I luoghi del cuore di Francesco Guccini

È morto a Pàvana, il suo luogo del cuore. Il piccolo borgo dell'Appennino tosco-emiliano dove aveva trascorso gli anni della guerra era il luogo che Francesco Guccini aveva scelto per vivere negli ultimi anni della sua vita.

Non è un dettaglio biografico, ma il punto da cui partire per raccontare la geografia del cantautore. Perché i suoi luoghi del cuore non sono mai stati solo sfondi: erano protagonisti delle sue canzoni, hanno plasmato il suo immaginario e accompagnato tutta la sua carriera.

Francesco Guccini a pavana nel 1981

Francesco Guccini a pavana nel 1981

Mondadori Portfolio/Getty Images

Pàvana, il paese dove tutto è cominciato

Nato a Modena nel 1940, durante la Seconda guerra mondiale Guccini si trasferì con la famiglia a Pàvana, oggi frazione del comune di Sambuca Pistoiese, sull'Appennino tra Toscana ed Emilia-Romagna. Un paese di poche centinaia di abitanti attraversato dal torrente Limentra, circondato da boschi di castagni e sentieri, rimasto per Guccini il luogo delle radici.

Qui trascorse l'infanzia e qui nacque il suo legame con una montagna che sarebbe rimasta il centro della sua poetica. «Il bosco, il fiume», ricordava parlando di quei primi anni, spiegando come proprio quel paesaggio avesse formato il suo modo di guardare il mondo. In un'intervista disse anche: «L'ho sempre detto: se guardi la congerie dei cantautori di allora… io sono l'unico che non viene dalla città».

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Dopo il ritorno a Modena nel Dopoguerra non smise mai di frequentare Pàvana, che negli anni divenne il suo rifugio e, infine, il luogo dove ha scelto di vivere lontano dai riflettori.

Modena e Bologna

È a Modena che Guccini nasce e torna dopo la guerra. Qui studia, inizia a scrivere, lavora come giornalista e muove i primi passi nel mondo della musica. Ma è Bologna la città della consacrazione artistica. Negli anni Sessanta Guccini si trasferisce sotto le Due Torri, frequenta l'Università e diventa uno dei protagonisti della vivace scena culturale cittadina.

Tra i luoghi più legati al suo nome c'è l'Osteria delle Dame, storico ritrovo di musicisti, studenti e intellettuali, dove per anni ha suonato, cantato e incontrato amici e colleghi e dove oggi c'è una targa a lui intitolata. Ma c'è anche l'Osteria Da Vito, nel quartiere Cirenaica, altro indirizzo simbolo della Bologna bohémien raccontata nelle sue canzoni.

BOLOGNA ITALY  OCTOBER 27  Italian musician and author Francesco Guccini unveils his latest record L'Osteria delle Dame...

BOLOGNA, ITALY - OCTOBER 27: Italian musician and author Francesco Guccini unveils his latest record "L'Osteria delle Dame" at Osteria delle Dame on October 27, 2017 in Bologna, Italy. (Photo by Mario Carlini - Iguana Press/Getty Images)Mario Carlini - Iguana Press/Getty Images

A Bologna Guccini viveva in via Paolo Fabbri 43, che diede il titolo all'album pubblicato nel 1976. Ancora oggi la via conserva un legame speciale con il cantautore, con murales e scritte che ricordano alcuni dei suoi versi.

La Via Emilia, il filo che unisce la sua geografia

L'antica strada romana attraversa tutta l'Emilia ai piedi dell'Appennino, collegando città e paesi che ricorrono spesso nell'universo di Guccini. Nella sua opera, fatta di canzoni ma anche di libri (perché lo scrittore era il lavoro che sognava di fare da grande), la Via Emilia non è solo una strada, ma un filo che tiene insieme tre paesaggi inseparabili della sua poetica: la pianura, la provincia e la montagna.

L'Appennino che non ha mai smesso di difendere

L'Appennino è stato il luogo con cui Francesco Guccini ha mantenuto un rapporto costante per tutta la vita. Non solo Pàvana, ma anche Porretta Terme e i piccoli paesi tra Emilia e Toscana, che ha sostenuto anche pubblicamente, schierandosi negli anni a favore del recupero degli antichi stabilimenti termali di Porretta (sostenendo anche la sua candidatura a uno dei Luoghi del Cuore FAI).

Per ripercorrere le tracce geografiche di Guccini Marco Finazzi e Daria Addabbo hanno pubblicato il libro fotografico Un altro giorno è andato, nato da oltre dieci anni di ricerca sui luoghi citati nelle sue canzoni e iniziato proprio dalla Via Emilia. Le fotografie, accompagnate da brevi citazioni dei testi, raccontano borghi, strade, argini, paesaggi e scorci reali che hanno ispirato il cantautore, trasformando il suo immaginario in un atlante da sfogliare.