Occore una risata (amara per i tempi) per contrastare l'Ice. Così, l'attivismo americano cambia volto e indossa un naso rosso per contrastare il suprematismo bianco. Tra le strade di New York, San Francisco e diverse altre città statunitensi, una nuova onda di proteste ha scelto di sostituire i megafoni e gli striscioni con giocoleria, marionette e satira. Dalle battaglie contro le retate dell'Ice alle manifestazioni per la tutela degli animali e la giustizia climatica, la maschera del clown si sta trasformando in un'arma di comunicazione non violenta: una scelta pensata per disarmare le provocazioni nelle piazze e, allo stesso tempo, conquistare la viralità online.
L'irruzione al Consiglio Comunale
Tra i pionieri di questo linguaggio c'è Taylor Horne, performer di Brooklyn noto in rete come «Tillie the Clown». Come ha raccontato la testata locale The Brooklyn Paper, l'artista si è presentato in costume d'epoca durante un'accesa seduta del Consiglio Comunale di New York. L'obiettivo, sostenuto dalle associazioni PETA e NYClass, era appoggiare la messa al bando delle carrozze trainate da cavalli. Quando i suoi oppositori hanno iniziato a schernirlo per il suo aspetto, Horne ha sottolineato l'efficacia della provocazione: «Sono caduti in trappola: anziché contestare il merito della battaglia, si sono accaniti sulla mia maschera».
La mappa delle piazze
Il fenomeno sta prendendo piede lungo tutto il Paese con modalità differenti.
A San Francisco, secondo quanto riportato dal San Francisco Chronicle, la performer Kendra Ferguson ha introdotto le tecniche di clowneria per «stemperare i conflitti e fare da cuscinetto di umanità» durante i presidi più tesi. Nel frattempo, in diverse altre località americane si moltiplicano i laboratori dedicati a «clowneria e antifascismo», con attivisti in costume che presidiano i tribunali dell'immigrazione o monitorano la presenza di agenti federali nei pressi degli istituti scolastici.Dai sacchi di farina ai social
Questa forma di dissenso affonda le radici in episodi storici della satira di strada. Già nel 2007, come documentato dal quotidiano del Tennessee Knoxville News Sentinel, un gruppo di attivisti scompaginò un raduno neo-nazista trasformando lo slogan «White Power» (potere bianco) nell'equivalente sonoro «White Flour» (farina bianca), lanciando sacchi di farina tra la folla. Un'eredità raccolta dall'esperienza della Clandestine Insurgent Rebel Clown Army degli anni Duemila. Se storicamente la figura del giullare permetteva di ridicolizzare l'autorità senza usare la forza, nell'era dei social media la componente bizzarra e colorata garantisce un ritorno d'immagine immediato, trasformando la satira in un contenuto pronto per diventare virale.
Ultimo aggiornamento: giovedì 17 settembre 2026, 11:51
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