schizzata in aria, in quel momento ho capito che sarebbe stato un brutto impatto“, questo il commento di Hakkinen al podcast Up to Speed. “Quando ho provato a muovere le mani e le gambe, non c’era verso. E ho pensato: ‘Oh m**da‘. Poi è arrivato il tizio davanti a me e mi ha detto di rilassarmi e di non fare nulla. Poi qualcuno ha spento le luci“.

La prima persona che ho visto è stata Lisa Dennis, mi sembrava di essere in paradiso. Poi ho visto anche Ron Dennis e ho capito che quello non era il paradiso“, ha aggiunto ridendo. “Credo che le decisioni dopo quell’incidente siano tra le più difficili. Si potrebbe facilmente dire di dimenticarsi delle corse, le domande ti frullano in testa di continuo. Non so se c’entri qualcosa con la giovinezza, con l’ego o con la voglia di dimostrare di potercela fare, ma sono tornato. Non è stato facile, perché devi fare in modo che la tua mente non pensi alla paura dell’incidente“.

Quello schianto segnò profondamente la carriera di Hakkinen, ma non ne cambiò il destino. Nella seconda metà di 1996 il finlandese salì stabilmente sul podio, e nel 1997 arrivò la prima vittoria, seppur sotto forma di regalo di Jacques Villeneuve a Jerez de la Frontera. Nel 1998 e nel 1999 la meritatissima consacrazione con i due titoli mondiali.