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Ieri l’arrivo in aeroporto dei due nuovi acquisti: per l’ucraino maglia numero 9, all’argentino la 8. Artem in ciabatte, il "vamos» di Mikel. Ma a prendersi la scena è Rowe
Il bomber in ciabatte e il ragazzo con la faccia pulita. Se l’arrivo di Artem Dovbyk e Mikel Amondarain fosse...

Il bomber in ciabatte e il ragazzo con la faccia pulita. Se l’arrivo di Artem Dovbyk e Mikel Amondarain fosse...

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Il bomber in ciabatte e il ragazzo con la faccia pulita. Se l’arrivo di Artem Dovbyk e Mikel Amondarain fosse un film, forse il titolo sarebbe proprio questo. Perché l’attaccante ucraino è arrivato al Marconi in totale relax, con cappellino e occhiali da sole che comunque mal celavano il suo sguardo glaciale, per origine ma anche, si spera, per freddezza sotto rete. Il giovane argentino, invece, abbozzava un sorriso, un po’ spaesato nell’area arrivi dello scalo bolognese. Poco importa, il ragazzo ha le spalle larghe, si vede e lo dimostrano i numeri che hanno portato Sartori e Di Vaio a puntare su di lui. Quest’ultimo era presente anche nella mattinata di ieri, sciarpe rigorosamente in mano e pronte per essere messe al collo dei nuovi acquisti.
Nessun bagno di folla ad aspettarli: l’orario e l’arrivo in aeroporto non hanno facilitato la marea rossoblù. Anche in questo caso si può aspettare, il popolo bolognese si sta già scaldando sui social e sarà pronto per accogliere entrambi al Dall’Ara. L’aereo che è atterrato da Roma alle 10.20 è stato puntuale anche se l’attesa per vedere il nuovo attaccante e il centrocampista è stata lunga, complice l’attesa dei bagagli. Prima Dovbyk e poi Amondarain, sciarpa per entrambi appunto, qualche sorriso, un timido "Vamos, vamos" per l’argentino stimolato da un "Forza Bologna" dei presenti e poi dritti in auto direzione Isokinetic per la prima parte di visite. Anche qui niente folla oceanica ma qualche tifoso già pronto a strappare primi autografi e selfie. Il day 1 è proseguito con l’incontro con lo staff tecnico ma non con la squadra che entrambi vedranno oggi, quando termineranno anche le visite mediche. Ieri sera per loro hotel e famiglia, dopo aver già scelto i numeri di maglia: Dovbyk indosserà la 9 che era di Castro, Amondarain invece porterà sulle spalle la 8, fino a qualche mese fa di Freuler che nelle ultime ore ha avuto contatti con il Sassuolo.
Per chi era in attesa al Marconi ieri poi anche un simpatico momento: mentre si aspettavano Dovbyk e Amondarain, a uscire dal varco arrivi del Marconi è stato un volto noto, già rossoblù, Jonathan Rowe. L’esterno offensivo ha approfittato di qualche giorno di vacanza per tornare in Inghilterra dalla famiglia e al suo ritorno in sordina ha trovato un’accoglienza da calciomercato. Incredulo e divertito, verso di lui è andato Di Vaio che gli ha messo subito una sciarpa rossoblù al collo. Sia mai che dopo l’addio di Castro al britannico venga voglia di cambiare aria: con questo gesto simpatico e istintivo, il Bologna prova a tenerselo stretto.
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