Il futuro di Palermo, Palma: “La nostra idea: un torneo maschile sul cemento a partire dal 2029”

La 37esima edizione del Palermo Ladies Open è andata in archivio, dunque al Country Time Club è tempo di bilanci. Un circolo che da quasi quarant’anni ospita un torneo diventato storia, tradizione, e che ha visto trionfare diverse giocatrici azzurre divenute poi icone di questa disciplina. Poco prima dell’atto decisivo per l’assegnazione del titolo, il Direttore del torneo Oliviero Palma ed il Presidente del circolo Giorgio Cammarata sono stati accolti in sala stampa per tirare le somme di questo 37° PLO, che ricordiamo, si è trasformato in un WTA 125 a partire dal 2025.

“Il caldo ha vinto su tutti”

Un’edizione molto particolare per il Country, che ha combattuto per tutta la settimana contro temperature estreme, proibitive per una competizione agonistica internazionale, posticipando anche di due ore gli incontri schedulati, quand’è stato necessario. “Una nota negativa che dobbiamo registrare è proprio il caldo, che ha vinto su tutti – ha dichiarato il Direttore Palma -. Abbiamo avuto delle condizioni meteorologiche davvero incredibili. Ricordiamoci che, in 37 anni, anche se è cambiato il sistema di misurazione, non era mai successo di spostare di un solo minuto il torneo, quest’anno addirittura di due ore. Questo fa capire anche che il pubblico è stato un po’ più distratto, e chiaramente ha preferito vederlo in televisione. La Rai ci ha coperto, da lunedì, anche due incontri al giorno, e questo ha consentito ad oltre 100.000 spettatori di poter assistere al torneo”.

“Tre wild card per le giocatrici sono troppo poche”

Nel corso della tradizione conferenza stampa di chiusura del Palermo Ladies Open, si sono poi toccati i temi più importanti, legati ai bilanci, alla sostenibilità e appeal di questi “nuovi” WTA 125: “Siamo in linea con le altre edizioni, noi oggi siamo tra il pareggio di bilancio, la piccola perdita e il piccolo utile. Sono giochi di numeri che si sapranno tra un po’ di tempo, ma comunque il torneo è sostenibile. Riferendomi alla riunione dei Direttori che abbiamo fatto, il meeting internazionale, è andato molto bene, abbiamo provato tante piccole cose che potrebbero agevolare innanzitutto la sostenibilità. Se non ci fosse la WTA a contribuire indirettamente ai montepremi dei tornei, questi non avrebbero sostenibilità. Poi, in Italia abbiamo 9 tornei, ma ogni giocatrice può ricevere soltanto 3 wild card in 3 tornei, troppo poche. Almeno questo sembra che sia stato accettato, e saranno raddoppiati, invece di 3, una stessa giocatrice ne potrà prendere 6″.

“Torneo fattibile per il 2029. Maschile in cemento, donne su terra rossa”

La curiosità di molti è nel sapere se il circuito maschile, prima o poi, potrà ritornare nella città di Palermo. Il Direttore Oliviero Palma apre uno spiraglio su questa possibilità: “Non è un’idea campata in aria, è un’idea, ma come tutte le idee deve trovare poi la sostenibilità, è subordinato ai lavori che abbiamo cominciato e dovrebbero terminare per il 2028, dunque il torneo si potrà fare non prima del 2029. Un’idea che sicuramente abbiamo è che maschile e femminile non si faranno contemporaneamente, ma si farà prima uno poi l’altro. Perché ho appreso che, se tu fai due tornei combined, il montepremi delle donne deve diventare come quello degli uomini, quindi dovresti mettere 250.000 euro anche per le donne del WTA 125. I due tornei potrebbero svolgersi in ottobre, per una durata complessiva di quindici giorni, uno dopo l’altro. Il torneo maschile potrebbe in cemento, un cemento molto simile a quello dell’Australian Open, per consentire ai tennisti di prepararsi all’inizio della nuova stagione. Mentre le donne giocherebbero su terra”.