Trasformare antiche fortezze in luoghi capaci di accogliere emozioni contemporanee senza perdere il legame con la storia. È la filosofia di Tonio Sgueglia, presidente di Assocastelli e anima, insieme alla sua famiglia, di due straordinarie realtà campane: il Castello di Limatola e il Castello di Rocca Cilento, entrambi in Campania. Un percorso nato dal sogno del padre architetto.
I vostri castelli sono diventati scenari per nozze ed eventi di grande prestigio. Qual è il segreto per conciliare il rispetto dell'architettura storica con le esigenze di un matrimonio moderno?
Tutto nasce dall’amore per questi luoghi. Il nostro motto è proprio che "qui regna l’amore", insegnamento che abbiamo ricevuto dai nostri genitori: ogni cosa deve essere fatta con passione e dedizione. Il primo, grande progetto è stato il Castello di Limatola, in provincia di Benevento, un rudere che mio padre, architetto, ha voluto riportare all’antico splendore. Il restauro è iniziato nel 2002 ed è terminato nel 2006. All’inizio non pensavamo di trasformarlo in una location per eventi, pensavamo di recuperare un pezzo di storia. Poi abbiamo capito le sue potenzialità e abbiamo iniziato a organizzare tutto internamente, dalla cucina alla pasticceria fino alla formazione del personale. In un castello non è semplice creare spazi moderni: bisogna confrontarsi con la tutela della Soprintendenza, progettare cucine, aree di servizio, luoghi coperti per garantire un’alternativa in caso di maltempo.
Dopo Limatola è arrivato il Castello di Rocca Cilento.
Limatola è una fortezza con una struttura imponente e una doppia cinta muraria. Rocca Cilento, in provincia di Salerno, invece, è più un borgo-castello, un villaggio storico. Lo abbiamo acquisito nel 2016 e il restauro è durato circa sei anni. Anche qui siamo partiti da una struttura abbandonata e abbiamo cercato di creare un equilibrio tra le mura antiche e gli interventi contemporanei, sempre nel rispetto della storia. Abbiamo realizzato grandi sale interne, una cucina professionale, giardini d’inverno, piscine e oltre venti camere. E anche una suite per gli sposi, una torre di circa 200 metri quadrati dove prepararsi in tutta tranquillità.
La vostra è una gestione familiare. Come vi dividete i ruoli?
La forza è proprio la famiglia. Oggi siamo io, mia mamma Pina Martone e mia sorella Piera Sgueglia. Lei ha studiato alla Marangoni di Milano ed è rientrata in azienda portando grande energia e competenza, soprattutto nella parte operativa degli eventi. Mia mamma segue moltissimo la gestione quotidiana e il rapporto con gli sposi. Io mi occupo perlopiù della parte economica, delle relazioni e dello sviluppo dei progetti. Dopo la scomparsa di nostro padre abbiamo raccolto la sua eredità e trasformato quel sogno in una responsabilità ancora più grande: continuare a dare vita a luoghi che rischiavano di essere dimenticati.
Che cosa cerca chi sceglie un castello?
Non solo una scenografia, ma un’esperienza autentica. Spesso invitiamo gli sposi a venirci a trovare prima dell’evento, a conoscere lo staff e a vivere il luogo, perché vogliamo che il giorno del sì non si sentano ospiti, ma a casa. Per noi è fondamentale non solo l’estetica, ma l’accoglienza. La cordialità delle persone fa la differenza.
Avete un ruolo importante pure nella valorizzazione del territorio.
Assolutamente. Il nostro obiettivo è dimostrare che anche le aree interne possono diventare destinazioni internazionali. In Campania spesso si parla di Costiera Amalfitana e Capri, ma esiste un patrimonio straordinario nei borghi dell’entroterra. A Rocca Cilento, quando siamo arrivati, c’era praticamente solo un bed & breakfast. Oggi il territorio conta molte più strutture ricettive: abbiamo lavorato sul concetto di albergo diffuso, creando una rete
con i proprietari locali e contribuendo alla crescita del borgo.
I matrimoni sono sempre più internazionali?
Siamo arrivati a una ’equa ripartizione del 50% tra italiani e stranieri. Gli eventi internazionali spesso durano tre o quattro giorni, c’è il pre-wedding, il matrimonio e il post-wedding. Cerchiamo di far vivere agli ospiti il territorio, proponendo prodotti tipici cilenta-
ni, visite e momenti dedicati alla scoperta della nostra Terra. Siamo vicini a luoghi straordinari come Paestum e la Reggia di Caserta, quindi possiamo offrire un viaggio nella cultura campana.
Da poco è presidente di Assocastelli. Quali sono i suoi obiettivi?
Sono molto onorato di questo incarico. Oggi molti castelli sono più un onere che un patrimonio da valorizzare e rischiano di rimanere chiusi. Per questo sto lavorando al progetto 100 Castelli da salvare: l’idea è mettere a disposizione esperienza e competenze per aiutare proprietari di dimore storiche a recuperarle e rilanciarle. L’Italia possiede un patrimonio unico al mondo, salvare un castello significa salvare storia, cultura e futuro per interi territori.






