I veri esperimenti sui trapianti di testa che ispirarono una storia di X-Files

Nel 1970, il neurochirurgo americano Robert White staccò la testa di una scimmia rhesus e la ricollegò al corpo di un'altra. L'animale sopravvisse poche ore, paralizzato e attaccato a un respiratore artificiale. Quasi quarant'anni dopo, Chris Carter sedette con lui a Cleveland, nell'Ohio, e ascoltò ogni dettaglio di quell'operazione.

Da quella conversazione nacque la trama del secondo film di X-Files. Il film, uscito nel 2008 con il titolo The X-Files: I Want to Believe, racconta di omicidi, furti di organi e trapianti di testa e corpo. Carter lo ha sempre descritto come una storia d'amore contorta e oscura, ma gli studi di produzione ei censuratori giudicarono la versione originale troppo cruenta. Le scene più forti finiscono, dunque, nel cestino. Ora Carter le ha recuperare tutte per una Director's Cut che porta un nuovo titolo: The X-Files: I Want to Believe – Vrach Frankenshteyn , dove Vrach Frankenshteyn è il Dottor Frankenstein in russo. Il film è disponibile su Hulu e Disney+ dal 14 agosto 2026.

L'ispirazione scientifica del racconto affonda le radici molto prima di White. Negli anni Cinquanta, il chirurgo sovietico Vladimir Demikhov innestò la testa e le zampe anteriori di un cucciolo sul corpo di un altro cane, creando anche cani a due testi. Nessuno di quegli animali visse più di qualche giorno. Gli esperimenti di Demikhov influenzarono direttamente il lavoro di White, che a sua volta fornì a Carter la base tecnica per costruire la trama. La fantascienza di Carter ha spesso anticipato la realtà. Nel decennio successivo all'uscita del film, il neurochirurgo italiano Sergio Canavero e il collega cinese Xiaoping Ren, dell'Harbin Medical University, annunciano piani per un trapianto di testa umana nel 2017. Condussero la procedura su oltre mille topi, che sopravvissero pochi minuti, e su una scimmia soppressa dopo venti ore. La colonna vertebrale non venne mai ricollegata. Secondo gli esperti, un trapianto del genere su un essere umano causerebbe un dolore inimmaginabile. X-File, una delle serie sci-fi più influenti di sempre, ha sempre mescolato elementi soprannaturali e scientifici, e alcune delle sue trame, dalla clonazione alla genomica, sono diventate scienza consolidata nel corso degli anni. Il personaggio di Dana Scully, interpretato da Gillian Anderson, un medico con una laurea in fisica, ha ispirato un fenomeno documentato come Scully Effect: un aumento delle donne che hanno scelto la carriera STEM. Carter ha definito questa eredità uno dei suoi traguardi più significativi.